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Buonasera, mi chiamo Ugo ed ho 30 anni appena compiuti ed una laurea triennale in scienze geologiche. Dopo un periodo in cui ho lavorato in un altro settore (ristorazione),e non ho continuato gli studi per motivi personali, ho deciso di rimettermi a studiare e prendere la magistrale. Ho paura però che sia tardi alla mia età investire altri 2-3 anni nella geologia, ho paura di perdere tempo e ritrovarmi a 33 anni punto d'accapo, vecchio per il mercato e per la ricerca. La voglia di fare c'è, ma sento continuamente altri geologi che parlano di fine per la geologia in Italia e la maggior parte di chi si è laureato che fa tutt'altro. Avrei bisogno di un consiglio. Grazie.
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Molto difficile dare una risposta L'età sicuramejnte non aiuta ma conta molto di più la volantà e la buona salute. Buona salute per chè (almeno è capitato a me) ci si infiltra nel mercato facendo prima (e magari anche bene) cose che i colleghi più anziani non hanno voglia/possibilità/tempo di fare. Ad esempio, avendo il brevetto da rocciatore e di lavori in quota, le calate per la gemoeccanica di cave, frane in roccia, strutture etcc..è un mercato molto promettente. Gli sviluppi futuri sono a mio parere legati alla zonazione sismica al riuso del patrimonio edilizio esistente, la difesa delsuolo in generale. Non è che non c'è nè. Anzi!!!! Il poterlo realmente fare è altra cosa. Emergono sempre più gli ing. geotecnici e ambientali e altre professioni limitrofe, talora dal punto di vista della visibilità e odrinistico più aggressive della nostra. Io ho in studio 1 ing., 1 geol e 2 laureati in geologia, più il sottoscritto (a cui si aggiungono due periti). Sopravviviamo e speriamo in bene
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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Iscritto: Mar 2009
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Se posso ti riporto la mia esperienza. Io sono uno di quelli che veramente a malincuore ha dovuto lasciare la professione di cui ero innamorato, adesso sono all estero guadagno Anke bene ma non sono soddisfatto dal punto di vista lavorativo. Fortunato chi puo guadagnare facendo il lavoro che ama. Io ho mollato solo xche la passione non e' tutto purtroppo. Ti auguro il meglio
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Iscritto: Oct 2008
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Rispondere a quesiti che riguardano principalmente le motivazioni personali di chi li formula non è facile. Ma spero di fornire un contributo di ottimismo con considerazioni che partono da lontano. Appartengo alla generazione di quelli che nulla sapevano della funzione economica della Laurea. Nel periodo studentesco andavamo per campi a "gambe, martello e cervello" a colorare carte topografiche e uscimmo dall'Università come "rilevatori" ma con le uniche prospettive di lavoro rivolte all'occupazione nel Servizio Geologico di Stato o nell'Agip Mineraria. Non eravamo neppure consapevoli che più di pochi non potevano essere assunti. Il nostro livello culturale accademico era abbastanza elevato ma nessuno sapeva in quali altri ambiti il Geologo potesse trovare spazio professionale. Mentre taluni si spingeva nell'insegnamento e altri si dedicava alla promozione di prodotti medicali o alla vendita di Enciclopedie altri erano riusciti a "inventare" la Professione (a quel tempo i primi iscritti all'Ordine eravamo meno di 2.000 persone complessivamente). Si riuscì a "creare" un mercato che molto lentamente si è amplificato con lo sviluppo di spazi occupazionali nella P.A., nell'Imprenditoria privata, nella Libera Professione. Sono consapevole che ancora oggi l'accesso alla Professione non è facile perché condizionato da fattori e circostanze diversificate in relazione ai tempi e alle situazioni socio-economiche, alle aspettative e alle motivazioni personali. Ma fondamentale deve essere la consapevolezza che la "laurea" pur necessaria per la professione, in qualsiasi modo esercitata, non è condizione sufficiente se a seguire non viene supportata da un indispensabile tirocinio formativo e da un continuo aggiornamento che rappresentano l'obbligatorio "investimento" per un efficace avvio. Se non si percorre questa strada non si va da nessuna parte e si rimane frustrati e delusi. Occorre mettersi sulla pista di decollo e dare "tutto gas", opportunità e spazio non mancano. Andrea Maniscalco
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Iscritto: Feb 2003
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opportunità e spazio non mancano. buona questa
This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)
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Iscritto: Mar 2009
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Non per smentire il tuo ottimismo sono belle le parole di incoraggiamento, perché allora io con 3 anni di esperienza in ditta di indagini e laboratorio geotecnico nonché studio geologico nonché laboratorio analisi ambientali e che con piu di due anni di lib. Professione alle spalle con quindi un complessivo di 6 anni di esperienza sono dovuto finire all estero a fare tra l'altro un lavoro che con la geologia nn c entra niente? Non basta la conoscenza ci vogliono anche le conoscenze.
