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Iscritto: Mar 2009
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parole, parole, parole, ....................... parole, parole, parole, ....................... Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi
Grande Mina!!
Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia. (Otto von Bismarck)
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Iscritto: Apr 2005
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Premesso che il dissesto idrogeologico non può avere e non deve avere uno stop (se si bonificano tutte le frane, non ci sarà più apporto solido a mare e aumenterà l'erosione costiera), ma una mirata riduzione. Premesso che il territorio non è più da decenni presidiato da tecnici in grado di monitorarlo e quindi capaci di stabilire le priorità e le propedeuticità di intervento mi piacerebbe capire: 1. Da quale analisi prodotta dalle Regioni, dalle Autorità di Bacino come dalla Protezione Civile, scaturisce l'affermazione "Abbiamo oggi un database finalmente chiaro di ciò che serve all’Italia per ridurre i suoi immensi rischi di frane e alluvioni.", quando la maggior parte delle Autorità di Bacino in Italia non riesce ad aggiornare i propri piani che tra l'altro hanno valenza prevalentemente indicativa ai fini della pianificazione territoriale e non degli interventi urgenti e prioritari da eseguire, per non parlare di quello che ha prodotto la Protezione Civile che viene ancora una volta considerata come un Ente al pari delle Regioni e delle Autorità di Bacino e non come una funzione concorrente svolta da più Enti. 2. Come con i soldi stanziati si pensa di farcela ".... mettendo da parte disorganizzazione, fatalità e rassegnazione". La disorganizzazione non è uno stato d'animo come la rassegnazione che si può mettere da parte lavorando sul carattere, ma richiede uno studio volto a migliorare l'efficienza delle strutture che si occupano di difesa del suolo le quali allo stato attuale sono le prime ad essere carenti di personale adeguato agli scopi. 3. Come possa esserci "una buona manutenzione ordinaria del territorio" senza spendere un euro per potenziare le strutture preposte alla manutenzione ordinaria del territorio.
Uno dei molteplici esempi... l'Autorità di Bacino abruzzese da molti mesi è praticamente ferma nelle attività per carenza di personale come il controllo del deposito delle pratiche sismiche non avviene in tutte le Province in Abruzzo (e credo anche in altre regioni) sia per carenza di personale che per le nuove funzioni assegnate con il decreto Delrio il quale si è dimenticato di stabilire in caso di non ottemperanza da parte delle Regioni nel stabilire le funzioni di difesa del suolo e protezione civile chi le deve assolvere come si deve procedere. Stiamo in un bel caos amministrativo che ancora non raggiunge la sua fase parossistica ma bisogna mettere da parte la disorganizzazione come se fosse un fatto umorale.
A me piacerebbe invece che l'impegno del Governo avvenisse su due fronti il primo e prioritario nell'organizzazione delle strutture preposte alla difesa del suolo e poi nel finanziamento alle opere da eseguire. Senza adeguata conoscenza gli interventi possono risultare inutili se non controproducenti...
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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E' dal 5 novembre del 1966 (il giorno sucessivo all'alluvione di Firenze) che è iniziato questo "ritornello"
A dir la verità ne ho pieno le ..... tasche !
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Iscritto: Nov 2004
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Premesso che il dissesto idrogeologico non può avere e non deve avere uno stop (se si bonificano tutte le frane, non ci sarà più apporto solido a mare e aumenterà l'erosione costiera), ma una mirata riduzione. Premesso che il territorio non è più da decenni presidiato da tecnici in grado di monitorarlo e quindi capaci di stabilire le priorità e le propedeuticità di intervento mi piacerebbe capire: GRANDE!
«E quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì" (Monterroso)
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Iscritto: Feb 2003
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ma questa E' l'ennesima sparata. Visti i cali di popolarità del governo servono annunci tronfi stile regime e istituto luce per ridare vita al gradimento del governo. E questo comunicato ne ha tutto il sapore, colore e odore. Un temino scritto da qualche incaricato ufficio stampa e divulgato via web e via twitter, che fa tanto politico-geek.
" Le Regioni con le autorità di bacino e la protezione civile ci hanno consegnato circa 5200 opere per un fabbisogno di 19 miliardi di euro. Ma i ritardi nelle progettazioni sono notevolissimi e appena un 15% di progetti sono già esecutivi" per una volta non si incolpa il governo precedente ma guarda caso i dipendenti pubblici fannulloni
Il tanto acclamato database non è niente altro che il catalogo del progetto IFFI, che qualcuno avrà fatto vedere al ministro e al premier (gli stessi dati sono caricati sul sito che il governo aveva già reso pubblico dopo i disastri di genova per far vedere che il governo stesso si era immediatamente attivato, in realtà era solo una mappa interattiva tipo webgis con i punti dei vari interventi fatti e da fare dagli anni 90.)
hanno sbloccato dei fondi, poi bisogna vedere quanti stralci e dove, come verranno gestiti gli stralci successivi e con quale ordine di priorità...
insomma la solita opera buffa
Ultima modifica di anticlinale; 23/01/2015 13:38.
This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)
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