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Prometto a Luca di "inquinare" il suo post per l'ultima volta con un post off-topic. Per 321.

Riporto fedelmente "Avendo Granit riacquisito "struttura morale" tale da permettergli di continuare a criticare (senza peraltro formulare proposte alternative…."

Ma, come? Non lo lo capisci? Eppure e’ li davanti a te, lampante, nei posts miei e di Mccoy. Si chiama Educazione e Formazione.
Abbiamo qui un giovane studente che si rivolge ai colleghi per poter raccogliere informazioni su un percorso professionale che l’Universita’ italiana non e’ in grado di garantirgli. Un percorso da subito in salita, e che richiede forza, entusiasmo e voglia di trovare soluzioni originali.

Ho cercato di fornire (e continuero a farlo) un’idea dei ruoli ricoperti dal geologo nelle attivita’ estrattive. Lo faccio avendo 18 anni di esperienza in quest’industria. Cercando di condividere quello che e’ stato il mio entusiasmo. Ma soprattutto cercando di fornire qualche informazione, con ovvi limiti, di cui l’universita’ italiana e’ penosamente avara.
Un modo di proporsi diametralmente opposto al tuo, che invece trasmette la cultura del “….ma si: chi te lo fa fare? mica ce la caviamo male in Italia, del resto siamo....":

".....il 7° Paese al Mondo dopo la ricostruzione seguita alla 2° guerra Mondiale di una Italietta distrutta dal fascismo e dalla guerra persa"

Una cultura dove la critica non e’ vissuta come occasione di crescita e ripensamento ma come Vilipendio alla Bandiera. E infatti ecco Che....:

"...una Italietta senza petrolio ma che produce ed esporta,un paese dove ci sono problemi ma non l'80% della popolazione povera"

E produce con chissa' quali materie prime: non le proprie.

Detto questo, ti consiglio di procurarti l’ultimo libro di Ian Plimer (non disponibile in italiano).
Un famoso geologo e professore australiano. Un personaggio estremamente controverso. Un Climate Skeptic.
Il Libro si intitola "Not For Greens". E come da titolo, contiene una critica brutale dell’associazionismo ambientalista. Il libro puo’ piacere (a pochi) o non piacere (a molti).
Ma contiene un paragrafo, verso la fine del libro, che porta una forte critica al sistema universitario Australiano di rara lucidita'. Dovrebbe essere fatto studiare per legge a tutti gli studenti italiani che completano il quinto anno di scuole superiori e vogliono iscriversi all’Universita. Si intitola “Dumbed Down Education” .
Se puoi leggilo: ho l’impressione che ti sia tanto, ma tanto utile.
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Ultima modifica di Granit; 27/09/2015 18:48.
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Ringrazio di cuore tutti per le risposte, sono state tutte fondamentali. Grazie in particolare a Granit, che sembra aver capito perfettamente quali sono i dubbi che volevo presentarvi. Il vostro aiuto è davvero importante, non lo do per scontato; finalmente c'è un po di definizione nell'immagine sfocata che avevo della questione.
Ho molto materiale su cui rimuginare e tante ricerche da fare grazie ai vostri spunti.

volevo aggiungere una cosa in merito alla discussione che è nata dalla mia intenzione di lavorare all'estero.
L'Italia non solo è un paese che produce, esporta, offre lavoro e diritti, l'Italia è molto più; è un paese stupendo, pieno di risorse umane e non. Ci sono alcune cose in cui l'italia non è seconda a nessun paese estero. La mentalità della maggioranza degli italiani, inoltre, è perfettamente in linea con quella della sua classe politica; questo rende l'Italia un paese che funziona, anche se a modo suo, e anche se spesso l'italiano non può fare a meno di lamentarsi del suo paese. Per alcune cose, però, l'Italia ha poco da offrire (per esempio, appunto, il mio piano di studi), e io a mia volta avrò poco da offrire all'Italia se resto qui adesso, anche perchè la mia mentalità si scontra spesso con quella dell'italiano, ma questo è un mio problema.


