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Ciao a tutti. smile

Passeggiando su un sentiero che si inerpicava su delle colline a 300 mt. circa dalla riva del mare, in Liguria, più precisamente sul litorale di Loano, ho visto queste rocce ai bordi della stradina e mi chiedevo che tipo di rocce fossero.

Sono sicuramente delle rocce molto comuni da quelle parti e si trovano su delle collinette di 50-100 mt. circa di altezza, quindi molto basse, quasi attaccate al mare.
Sono molto friabili (si spezzano anche con le mani) e nella prima foto, presentano una colorazione rossastra che potrebbe essere riconducibile a degli ossidi di ferro, ma non sono sicuro.

Non essendo geologo, ma molto appassionato della materia, ho tentato di identificarle per quello che mi permettono le mie poche conoscenze, però non sono riuscito perché presentano molte incertezze, almeno per me.

Ecco, volevo tentare lo stesso di classificarle, poi voi mi dite se ho parzialmente azzeccato, oppure no.

Se proprio dovessi dire che tipo di rocce sono, avrei molti dubbi perché la struttura non mi risulta molto chiara, per certi versi, (nella prima foto) mi sembra di riconoscere una struttura leggermente sedimentaria, almeno a giudicare dalle righe orizzontali che si vedono nella parte inferiore, però nella parte superiore (sempre la prima foto), mi confondono perché la struttura non mi sembra più scistosa, ma irregolare e confusa.
Forse potrebbero essere rocce metamorfiche formatesi in seguito a orogenesi, e la cui alta temperatura ha finito per alterarle e ristrutturarle?

Sinceramente mi riesce difficile stabilire la natura.

Nella seconda foto invece, la roccia ha un colore più grigio ed è più consistente della prima, infatti almeno con le mani, non si riesce a romperla, e si trova anch'essa a pochi metri di distanza della prima sempre sulla stessa strada.

Azzarderei a dire che potrebbero essere rocce argillose, ma veramente mi risultano difficili.

Mi sapreste eventualmente dire oltre il tipo, anche l'origine e come si sono formate?

Vi ringrazio molto! smile


P.S.
non riesco a visualizzare bene le foto caricate, la dimensione è inferiore ad 1.5 mb, ma mi dà errore lo stesso. Sapete come posso fare per caricarle correttamente?
Le ho fatte con il cellulare.

Grazie.

Forse ce l'ho fatta, li ho zippati con winrar, dovrebbero aprirsi (speriamo!).

Immagini allegate
Foto-zip.zip (319.02 KB, 35 download)
foto-1.png (210.84 KB, 23 download)
foto-2.png (1.15 MB, 6 download)
Ultima modifica di Pathfinder; 26/08/2014 17:09.
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Le ho caricate con un altro sistema, speriamo si vedano.

http://i57.tinypic.com/2v30sqt.jpg

http://i60.tinypic.com/v8j51c.jpg

Immagini allegate
Immagine-1.jpg (257.03 KB, 34 download)
Immagine-2.jpg (320.99 KB, 7 download)
Immagine-2.zip (575.75 KB, 6 download)
Ultima modifica di Pathfinder; 26/08/2014 23:05.
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Incuriosita, ma non riesco proprio a visualizzare le foto.
Il fatto che siano friabili e si rompano facilmente mi fa pensare a materiale comunque alterato, o un substrato da quale l'erosione ha asportato via ilsuolo che vi si era formato, oppure - se non fosse roccia in posto - elementi residuali di un suolo ovvero ciottoli più resistenti che sono rimasti in loco dopo l'asportazione di tutto il resto.

Il fatto che sottolinei la posizione su "collinette" a ridosso del mare mi porta a pensare a vecchie superfici con depositi sopra, ormai alterati; però è una mia illazione, può darsi che si tratti della roccia delle collinette stesse, che alla sommità affiora, e, proprio perché sei alla culminazione, il terriccio che si è formato per alterazione (suolo) è stato dilavato,lasciando scoperto il regolite.

Se così fosse, sarebbe anche chiaro il motivo della difficile identificabilità, dato che una roccia alterata può assomigliare molto all'originale, ma anche presentare elementi che obliterano le caratteristiche più peculiari.

