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Sarei curioso di sapere se il palo del tuo esercizio verificherebbe con un carico realistico.

Nc per definizione= (Nq-1)cot(phi)

Nel caso la resistenza laterale viene superata, il palo inizia a cedere in maniera molto accentuata. Come accennava ingegno, se il foro non è pulito (caso raro) e anche in presenza di roccia o terreno resistente, può cedere del 5% o 10% della sua larghezza. Alla fine però, male che vada, si evita molto probabilmente un affondamento eccessivamente dannoso dato che c'è uno strato rigido alla base.
Nel caso di limo non addensato, il palo può andare a picco perché non c'è più niente che lo ferma, dato che la resistenza laterale è stata già interamente mobilizzata.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Altra domanda che avrei, riguarda la profondità critica Zc ed annesso totale delirio di metodiche strampalate e diversissime tra loro. Andando su un esempio (i testi ed i vari autori, strapagati, si guardano bene dal fare esempi pratici) se ho una sabbia buona tra 10 e 16 m da p.c., con dei limi schifosi sopra e sotto, ed un diametro del palo di 40 cm, qual è la profondità migliore di innesto dei pali ??...-10 m ? -13 m ? - 15 m ? sembra che ci sia una raccomandazione AGI che dice che il valore di qb (punta) possa essere uguale alla qc del penetrometro, ma comunque facendo la media tra 4 diametri sopra la profondità di innesto ed 1 diametro sotto…come se ciò che sta 0,5 metri e oltre, sotto il palo non contasse nulla….; poi però dicono che l’immersione del palo nello strato portante dovrebbe essere almeno 10 diametro sopra e sotto (dunque 4 m sopra e 4 sotto), sennò ci sono riduzioni…; secondo me c’è una gran confusione, anche nei cervelli dei redattori di testi e convegni…

Oppure, caso reale di fondovalle e pali da 40 cm, costituito da 6 metri di limi torbosi e ghiaia, poi marne compatte di substrato; qual’è profondità di innesto che mi garantisce la capacita di punta “totale” dovuta alle marne ?...- 6,5 metri ovvero appena sotto il tetto delle marne ? oppure 4 diametri sotto (come sembra suggerito da AGI) i -6 ovvero -7,6 m? Oppure 8 diametri sotto (come sembra suggerito da Meyerhof) ovvero -9,2 metri Oppure 10 diametri sotto, ovvero -10 m da p.c. ?? Ovviamente il tutto cercnado spendere il giusto con le fondazioni profonde

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Andregeo, il primo caso sicuramente è il più critico. In questo caso i 6 metri di sabbia addensata potrebbero bastare, con pali non di grande diametro. Con pali di grande diametro una intestazioen sufficiente nello strato potrebbe comportare cedimenti eccessivi nei sottostanti limi. I pareri degli autori variano perchè variano i modelli di rottura, la natura dello strato portante e molti altri fattori. 4 diametri nel caso di sabbie addensate e ghiaie potrebbe bastare. In questo esempio con strato addensato che fa il salame tra due fette di pane costituite da limi orridi, io non mi fiderei a progettare senza prove di carico.


Il 2° caso è più tipico. Adesso non ho tra le mani una tabella comparativa (potresti costruirla tu in base alle ricerche fatte) nè un articolo recente (vedo di reperirlo), ma nella pratica corrente il riferimento di 4 diametri è ritenuto di nuovo generalmente sufficiente per un bedrock del genere.



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Ok, recepiti consigli di McCoy, grazie.

Procedendo con l'ultima domanda sui pali:

Prove di carico di collaudo, a che servono ??...se quelle di PROGETTO servono per capire quale valore di resistenza attribuire, quelle di COLLAUDO con valori attorno a 1,2÷1,5 volte il carico di esercizio teorico servono a…??

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Originariamente inviato da: andregeo
Ok, recepiti consigli di McCoy, grazie.
Procedendo con l'ultima domanda sui pali:
Prove di carico di collaudo, a che servono ??...se quelle di PROGETTO servono per capire quale valore di resistenza attribuire, quelle di COLLAUDO con valori attorno a 1,2÷1,5 volte il carico di esercizio teorico servono a…??


Le prove di carico eseguite prima della progettazione servono a misurare I cedimenti in condizioni reali.
Quelle di collaudo vengono eseguite dopo la costruzione per cui si tratta di una verifica. Che porterà eventualmente ad una variante.


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Non capisco bene: come si fanno le prove di COLLAUDO dopo la costruzione ?..ovvero come riesco ad applicare i carichi necessari per la prova con la costruzione eseguita.

Inoltre, come si può fare un variante alle forse in gioco con la costruzione già realizzata?

Infine, si sta parlando di prove di COLLAUDO sia prima sia dopo la costruzione, vero ? quelle di progetto sono altro capitolo ?

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andregeo, s'intende il collaudo di un campione di pali, quando li hai realizzati; non è da confondere con il collaudo dell'intera opera.


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andregeo, s'intende il collaudo di un campione di pali, quando li hai realizzati; non è da confondere con il collaudo dell'intera opera.


Oh caspita...chiedo scusa per la gaffe mostruosa, avevo davvero considerato costruzione = edificio in luogo di realizzazione (dei pali medesimi)

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Salve, riesumo questa interessante discussione perchè ho una domanda da fare legata proprio alla progettazione delle fondazioni su pali ed in particolare a come generalmente approcciate il calcolo della resistenza alla punta di pali trivellati o CFA di medio-grande diametro per carichi assiali.
Vengo al punto, sia nell'approccio 1 (seconda combinazione) che 2 nel caso di pali trivellati ma anche di CFA la norma impone coeff. di sicurezza generalmente più alti per la resistenza alla base che per la resistenza laterale. Vi sono vari motivi per questa scelta sui quali non entro.
Tuttavia è frequente o meglio è quasi la norma progettare i pali per limitarne i cedimenti quindi con un criterio che si rivolge più agli stati limite di esercizio che a quelli realmente di rottura cosa che deriva ovviamente dalla peculiare meccanica di mobilitazione della resistenza palo/terreno. Per cui ad esempio la resistanza alla base di terreni granulari non dipenderà solo dalle tensioni efficaci alla base del palo ma tanto più dal valore di Nq adottato. Per chi ha il Viggiani basta ad esempio confrontare i valori di Nq e Nq* di Berezanztev (fig. 13.2 e fig. 13.10) per apprezzare immediatamente l'ordine di grandezza di questo delta tanto per citare un metodo molto in voga. Adottando questo modus operandi ci poniamo quindi nell'evidente contraddizione di assumere coefficienti di sicurezza elevati su resistenze alla base già fortemente ridotte per tenere conto degli alti livelli di deformazione necessari alla mobilitazione delle stesse. Di fatto quindi la resistenza alla base ne risulta totalmente penalizzata.
Ne avranno tenuto conto nelle NTC? Come vi comportate? Quanta percentuale di cautela vi prendete ad esempio nell'adozione di Nq? Il ragionamento sopra espresso non pare cambiare anche se si utilizzano correlazioni empiriche derivanti da dati cpt o spt.

Un saluto


Fa' sempre la cosa giusta.
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Nessuno si è mai posto il problema?
Nessuna indicazione?


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