Per l'acqua in Abruzzo ho provato a darti una risposta nell'altro thread...
Sarà per campanellismo, per spirito di sopravivenza, chi lo sa ...
Sarà che siamo italiani e ormai abbiamo consolidato cattive abitudini risalenti a secoli e difficili da sradicare.
Ci amministriamo male. Poi le riforme istituzionali non sono dettate da ragionamenti pratici e pragmatici e affidate ad esperti del settore, ma sono spinte dal populismo....
L'italiano medio è quello che vuole le regole ed è il primo poi a contestarle... soffre i controlli.... quanti in Inghilterra o in Francia si sognerebbero mai di contestare una multa per limiti di velocità in quanto lo strumento che ha rilevato la velocità non sarebbe stato omologato da uno specifico ministero? In Italia abbiamo i record di tali contestazioni che poi vengono anche accolte.
Parli di Province che ormai dovrebbero essere abolite ma ancora non si è deciso come ripartire le competenze di queste... le Regioni saranno sempre più simili ai Ministeri e in questi anni soprattutto con la sanità si è visto come le Regioni in Italia amministrano.
Intanto ci manteniamo gli 8100 comuni con tanto di giunte e consigli, le comunità montane, gli ATO, i Consorzi di Bonifica, i BIM e gli altri 3100 Enti inutili, i quali spesso sono costituiti da soli consigli di amministrazione... cioè senza dipendenti!! che alimentano a loro volta un milione e mezzo di politici che vivono di sola politica... e poi si dice che son troppi i dipendenti pubblici.
Tornando ai tuoi punti:
a) le line guida sulle acque (soprattutto dal punto di vista qualitativo) in Italia sono dettate dalle Autorità di Bacino tramite il Piano di Tutela delle Acque. Per quanto invece riguarda le regole di sfruttamento e prelievo a seconda di come la materia è stata delegata, le regole sono dettate da Regolamenti Regionali o Provinciali che fanno riferimento al R.D. 1775 del 1933 o per quanto concerne le acque minerali alla normativa di settore (le acque minerali sono inserite in normativa specifica attinente alle miniere).
b) Il monitoraggio qualitativo è affidato alle varie ARPA o ARTA (in Abruzzo) o acronimi simili quindi ad Agenzie Regionali. Quello quantitativo ai pareri dettati dall'Autorità di Bacino competente che verifica la compatibilità con il proprio strumento e cioè il Piano di Tutela delle Acque e quindi anche con il MDV.
c) Il Genio Civile non è un Ente ma era una struttura statale che ormai non ha ragione di esistere con tale denominazione nei vari Enti in cui le diverse competenze sono state frammentante. Quindi per l'autorizzazione dei pozzi, come anche delle grandi e piccole derivazioni in Italia troverai in genere due Enti o la Regione o la Provincia;
d) Sugli sversamenti le competenze sono di vari Enti, Comune, Province e Regione al fine di dettare le linee e gli obblighi del piano di caratterizzazione e conseguenza bonifica da eseguire.
Per quanto riguarda il punto c) purtroppo c'è da constatare che in Italia gli Uffici che si occupano di pratiche di derivazione d'acqua profonda (pozzi) e superficiale sono paurosamente sotto organico con migliaia di pratiche arretrate da smaltire (soprattutto per le piccole derivazioni d'acqua), malgrado questi uffici sono fondamentali per il recupero dei canoni non versati dagli abusivi e quindi per il controllo dei prelievi... è la solita miopia dei politici italiani che preferiscono assumere personale negli uffici amministrativi ai fini dello scambio dei piaceri personali finalizzati al voto anziché in quelli operativi... ignorando che poi a maggior controlli seguono maggiori entrate con il duplice effetto del controllo della risorsa idrica e dell'equa ripartizione dei canoni tra i cittadini, i quali son i primi a volere questo. Invece allo stato attuale si vessa il cittadino che vuole regolarizzarsi con canoni, sanzioni e spese di istruttoria elevate incentivando così ancor di più l'abusivismo.
Ciao Ale
P.S. sulla Concordia e su come eccelle il nostro paese ho qualche dubbio... a parte l'immagine di Schettino ne è venuta fuori una nazione che prima consente gli inchini radenti agli scogli, con tanto di Capitaneria di Porto accondiscendente, e poi con De Falco grida al comandante "salga a bordo ca.zo!" suscitando l'ammirazione dei tanti italioti del nostro paese. Nel recupero, inoltre, sono impegnate più nazioni.