Il foglio geologico 50000 della zona non è ancora pubblicato (cioè, ISPRA non l'ha nemmeno in programma...); mi verrebbe spontaneo cercare sul vecchio 100000 che rocce ci sono in zona, ma temo sia troppo poco dettagliato e geologicamente un po' superato... boh?

Tutta questa - ovvio - resta fantageologia, in attesa di vedere le foto.

p.s. la mia capacità di caricare foto è inferiore a quella di una schnauzer nano, quindi mi astengo dal tentare suggerimenti in proposito...

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Originariamente inviato da: morena
Incuriosita, ma non riesco proprio a visualizzare le foto.
Il fatto che siano friabili e si rompano facilmente mi fa pensare a materiale comunque alterato, o un substrato da quale l'erosione ha asportato via ilsuolo che vi si era formato, oppure - se non fosse roccia in posto - elementi residuali di un suolo ovvero ciottoli più resistenti che sono rimasti in loco dopo l'asportazione di tutto il resto.

Il fatto che sottolinei la posizione su "collinette" a ridosso del mare mi porta a pensare a vecchie superfici con depositi sopra, ormai alterati; però è una mia illazione, può darsi che si tratti della roccia delle collinette stesse, che alla sommità affiora, e, proprio perché sei alla culminazione, il terriccio che si è formato per alterazione (suolo) è stato dilavato,lasciando scoperto il regolite.

Se così fosse, sarebbe anche chiaro il motivo della difficile identificabilità, dato che una roccia alterata può assomigliare molto all'originale, ma anche presentare elementi che obliterano le caratteristiche più peculiari.

Il foglio geologico 50000 della zona non è ancora pubblicato (cioè, ISPRA non l'ha nemmeno in programma...); mi verrebbe spontaneo cercare sul vecchio 100000 che rocce ci sono in zona, ma temo sia troppo poco dettagliato e geologicamente un po' superato... boh?

Tutta questa - ovvio - resta fantageologia, in attesa di vedere le foto.

p.s. la mia capacità di caricare foto è inferiore a quella di una schnauzer nano, quindi mi astengo dal tentare suggerimenti in proposito...



http://tinyurl.com/oxvhu4w
http://tinyurl.com/nb2x5ej

Ciao Morena, grazie per la risposta dettagliatissima! smile

Adesso ho caricato le foto in un sito di file hosting, e cliccando sul link che ho inserito sopra, si dovrebbero visualizzare correttamente.
Almeno a me le visualizza bene, prova anche tu e vediamo se funziona.

Si, mi sa che sono rocce alterate come dici tu, perché essendo molto friabili, probabilmente sono state sottoposte ad una temperatura molto elevata che le ha ristrutturate rendendole più fragili, chi lo sa.
In realtà, queste collinette sono a circa 400 mt. nell'interno dalla strada principale (l'Aurelia) che costeggia il lungo mare, e le rocce che ho fotografato sono in una curva della salita in un punto a pochi metri dal suolo, forse 15 mt. a occhio, poi proseguendo le rocce sono sostanzialmente le stesse.

Gli abitanti vi hanno costruito delle villette con orti annessi, e dei contadini vi hanno coltivato piccole piantagioni di ortaggi vari e alberi da frutta.

Mi sembra tutto terreno rimaneggiato dall'uomo, pieno di ciottoli a grana fine, forse prodotti dell'erosione a cui sono state sottoposte le colline, e qua e là, dai bordi della strada, spuntano queste rocce che non sono state distrutte per costruirvi case o orti.

Chi sa se questi piccoli rilievi erano dei sedimenti marini poi sollevati da piccoli movimenti tettonici, bho?
Mi dà l'idea che siano abbastanza recenti in termini geologici, forse l'orogenesi alpina?

Grazie ancora! smile

P.S.
Non sapevo che la regolite esistesse anche sulla Terra, pensavo fosse una peculiarità della Luna, ed invece ho letto che un prodotto del disfacimento delle rocce.

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A pelle, direi dolomia o calcare dolomitico masiccio fratturato e soprattutto alterato. Nel senso ch emi ricorda roba molto familiare.