Ultima modifica di Luca luca; 29/09/2015 21:50.
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Hai capito Luca cosa ci racconta il mitico "Granit" parlando da Jarad di un Italia dove manca una politica industriale (7° Paese al Mondo dopo la ricostruzione seguita alla 2° guerra Mondiale di una Italietta distrutta dal fascismo e dalla guerra persa); una Italietta senza petrolio ma che produce ed esporta,un paese dove ci sono problemi ma non l'80% della popolazione povera, dove le donne hanno pari diritti e se protesti non ti tagliano la testa poi ti crocifiggono e quindi ti danno in pasto agli avvoltoi e se vuoi studiare e lavorare magari ce la puoi fare comunque, anche se sei povero. Vedi Tu! At Salut Bj


NON voglio difendere gli arabi, che aborro, ma permettimi...
7° paese al mondo, ma dove?? (forse il mondo di mezzo degli hobbit dopo la distruzione dell'anello) citiamo qualche documento consultabile, invece di parlare facendo finta di bere lambrusco al bar? a me risulta che l'italietta distrutta dal fascismo l'abbiamo ricostruita con soldi arrivati dagli usa (piano marshall), di cui siamo zerbini dal 25 aprile 1945, con tanto di basi missilistiche atomiche e status di "avamposto sacrificabile" durante la guerra fredda usa-urss (e pure dopo, vista l'indolenza nell'estendere la difesa dello scudo antimissili anche a noi, fatto solo di recente).


Visto che sono andato Off topic tanto vale proseguire: se l'italia possiede una politica industriale, è quella di chiudere gli stabilimenti (compresi quelli da cui si estraggono risorse, vedi la chiusura delle miniera di alluminio in sardegna) per delocalizzara all'estero, est europa o preferibilmente cina, dove ci sono sub-umani disposti a lavorare 12 ore al giorno per una paga da fame e dove non ci sono sindacati a mettere i bastoni alle ruote delle ben oliate macchine produttive.

Ultima modifica di anticlinale; 30/09/2015 07:35.

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Non sono più un ragazzino e dopo anni passati all'estero anche come geologo sono tornato alle mie radici...spaesato, senza riferimenti e vita sociale. Faticosamente ho creato un mio piccolo mondo dove un giorno fatichi come capo sonda, fai qualche CPT, compili la relazione, vai in montagna a monitorare una frana oppure fai qualche prova. Il piccolo hobbit si affatica ma è contento come sua moglie ed i piccoli Hobbit che lo hanno di nuovo tra i piedi, ha ritrovato gli amici e qualche sera esagera e si fa con loro un lambruschino (anche questa è la piccola Italia. Vallo a fare in Nigeria ma anche in Egitto dove devi girare con guardie armate e chi si fida di loro, ti controllano con gli specchietti sotto l'auto quando rientri e vivi bloccato in un resort con cameriere certo non rassicuranti). Tutti un tempo ragazzi abbiamo forse pensato che il mitico Eldorado fosse dietro il confine, per me, come per tanti altri, non è stato così, comunque la polemica è chiusa.
P.S. : "RAGASSI" state attenti . Qua c'è della Gente che se la tira un bel po: "BADE' BEIN", hanno scritto una intera pagina in forbito inglish; "SUCCIA" devo farlo leggere alla Zelmira che è brava con la lingua. Baci e buoni SUGHI a tutti!

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Visto che sono andato Off topic tanto vale proseguire: se l'italia possiede una politica industriale, è quella di chiudere gli stabilimenti (compresi quelli da cui si estraggono risorse, vedi la chiusura delle miniera di alluminio in sardegna) per delocalizzara all'estero, est europa o preferibilmente cina, dove ci sono sub-umani disposti a lavorare 12 ore al giorno per una paga da fame e dove non ci sono sindacati a mettere i bastoni alle ruote delle ben oliate macchine produttive.


Originariamente inviato da: 321
Dato che allo sfruttamento delle risorse sono spesso connesse soprusi o guerre


Due facce della stessa moneta: si delocalizzano e si perdono industrie e si delocalizzano e si perdono persone. Non vedo grossa differenza.

