Come da titolo post.... vale anche per i minerali suppongo, quanti di voi nella propria carriera di appassionati prima ancora che di studiosi e professionisti della scienza del nostro pianeta, hanno messo nello zaino qualche campione di arenarie con conchiglie bivalvi, per non parlare di qualche ammonite, una biorudite, affastellando in qualche cassetto dello studio?
bè, a quanto pare si rischia una bella denuncia penale per appropriamento di beni culturali....
link articolo sentenza cassazione Beh, la legge c'è sempre stata e credo che tutti quelli che raccolgono un sasso sotto sotto lo sanno, e sotto sotto pensano che in fondo "era nel detrito" (cosa spesso vera) e che comunque "nessuno farà nulla" (anche questo, tragicamente vero anche per collezioni private di ben altra portata e interesse scientifico...).
Qui nel caso segnalato la questione mi pare più complessa.
Il personaggio in questione è abbastanza noto in Dolomiti, è uno di quegli "esperti" o "raccoglioni" locali che conosce a menadito il territorio, e affianca passione e esperienza alla volontà di esporre e far conoscere i dati.
Figura non unica, e che spesso fa comodo anche alle istituzioni. Ha scoperto fossili importanti, li ha fatti studiare e ci sono articoli internazionali dedicati ad essi, con alcune specie anche che gli sono state dedicate. Ha un museo privato notissimo e promosso anche nei circuiti ufficiali del turismo.
Insomma, qualcosa non quadra.
Sarebbe ora di definire queste figure, chiarendo sino a che punto è accettabile, con quali limitazioni e quali controlli, un'attività di "ricerca libera" finalizzata alla divulgazione.
Questione spinosa, chiaramente.
Ma che trascina con sé anche il corollario di tutti quei collezionisti privati che, in barba a qualsiasi legge, continuano a detenere tesori sottraendoli anche alla ricerca scientifica, o peggio li commerciano.