... Partendo dalla terna magnitudo, distanza, profondità, aggiungendo la durata, ricavo uno spettro di risposta come dato di output. Quale magnitudo prendo in considerazione? La più probabile (50%), quella relativa a una percentuale di superamento del 5% o quale altra.
E ancora, se volessi ricavare una settupla di spettri (da mediare come al solito) dovrei introdurre sette diverse terne e relative durate?
Ciao Dick, sì hai reso l'idea e chiariamo che stai parlando del metodo RVT con l'opzione 'seismological source theory',
La magnitudo da adottare dipende dallo scenario che si vuole verificare. Il cosiddetto terremoto di scenario del metodo neo-deterministico di Panza e collaboratori suggerirebbe di adottare lo scenario più pessimistico nell'area che ritroviamo nei dati ufficiali, ossia la Mw max dell'INGV. O altri dati di pubblicazioni specialistiche riguardanti la struttura in questione. Potremmo però volere verificare altri scenari per cui basta motivare la scelta adottata.
Una settupla di spettri non avrebbe alcun senso, mentre potresti volere considerare le strutture più vicine al sito, e per ognuna introdurre i dati di interesse.
Diciamo che nel complessso io sconsiglio la scelta del seismological source theory, mentre consiglio la scelta dello spettro IRVT, ossia del 'response spectrum compatible' di STRATA, spettro target di normativa, opzione molto semplice, adattissima all'analisi modale e pushover (non IDA), e che non fa altro che partire dallo spettro di normativa, senza poi andarsi a ricavare 7 spettri differenziati con media simile a quella di normativa che mi sembra un vizioso argomento logico con molti aspetti a cui si può obiettare con logiche argomentazioni tecniche.
Ossia, perché indicarmi uno spettro target medio e poi dirmi di andare a scegliere 7 moti/spettri che considerino la variabilità delle sorgenti sismiche ma che poi devono rispettare la stessa media dello spettro target? E' un cane che si morde la coda?
Come l'analisi comparativa dimostra, le medie di analisi da moti temporali e RVT sono del tutto confrontabili. Questo perché la normativa fa governare la media, intrinsecamente.