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Non si tratta di un edificio strategico, ma di una semplice abitazione.
Come categoria di sottosuolo ricado in B sia al piede che in sommità alla scarpata sepolta.
E se invece, considerata la modesta profondità del substrato, adottassi nel calcolo dei parametri sismici il coefficiente topografico T2, pur trattandosi di una scarpata di altezza inferiore a 10 metri?
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Non si tratta di un edificio strategico, ma di una semplice abitazione. Come categoria di sottosuolo ricado in B sia al piede che in sommità alla scarpata sepolta. E se invece, considerata la modesta profondità del substrato, adottassi nel calcolo dei parametri sismici il coefficiente topografico T2, pur trattandosi di una scarpata di altezza inferiore a 10 metri? Io eviterei di introdurre un St>1 in maniera così arbitraria. Il problema da quello che esponi purtroppo non mi sembra possa essere aggirato, o si ricorre al metodo semplificato con categoria B, o si ricorre alla 2D. Al limite si potrebe ricorrere a 2 analisi 1D valide per sufficiente distanza da ciglio e piede della scarpata ed approssimare i risultati di queste 2 colonne di terreno a tutto il piano di fondazione specificando che potrebbero insorgere eventuali fenomeni 2D. Se l'ufficio competente chiederà integrazioni, dovrà essere fornito un budget adeguato per una verifica 2D.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Potresti avere un’altra alternativa. Fatti dare le frequenze della struttura in progetto e posizionale sul grafico dei rapporti spettrali del terreno che hai ottenuto dalle prove HVSR eseguite in corrispondenza dell’impronta della struttura. Se non hai sovrapposizione tra frequenze terreno-frequenze struttura puoi avere il conforto che struttura e terreno non sono accoppiati e probabilmente, alle frequenze di interesse strutturale (specifiche esclusivamente per quel tipo di struttura su quel terreno), le accelerazioni sono comprese nello spettro elastico dell’approccio semplificato (quindi potresti assegnare una categoria di sottosuolo B con un minimo di giustificazione tecnica). Quanto detto non trova riscontro in normativa e dal punto di vista tecnico è valido al netto di possibili fenomeni dissipativi del terreno e delle frequenze proprie del terremoto di progetto! Aspettiamo il giudizio del buon mccoy per avvalorare questa alternativa!
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
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Potresti avere un’altra alternativa. Fatti dare le frequenze della struttura in progetto e posizionale sul grafico dei rapporti spettrali del terreno che hai ottenuto dalle prove HVSR eseguite in corrispondenza dell’impronta della struttura. Se non hai sovrapposizione tra frequenze terreno-frequenze struttura puoi avere il conforto che struttura e terreno non sono accoppiati e probabilmente, alle frequenze di interesse strutturale (specifiche esclusivamente per quel tipo di struttura su quel terreno), le accelerazioni sono comprese nello spettro elastico dell’approccio semplificato (quindi potresti assegnare una categoria di sottosuolo B con un minimo di giustificazione tecnica). Quanto detto non trova riscontro in normativa e dal punto di vista tecnico è valido al netto di possibili fenomeni dissipativi del terreno e delle frequenze proprie del terremoto di progetto! Aspettiamo il giudizio del buon mccoy per avvalorare questa alternativa! AD, la tua proposta segue un ragionamento tecnico coerente (la stessa Silvia Castellaro insisteva o tuttora insiste su questa verifica), dal punto di vista progettuale però ci sarebbero un paio di punti da charire: 1)- cosa succede in campo non elastico (ossia con sismi forti) 2)- qual'è l'amplificazione spettrale, dato che l'analisi modale generalmente utilizzata si basa sullo spettro di risposta in accelerazione
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Sì Luca .........ma pensavo 1)- cosa succede in campo non elastico (ossia con sismi forti) 2)- qual'è l'amplificazione spettrale, dato che l'analisi modale generalmente utilizzata si basa sullo spettro di risposta in accelerazione 1) se le frequenze della struttura sono superiori a quelle del terreno anche l'insorgenza di fenomeni dissipativi non dovrebbe creare problemi? (si avrebbe amplificazione per frequenze minori a quelle misurate con le HVSR) l'implementazione di fenomeni dissipativi in un'analisi RSL è arbitraria? (non sappiamo a priori se questi fenomeni si manifesteranno) 2) i periodi in cui lo spettro in accelerazione potrebbe essere maggiore a quello ottenuto con il metodo semplificato dipendono dalle frequenze proprie del sito e dalle frequenze dell'input sismico? Se così fosse le prime frequenze le conosciamo e possiamo sapere se coincidono o meno con quelle della struttura, mentre le frequenze dell'input dipendono sempre da scelte e strategie in parte arbitrarie ed in parte funzione dell'output di software (non sappiamo se le frequenze dell'input utilizzato nella RSL corrisponderanno a quelle del prossimo forte terremoto) Nell'incertezza di questi due aspetti forse DM potrebbe utilizzare il confronto frequenze sito-struttura per ovviare alla RSL 2D?