Vediamo di riordinare le idee:

E' roccia in posto, secondo me, molto fratturata. Cioè fa parte del substrato, variamente piegato, fagliato, dislocato, su cui sono modellate le alture. Ed la loro parte sommitale, quella dove può essersi sviluppata e conservata alterazione e pedogenesi.

La carta geologica esiste, ma solo quella al 100000, quindi il dettaglio è poco e la sintesi molta. E l'area è geologicamente incasinata.

http://193.206.192.231/carta_geologica_italia/tavoletta.php?foglio=92-93

Occorrerebbe ubicarsi con precisione; dopo di che resta il fatto che potrebbero esserci faglie minori - a scala non cartografabile - che tirano fuori un lembo di qualcosa presente solo localmente e non riportato in carta per motivi di scala.
COme rocce lì c'è in giro di tutto, comprese rocce carbonatiche triassiche e giurassiche. Anche la lettura delle descrizioni aiuta poco.

http://193.206.192.231/carta_geologica_italia/note_illustrative/92-93.pdf

Hai provato con l'acido cloridrico al 15%? è un classico test: con quello al 5% i calcari "friggono" (reazione appena cade la goccia, con schiuma frizzante), al 15% friggono anche le dolomie. Chiaro che se è roccia alterata, di carbonato ce n'è di meno, quindi meglio andare pesanti... giusto per scartare l'ipotesi che non sia una roccia carbonatica.

Se sono rocce molto alterate - come mi sembra - le temperature non c'entrano, nel senso di termometamorfismo.

Un suolo su rocia carbonatica si sviluppa per progressiva decarbonatazione, cioè dissoluzione del carbonato che viene trascinato verso il basso. E' lo stesso processo che può generare lungo fratture l'allargamento e la formazione di cavità (carsismo).
Soprattutto su una roccia fratturata (e qui la zona è pesantemente tettonizzata dall'orogenesi), i fluidi circolanti tendono a corrodere pervasivamente la compagine rocciosa decarbonatandola. Questo accade perché l'acqua meteorica filtrando attraverso un suolo si carica di CO2 e anche di acidi humici, quindi diviene "corrosiva".

Entra in gioco anche il clima: il fenomeno è accelerato dalla presenza di acqua e dalla temperatura dell'atmosfera... diciamo che l'optimum è un clima caldo umido, tropicale.
Il risultato è che prima di trovare la roccia sana, si possono attraversare anche metri di spessore di "sabbione", via via meno friabile verso il basso e in cui si separano dei nuclei un po' più consistenti.

Da noi in Prealpi questo tipo di pedogenesi risale a prima delle glaciazioni, quando tutte le evidenze mostrano un clima più caldo dell'attuale, appunto.
In riva al mare non so, potrebbero essere molto più recenti ed essersi sviluppata in un interglaciale o in più di uno, comunque intervalli del quaternario a clima caldo.

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Caspita! Che spiegazione dettagliatissima, grazie!! 2pollicisu

Quindi, roccia fratturata e alterata, molto probabilmente calcare o dolomia decarbonata.
Secondo me ci hai azzeccato in pieno, non posso ovviamente fare un'analisi della roccia, ma le tue osservazioni mi sembrano esatte.
Se risalgono al quaternario in qualche era interglaciale, sono abbastanza recenti come mi erano sembrate.

Sto leggendo proprio in queste sere, la parte di geologia che tratta le pieghe-faglie e la formazioni delle cavità carsiche come le doline, e anche sul libro fa menzione della decarbonatazione a seguito dell'acqua delle precipitazioni, che segregando la CO2 del terreno, corrode le rocce circostanti.

Neanche a farlo apposta, ho letto proprio una cosa attinente! smile

Una domanda: come si riconosce una roccia calcarea?
Da quel poco che so, dovrebbe avere una colorazione biancastra ed avere una grana un po' più grossa dell'arenaria, almeno se dico bene, e presentarsi stratificata, però non sempre lo è, per cui il riconoscimento si fa più difficile.

Non ho provato con l'acido cloridrico perché non sapevo che si potesse fare, ma è un ottimo suggerimento di cui faccio tesoro!