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Direi che ci vuole anche (talora sopratutto) una buona dose di fortuna... Dopo essere stato lasciato a casa da una ditta di perforazioni per via di Mani Pulite (la stessa lavorava solo con il pubblico...e in quel momento tutti i cantioeri al N si sono bloccati di colpo nel giro di 2 / 3 mesi..) ho avuto la ventura di essere contattato da un genitore di un mio scout che aveva bisgono di una denuncia di un pozzo uso industriale a ..ferragosto. Un pò di fortuna e immediata disponibilità. Da allora piano piano, mantenuto anche dalla moglie, non me ne vorgogno, ho messo su l'attività nel contempo fatto il dottorato, lavorato in università estere, etc. etc. (a dire il vero speravo proprio di rimanere all'UNI...). Rispetto al 92 quando ho iniziato, direi che le prospettive sono "abissalmente" superiori e che la professione si è decisamente evoluta e migliorata. Lo sconforto rimane sul fatto che quasi tutti mi chiamano ingegnere xchè ancora non sanno cos'è il geologo e che continamente devo spiegare cosa faccio per vivere, quando in un paese come il nostro, il geologo o meglio l'enginering geologist (se vogliamo tradurre il geologo applicato) dovrebbe essere una figura di riferimento per i pianificatori, per l'edilizia, per la difesa del suolo, per la protezione civile, etc. etc. Chiaro che si fà fatica, noi stessi (come categoria) ci promuoviamo molto poco e ancora oggi, nell'evoluto NE d'Italia trovo relazione geologiche di PUA (ovvero edilizia residenziale di uno o due ettari) che utilizzano prove "eseguite in aree limitrofe" e descrivono i siti come farebbe un turista...
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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Non mollare se pensi che la professione di geologo ti possa dare in futuro delle soddisfazioni anche personali. Chi dice che questa professione è morta in Italia vuol dire semplicemente che non ha capito come funziona il mondo del lavoro. Nessuno ti verrà a cercare per offrirti il contratto ideale su un piatto d'argento. Come in tutti settori i professionisti più competenti (molto spesso anche i più fortunati) riescono a farcela. Quindi quello che mi sento di consigliarti è di cercare di abbinare lo studio all'atto pratico. Per esempio mentre porti avanti gli studi specialistici potresti fare pratica (magari un tirocinio) in qualche studio tecnico o in uno studio associato di geologi, giusto per mantenere il contatto con quella realtà lavorativa. Rimanere fossilizzati esclusivamente sullo studio non sempre porta i benefici sperati.
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Grazie,è quello che sto cercando di fare, nonostante sia difficilissimo per me conciliare un lavoro nel week-end, seguire le lezioni, studiare e fare pratica presso una ditta che si occupa di indagini ambientali... ma ci sto provando. La mia idea è comunque di andare all'estero sperando che a 32 anni qualcuno mi dia una possibilità.
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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