Non credo comunque che inserire anche aspetti etici (come forse intendeva 321) sia OT rispetto alle richieste di Luca, così come possono essere utili i “chiarimenti” tra 321 e Granit. Non fraintendetemi non voglio fare moralismi ognuno di noi ha dei confini che sono strettamente personali...... il problema è riuscire ad avere gli elementi (non solo tecnici) per fare una scelta di vita compatibile alla propria sensibilità e necessità.


La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia,
ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
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La pagina in inglese e' scritta da un geologo inglese (come del resto spiegato chiaramente nel post precedente).
Magari google translator aiuta: almeno a tradurre in Italiano.
Per il dialetto (romagnolo?) bisognera' aspettare...
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...una Italietta senza petrolio ma che produce ed esporta,un paese dove ci sono problemi ma non l'80% della popolazione povera, dove le donne hanno pari diritti e se protesti non ti tagliano la testa poi ti crocifiggono e quindi ti danno in pasto agli avvoltoi e se vuoi studiare e lavorare magari ce la puoi fare comunque, anche se sei povero. Vedi Tu! At Salut Bj


321, ma qui stai descrivendo il califfato, non credo proprio che qualcuno, non ostante la crisi e la disoccupazione, sia disposto a fare il geologo per conto del Califfo. Tutto può essere, comunque, magari qualche collega che vuole scrivere un libro. Niente lambrusco, ovviamente, pena la fustigazione, anche se spremute d'arancia sono ammesse a volontà. Per rifarsi poi ci sono in paradiso le 72 vergini che attendono coloro morti in battaglia (brandendo bussola e piccozza), ma io risusciterei dal paradiso pur di risparmiarmi la compagnia di 72 vergini che battibeccano tra di loro.
Mi sono sempre chiesto poi perché 72 e non 70, o anche 10, che costituisce poi un numero non trascurabile.

Non so cosa toccherà poi alle donne combattenti decedute in battaglia, se capeggiare le 72 vergini o se capeggiare una tribù matriarcale...


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321, leggo molta acredine nelle tue parole, non so contro chi, la vita, il lavoro...mah.
Tu dici "..polemica chiusa", ma per la verità sei tu che l'hai aperta.
In fondo Granit ha cercato di rispondere a luca attraverso la sua (immagino grande) esperienza; e l'ha fatto nel modo giusto secondo me, razionale, molto preciso, interessante anche per me che ormai non ho più intenzione di intraprendere altre esperienze, anche se ogni tanto continuo ad espatriare per qualche periodo. In fondo se luca vede un improbabile Eldorado all'estero non va morfificato. Lo vedevo anch'io e qualche volta l'ho pure accarezzato. Certo ho avuto anche brutte esperienze (la Nigeria è ad esempio l'unico paese dei 25 che ho girato per lavoro dove ho rinuciato al progetto per ragioni di sicurezza personale).
Credo comunque che uno sia spinto a provare nuove esperienze non solo per il fatto che la politica industriale italiana, almeno nel campo minerario, è un disastro, e su questo non c'è discussione, ma anche per quella molla che probabilmente ha spinto anche te a partire, io sicuramente. Per me la questione lavorativo/economica, era importante ma non ma non era tutto.
E dai, posta anche tu qualche suggerimento a luca.
con cordialità
d

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Allora distinguiamo affinchè non si creino falsi miti. Parliamo del Supertecnico già superpagato nel paese, richiesto all'estero per grandi capacità e/o conoscenze, o di giovani, ma anche meno giovani che si trovano ad affrontare criticità locali causa crisi e devono andare fuori a lavorare, magari mal pagati e poco garantiti?
Due esseri eccezionali mi sono portato a casa da fuori, soldi zero, patemi tanti.
Cosa mi è più mancato? quello che a volte odiavo: la bruma ma anche l'orto, il mare, il camino e la casa con amici e genitori,la semplicità delle piccole cose. Che cosa viene prima? Io penso di averlo capito, Vostre Saggezze mi perdonino se non condivido la Vostra "Estericità"(Esiste???Boh!). Av Salut

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321, fai bene a riferire delle esperienze negative, in effetti andare all'estero non è garanzia di lavoro soddisfacente. Purtroppo attualmente non andarci è garanzia di elevata probabilità di lavoro insoddisfacente (o di disoccupazione).


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