Starei a parlare delle ore di geologia perché mi appassiona e ho tante cose da imparare, me se lo faccio stiamo qui fino a domani! smile

Molto belle la cartine del link, è proprio la zona dove sono stato in vacanza ad agosto con i rilievi montuosi, e a ben guardare, mi sembra che ci siano anche le collinette di cui parlo.

Qui c'è l'immagine di Google Street view della stradina dove ho preso le foto, e c'è anche la roccia che ho fotografato, è quella vicino all'agave (non pensavo che Google fosse arrivato fin lì, incredibile!).

http://tinyurl.com/noegktc

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Beh... le "cartine" dei link sono la Carta Geologica ufficiale d'Italia, che da un po' di anni è stata resa consultabile in rete. Solo consultabile, perché fare e stampare carte geologiche costa, quindi chi vuole il cartaceo va a comprarselo (giusto e sacrosanto, perché per stampare a costi umani una carta a colori, occorre tirarne un certo numero di copie che possano essere poi vendute per pareggiare; mica solo quella per la scansione... la copia cartacea depositata nelle biblioteche nazionali è tutt'oggi necessaria per garantire la stabilità del dato, posto ch e su internet nulla è "fisso").
Comunque, la qualità è già buona, e per chi non deve lavorarci, il pezzettino si può "fotografare" con gli strumenti del computer...

Quindi:

Questa è la pagina del sito di ISPRA in cui si vedono tutte le carte disponibili.
ISPRA (istituto superiore per la ricerca ambientale) ha assorbito il Servizio Geologico Nazionale e tutte le sue attività.

http://www.isprambiente.gov.it/it/cartografia/carte-geologiche-e-geotematiche

Qui ci sono tutti i "vecchi" 1:100000. Vecchi per dire, perché per molte aree sono le uniche tutt'oggi esistenti, complice la crisi che ha bloccato i finanziamenti:

http://193.206.192.231/carta_geologica_italia/default.htm

Questa è la cartografia geologica nuova, in scala 1:50000 che stiamo ancora facendo:

http://www.isprambiente.gov.it/Media/carg/index.html


Tornaimo a Loano.

Confrontando da googlemap con la carta geologica, dovremmo essere all'interno del km 606 dell'Aurelia (toponimo K.606 nella carta). E qui mi sorgono i dubbi che avevo già, e per cui farei la prova con l'acido.

Perché la carta riporta fitte ripetizioni di:

T1 (viola scuro): Quarziti di Ponte Nava,del Triassico inferiore, descritte come "biancastre, in strati e banchi".

G11-9 (blu scuro): Calcari di Val Tanarello, descritti come calcari marmorei chiari ceroidi ben stratificati, del Giurassico superiore, e che dalle note illustrative risultano qui in contatto diretto sulle roccie del Trias inferiore.

Dal contesto e dalla sezione geologica mi immagino una situazione fittamente piegata, che spiegherebbe il ripetersi fitto di aree a calcari e aree a quarziti (nella carta appare "tigrato" in viola e blu). Quindi sulla aatessa stradetta potrebbero affiorare, a varie quote, pezzi delle une e degli altri, alternati.

La stratificazione non mi aiuta a distinguere: Per quanto stratificata, se la roccia è fratturata pervasivamente, può apparire come massiccia. Oppure l'affioramento può interessare un unico strato un po' cicciotto...

Resta il dubbio se anche le quarziti, nel contesto climatico della riviera, possano alterarsi e divenire friabili. Non ho alcuna esperienza in proposito (nè di geologia della Riviera, né di quarziti; da noi in Prealpi le poche che ho visto erano sopra i 2000 m di quota!).

A occhio le darei per rocce carbonatiche alterate - dalla foto - ma non si sa mai...
Questa però è una cosa da vedere con l'acido, che è un classico test che il geologo di terreno fa regolarmente quando ha dubbi (la boccetta di acido col contagocce è un must nel borsello da rilevamento!).
Il test contrario: se c'è quarzo, riga il martello, che è di acciaio, e il quarzo avendo durezza 7 riga l'acciaio.
Due analisi elementari, fattibili sul campo, che spesso sono molto d'aiuto!

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Dimenticavo:

"recente" è l'alterazione.