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Sì Luca .........ma pensavo 1)- cosa succede in campo non elastico (ossia con sismi forti) 2)- qual'è l'amplificazione spettrale, dato che l'analisi modale generalmente utilizzata si basa sullo spettro di risposta in accelerazione 1) se le frequenze della struttura sono superiori a quelle del terreno anche l'insorgenza di fenomeni dissipativi non dovrebbe creare problemi? (si avrebbe amplificazione per frequenze minori a quelle misurate con le HVSR) l'implementazione di fenomeni dissipativi in un'analisi RSL è arbitraria? (non sappiamo a priori se questi fenomeni si manifesteranno) Alessandro, è come dici tu sullo shift verso frequenze più basse, a priori non sappiamo di quanto però. L'implementazione di fenomeni dissipativi in un'analisi RSL è obbligatoria, ossia è obbligatorio l'uso dell'analisi EQL (C7.11.3.1.2.3 Scelta della procedura di analisi), in ogni caso se il sisma non è forte relativamente al decadimento della rigidità e all'aumento del rapporto di smorzamento i fenomeni non dovrebbero essere significativi.
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2) i periodi in cui lo spettro in accelerazione potrebbe essere maggiore a quello ottenuto con il metodo semplificato dipendono dalle frequenze proprie del sito e dalle frequenze dell'input sismico? Se così fosse le prime frequenze le conosciamo e possiamo sapere se coincidono o meno con quelle della struttura, mentre le frequenze dell'input dipendono sempre da scelte e strategie in parte arbitrarie ed in parte funzione dell'output di software (non sappiamo se le frequenze dell'input utilizzato nella RSL corrisponderanno a quelle del prossimo forte terremoto) Nell'incertezza di questi due aspetti forse DM potrebbe utilizzare il confronto frequenze sito-struttura per ovviare alla RSL 2D?
Sì a quello che dici, non è sempre facile prevedere l'amplificazione spettrale rispetto all'amplificazione del segnale. La normativa non prevede il confronto frequenze sito-struttura ma, come diceva il buonanima Mucciarelli, quando la normativa è stata scritta i rilievi dei microtremori non venivano eseguiti di routine. Per cui utilizzare lo stato dell'arte dovrebbe non essere penalizzante per il professionista. Questo purtroppo non toglie il fatto che non siamo blindati rispetto ai formali requisiti delle norme.
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Non so quanto riusciate a farvi pagare questi interessanti lavori, ma non basterrebbe (nn conosco le vs normative regionali) indicare che li esistono picchi di amplificazione ag MOLTO forti e scartare a priori la categoria B ?
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Si è come dici ma era solo per cercare una giustificazione all'utilizzo dell’approccio semplificato (come richiesto da DM) con motivazioni che non trovano riscontro specifico nelle NTC ma che probabilmente, dal punto di vista tecnico, offrono più garanzie della strada indicata dalla normativa (basta pensare ai possibili trabocchetti presenti in una RSL: frequenze e ag dell’input, comportamento dei terreni, caratteristiche e spessori dei terreni, geometria del sottosuolo per 2D). A livello professionale sarebbe auspicabile, in un futuro non troppo lontano, poter utilizzare un approccio semplificato basato sulla combinazione Vs-profondità, misure HVSR in sito e frequenze della struttura, giusto per levarci dall' impiccio la RSL....se pur affascinate credo che presenti ancora numerosi (troppi) lati oscuri  ! La cosa migliore è fare i bravi ragazzi ed agire secondo quanto indicato dalle normative (anche se non ne sono proprio convinto  )
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A livello professionale sarebbe auspicabile, in un futuro non troppo lontano, poter utilizzare un approccio semplificato basato sulla combinazione Vs-profondità, misure HVSR in sito e frequenze della struttura, giusto per levarci dall' impiccio la RSL....se pur affascinate credo che presenti ancora numerosi (troppi) lati oscuri  ! Credo che tu abbia decisamente troppa fiducia nella prova HVSR
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