Tacio, onestamente solo un IDROGEOLOGO locale puo' suggerire le opportune soluzioni alla problematica reale. Concordo sulla completa chiusura dell'opera, secondo le modalita' da te suggerite. Sara' comunque compito del progettista fornire i dettagli di questa delicata operazione.
Vorrei pero' allargare il discorso a beneficio di possibili utenti che intendano commissionare opere di approvvigionamento idrico in condizioni analoghe.
Riguardo a questo topic, ci sono diversi elementi che non comprendo ... per esempio si riporta che il pozzo e' ubicato a 500 m dalla linea di costa ed a circa 100 m di altitudine. Successivamente si fa cenno ad un vicino distante solo 100 m ed ad un'altitudine di 500 m

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Mi sembra sensato il suggerimento del geologo di fermarsi alla profondita' di 86 m (come ha motivato il professionista nella relazione tecnica questa scelta?). Non e' chiaro poi come il direttore dei lavori abbia indicato assenza d'acqua a quella profondita' in fase di terebrazione: lavoravano ad aria? Se usavano fanghi di perforazione hanno fermato la terebrazione per effettuare prove in pozzo? A quanto ammontavano le perdite di fluidi? Lavoravano a circolazione di fluidi? In tal caso, veniva monitorata anche la salinita' dei fluidi?
Inoltre non vi e' cenno alla stratigrafia, permeabilita', prove in pozzo (che rappresentano la carta d'identita' del pozzo), etc.
Per quanto concerne la salinita' registrata, e' normale che a fondo pozzo la salinita' sia maggiore; infatti la densita' e' direttamente proporzionale alla salinita'.
E' buona regola non raggiungere la superficie di transizione acqua salata/acqua dolce (che in questo caso si puo' assumere vicina ai 100 m di profondita'). Inoltre emungendo anche solo nell'acqua dolce, il cono di (de)pressione si trasmette necessariamente anche all'interfaccia acqua salata/dolce e la prima puo' quindi risalire nel pozzo, compromettendolo definitivamente.
Il motivo per cui si fornisce il "permesso alla ricerca d'acqua" e' proprio per effettuare la ricerca d'acqua. Non e' detto che necessariamente questa porti ad esiti positivi alla prima terebrazione.
Sembra che sia stato realizzato un lavoro che rischia di creare un potenziale danno ambientale, in quanto il pozzo potrebbe rappresentare un elemento verticale di connessione tra acquiferi salati ed acquiferi con acque dolci; infatti viene piu' volte menzionato il fatto che i vicini si approvvigionano di acque sotterranee dolci. E questi ultimi - in caso di contaminazione della falda - potrebbero anche rivalersi sul proprietario del pozzo contaminante.
Il progettista doveva fornire delle indicazioni su come procedere ed il direttore dei lavori doveva effettuare le opportune verifiche e comunicarle al progettista. Infine e' il collaudo e' che consente di valutare se l'opera finale e' conforme alle richieste attese e se essa sia compatibile con l'ambiente o meno.
Ricordo che un pozzo e' un'opera che impatta l'ambiente piu' di un edificio .. ci arrischieremo noi di non aver alcun progetto ne' direzione lavori per la nostra casa?