Le rocce sono del Mesozoico, deposte nella Tetide che si stava aprendo in Oceano Ligure, e a ridosso di questo. Si va dai 250 ai 150 milioni di anni.

Poi a 60 milioni più o meno, l'Oceano si è richiuso ed è iniziata la collisione che ha generato le Alpi. Da lì in poi, in più fasi, il sollevamento della catena, tutt'ora in corso.
In generale, quelle aree sono fuori da almeno 20 milioni di anni, e da quel momento è iniziato il modellamento. Mettici un po' di milioni di anni di erosione per scolpire le collinotte e smantellare le rocce più recenti; man mano il fronte di alterazione ed erosione ha raggiunto il livello che vediamo.
La pedogenesi - cioè la trasformazione in "la roccia così tenera che si taglia con un grissino" - delle rocce della foto può essere iniziata anche 5 o 6 milioni di anni fa, ed essere continuata in tutti i periodi caldi successivi.
A spanne...

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Ho guardato per bene le mappe dell'Ispra che hai postato, e sono veramente fatte bene e dettagliate!
Adesso capisco i tuoi dubbi a riguardo della roccia in questione: infatti guardando bene la zona sulla mappa relativa a Loano, le rocce dovrebbero corrispondere al colore viola e viola più scuro (T3-2 e T1), che praticamente coincidono con quello che dici tu, cioè quarziti o dolomie.

Secondo la descrizione che ho letto relativa al T3-2, azzardo a dire che secondo me sono rocce di questo tipo, cioè dolomie, soprattutto per il colore (grigiastro) e talvolta sul rosato (come la prima foto).

Però ho guardato la descrizione e la foto della quarzite su Google, e sai che mi pare che almeno la seconda foto (quella con la roccia grigia) sia praticamente uguale?

http://it.wikipedia.org/wiki/Quarzite

Direi dolomia la prima foto e quarzite la seconda, poi è chiaro che ci vorrebbe un esame più approfondito con il martelletto e l'acido come dici tu.

Quindi sono rocce risalenti al Triassico ed al Giurassico come periodo? Caspita, sono molto antiche direi!
In pratica, dovrebbe trattarsi al periodo risalente all'orogenesi alpina, che con la chiusura della Tetide ha formato anche l'Himalaya?

Poi una volta formate, gli agenti erosivi come il vento, ne hanno smantellato e consumato i profili, rendendoli smussati ed arrotondati come si vedono ora.
Quindi in origine erano depositi marini, poi sollevati dai movimenti tettonici che hanno formato questi rilievi?

Anche la successiva decarbonatazione delle rocce che dici tu è plausibile, perchè l'azione dell'acqua le ha rese solubili, alterandole e rendendole fragili e "secche" come si vedono ora.
Poi se ci aggiungiamo il clima caldo e umido tipico del mare, il quadro si completa
Se è così, direi che ha molto senso e sono d'accordo con te.

Ma quindi lavori all'ISPRA ?

Grazie ancora! smile

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Non scarterei nemmeno il G11-9 intercalato alle quarziti; se fosse il T3-2 sarebbe facile verificare, nel senso che occupa un doinio ben preciso, al di là di una faglia rettilinea: basta vedere dove è esattamente il punto.
A me dal confronto con la foto da satellite mi sembra che il luogo sia al di qua della faglia, quindi mi viene il dubbio fra i due tipi di roccia fittamente alternati.

Non so quanto le quarziti si assomiglino tra di loro, quindi da una sola foto non mi sento di dire che è la stressa roccia che compare in rete come "quarzite" doc.
Piuttosto, su quarzite mi lascerebbe perplessa l'alterazoine.
In riva al mare rocce silicee possono alterarsi anch'esse, dando luogo a "sabbioni", però si parla di granitoidi, in cui quello che si disfa è il feldspato o al massimo i plagioclasi. Di solito il quarzo è il più resistente alla corrosione, e mi meraviglia un po' che possa essersi ridotto a "roccia friabile".

No, non lavoro all'Ispra, bensì in un ente locale che aveva in gestione la propria parte del progetto CARG - Carta geologica, e quindi ho fatto il quaternario di alcuni fogli. Per questo conosco così bene la bibliografia on-line... wink

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