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....Situazione da tenere sotto controllo. Nell'immagine 3D del vulcano postata nel journal risaltano i vari insediamenti, con alta densità di popolazione, che circondano il cono vulcanico.... 
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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E si alex, stiamo pensando ovviamente alla stessa cosa che scrivono i giornali e che il rapporto ufficiale ignora: l'impossibile logistica della evacuazione. Il rapporto però menziona le aumentate difficoltà a causa dell'accumulo di ceneri. l'area rossa è poi grande quella gialla ha estensione tripla. Il Vesuvio è il vero incubo della protezione civile.
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"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Anche se c'è chi esagera sulla evacuazione facendo ipotesi demenziali come il Corriere del Mezzoggiorno
"Va bene, allora scartiamo i pullman e facciamo qualche conto sulle auto: per 600 mila persone, caricando a bordo non due ma tre persone, sono necessarie 200 mila vetture. Considerando una lunghezza media di quattro metri per auto si ottiene una fila di 800 chilometri. Ma supponiamo di farle marciare in fila per due, metà verso Nord e metà verso Sud, si creerebbero 200 chilometri di coda in entrambe le direzioni. Oppure, più probabilmente, un unico gigantesco ingorgo nel quale rimarrebbero bloccati tutti".
Non ho capito ma la via di fuga è unica? Su una unica strada? Esistono solo due direzioni? L'evacuazione avviene alla stessa ora, minuto e secondo sincronizzando gli orologi?
Ma come si fanno a scrivere certe scemenze?
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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No, certamente ci sono molte strade, ma forse le vie a scorrimento veloce sono poche e le altre non permetterebbero una fuga rapida. Da un lato poi c'è il mare in zona rossa, per cui quella direzione è preclusa. Scrivo senza conoscere la zona, ma uno scenario pessimistico potrebbe essere il seguente:
1- Inizia l'eruzione con decorso piuttosto rapido 2- Il panico erompe assieme all'eruzione, inizia la fuga dappertutto, in maniera certo non sincronizzata ma neanche ottimizzata 3-Le auto in zona rossa non riescono ad allontanarsi a causa degli ingorghi in zona gialla 4-l'evacuazione in zona rossa e nella zona gialla vicino alla rossa risulta impossibile per un certo periodo (ore? Giorni?) 5-Nel caso di notevole emissione di ceneri, l'evacuazione sarebbe ulteriormente ostacolata dalla parziale oscurità e dalla scarsa agibilità delle strade, secondo la direzione delle emissioni e del vento prevalente.Possiamo soltanto immaginarci le scene di caos, di impotenza e persino di violenza. 5-Arriviamo poi al culmine dell'ipotetico disastro, fase che spero non si verificherà mai e che fa rabbrividire al solo pensiero: inizia il surge piroclastico, che soffocherebbe senza scampo, nella zona interessata, tutti quelli bloccati dagli ingorghi.
N.B. Le ipotesi di cui sopra non costituiscono assolutamente un tentativo di procurare allarme, poiché attualmente non esiste alcuna situazione di emergenza dichiarata. Si tratta di una discussione tecnica e ragionata sullo scenario maggiormente pessimistico, con lo scopo di di discutere le possibili adeguate misure di protezione civile per mitigare il rischio. In particolare, è assolutamente da prevedere e evitare l'ipotesi di cui al precedente punto 5.
Una possibilità potrebbe essere l'evacuazione via mare, dal lato di Ercolano...
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Sul punto 4 il tempo stimato è di 72 ore cioè 3 giorni.. per arrivare ai centri di accoglienza... individuati in 15 province (nessuna campana), considerando le sole scuole, gli archi stradali individuati sono 688.... ma io dico bisogna essere dementi per immaginare una unica via di fuga in sole due direzioni no? come si fa a scrivere un articolo simile parlando di un argomento così importante e delicato? Allora prima si legge un po' il piano, che dovrebbero conoscere tutti coloro che vivono nella zona rossa e gialla, e poi magari si scrive un articolo, si commenta, si critica o magari si suggeriscono cose utili... Vedete in Italia il problema principale è rappresentato dalla stampa... in tale campo stiamo dietro a molti paesi anche non industrializzati e ricchi come il nostro. Questo è il piano di allontanamento definitivo: http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/Piano_viabilita_Area_vesuviana_2006.pdf
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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La relazione sembra esauriente, certo fa affidamento sull'allontanamento graduale. In ogni caso Alex, sono d'accordo, è facile parlare e commentare adesso ma se sorgerà l'emergenza la realtà sarà diversa, chi avrà la responsabilità di iniziare l'evacuazione avrà una responsabilità che non gli invidio. In ogni caso, il tutto si basa sull'ipotesi di allontanamento graduale. E' un'ipotesi realistica? Io temo di no. Soltanto se la situazione è tranquilla (no manifestazioni serie e fattore panico contenuto) e se avviene una mobilitazione massiccia di forze dell'ordine e dell'esercito, forse. I redattori del piano hanno esplicitato chiaramente questa criticità. Nel caso di partenze contemporanee di tutti i veicoli da tutti i comuni, infatti, sarebbero inevitabili fenomeni di congestione che porterebbero a lunghe attese, lunghe code e a fenomeni di paralisi del traffico che ridurrebbero drasticamente la capacità della rete stradale. Pertanto è necessario cadenzare i flussi di traffico su tutti gli archi, ai cancelli del grafo di I livello ed in particolare sugli archi a cui sono stati assegnati i flussi maggiori. Individuando delle fasce temporali di partenza è possibile regolare i flussi sugli archi e ridurre la probabilità di congestione e i conseguenti tempi di attesa; in particolare questi ultimi saranno tanto minori quanto più graduali saranno le partenze.
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