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#16363 23/04/2007 20:02
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Ho trovato il seguente articolo sulla "Padania" ( per abitudine sfoglio i quotidiani di tutti i partiti ed ho trovato questo articolo)

:CONVEGNO AL SENATO

Il Governo Prodi vuole scardinare gli ordini professionali
MARCELLO RICCI Si è tenuto alla Biblioteca del Senato, su iniziativa di Italia Protagonista, un convegno sul tema “Verso la riforma delle professioni”. Una dolce morte è disegnata per gli Ordini professionali se sarà concessa la delega (in bianco) al Governo per emanare uno o più decreti legislativi aventi per oggetto la disciplina delle professioni intellettuali e delle rispettive forme organizzative. In pratica vogliono creare le associazioni tra professionisti come contraltare ai vari ordini. In esse confluiranno soggetti che non hanno sostenuto l'obbligatorio esame di Stato, ma sono stati abilitati attraverso corsi appositi (del tipo di quelli dei precari della scuola) e che non dovranno pagare la tassa che gli ordini chiedono.
L'on. Maria Grazia Siliquini ha chiesto che si faccia una legge quadro che rispetti i principi intoccabili delle professioni discussa ed approvata dal Parlamento ed è contraria a una delega in bianco. Inoltre ha ribadito l'esigenza che non si crei confusione tra ordini e associazioni. «Eventuali invasioni di campo sarebbero una concorrenza sleale tra persone che si formano in maniera diversa». Le società tra professionisti possono andare bene, possono anche essere di capitale, ma con soci esclusivamente professionisti. Non deve insomma accadere che il capitale faccia il professionista, alterandone la figura. Per arrivare al traguardo della riforma delle professioni si devono ancora sciogliere molti nodi cruciali.
L'attuale maggioranza non si sente supportata dai professionisti e ha in animo di operare nei loro confronti una rivoluzione "kulturale" di tipo cinese. Il destro lo porge l'Ue che chiede una riforma e un ammodernamento delle professioni. In realtà ai Prodi ed ai Bersani non interessa l'armonizzazione che i tempi e l'Ue richiedono, ma colgono l'occasione per aggirare l'art. 33 della Costituzione che impone un esame di Stato per le abilitazioni agli esercizi professionali. Lo scardinamento degli Ordini professionali permette di "uniformare" le varie realtà su basi che non tutelano i cittadini; sarà difficile capire quale qualificazione ha il professionista. Ci si potrebbe trovare a essere curati da un omeopata non laureato medicina, ma diplomato da qualche corso abilitante o assistiti fiscalmente da un diplomato abilitato dallo stesso corso scolastico.
Nel suo intervento il presidente della Commissione Giustizia alla Camera, Pino Pisicchio (Italia dei Valori), nel suo messaggio di saluto ha dichiarato: «Stiamo affrontando il difficile tema della riforma delle professioni con serietà e spirito di equilibrio. I problemi in campo sono noti e il nostro compito è quello di trovare un equilibrio giusto tra l'autonomia degli ordini, l'esigenza di ammodernamento, nel senso anche di un adeguamento all'Europa, la centralità del cittadino utente e la dignità dei professionisti. Forse negli ultimi tempi non sempre si è riusciti a trovare il modulo necessario per un approccio al mondo delle professioni, che fosse rispettoso della piena autonomia degli ordini, talvolta vulnerata da un malinteso senso dell'allargamento dell'area della concorrenza».
La prudenza e il velato dissenso di un esponente della maggioranza lasciano sperare che lo scellerato disegno di riforma trovi molti ostacoli. La riforma non potrà essere fatta se non con il consenso e la collaborazione dei professionisti; al di fuori di questa ipotesi di lavoro, non ci sarà riforma. L'avv. Tommaso Manzo, consigliere del Cnel, ha definito il progetto di legge presentato dal ministro Clemente Mastella un "progetto ideologico per distruggere le professioni” e ha sottolineato che vede la complicità della Confindustria che in modo miope spera di trarne vantaggi.
L'avv Maurizio De Tilla presidente dell'Adepp è intervenuto sostenendo che l'avvocatura per la sua peculiarità costituzionale non può essere omologata a tutte le altre professioni. Per questo va tenuta fuori dal ddl che vuole colpire i professionisti anche perché reggono e si proteggono attraverso la conservazione di valori etici.
L'on. Maurizio Gasparri ha chiuso il convegno affermando: «Ci sono oggi le condizioni per giungere a una intesa sulla riforma delle professioni se il governo disarma l'assalto agli ordini e tiene conto del lavoro che è stato svolto e se la sinistra abbandonano le posizioni antistoriche e ideologiche, allora si può arrivare al traguardo della riforma».
Speriamo bene, altrimenti avremo associazioni professionali come fotocopie delle Coop rosse con tutte le devastanti conseguenze.

[Data pubblicazione: 22/04/2007]

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Sono convinto che c'è una netta contrapposizione mai apertamente dichiarata tra mondo delle professioni e mondo delle imprese che vede come vincitori delle prime battaglie proprio le imprese.
Lo spazio operativo delle professioni si sta restringendo sempre di più, questo fatto ha portato a numerosi dispute tra ordini che hanno competenze in parte sovrapponibili.
Basta vedere nel nostro settore, le imprese ci stanno togliendo pian piano parte dei nostri già ristretti campi lavorativi, e purtroppo ci sono nostri rappresentati e colleghi che affermano che è giusto così perchè dobbiamo limitarci alla esclusiva parte professionale così le imprese ci rubano anche quella.
Non darei comunque colpa di tutto questo al Decreto Bersani perchè è un processo iniziato diverso tempo fa e che appare inarrestabile, tanto che diversi colleghi anche non più giovani per lavorare hanno deciso di configurarsi come impresa relegando la professione in un angolo ristretto, adattandosi alle logiche del mercato attuale.

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Sull'argomento in questo forum se ne è discusso a lungo "accapigliandosi"

ciao antonio

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Sono iscritto all'Ordine da 20 anni, ma non ho mai avuto il piacere di essere nominato in una commissione o indicato nelle cosiddette terne. Nonostante ciò, ritengo più giusto ripensare ruolo e rappresentatività degli ordini professionali, piuttosto che smantellarli a vantaggio di non ben identificate associazioni (leggi lobbies), che certamente non tuteleranno gli interessi della "base". Non sono contrario in maniera preconcetta alle riforme, ma gradirei che qualcuno mi spiegasse su quali principi si basa la "riforma delle professioni" in esame al Parlamento. Forse in nome delle "liberalizzazioni", che hanno già prodotto l'abolizione dei minimi tariffari, si vorrà consentire l'accesso alla libera professione senza l'esame di stato? Di questo passo non discuteremo più di standard minimi di qualità per le relazioni geologiche, ma saranno sufficienti delle "certificazioni".

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mah forse è meglio fare un pò di cassa ed aprire un bar su una spiaggia africana,magari in angola o sulla skeleton coast in namibia,credo che ci andrà sempre meglio che a stare qua


Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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pur vedendo di buon occhio il Decreto Bersani non posso dire altrettanto per l'eventuale equiparazione di "individui associati" con professionisti abilitati o peggio l'abolizione degli Ordini professionali; certo in quest'ultimo caso bisognerebbe capire per chi e a cosa stanno servendo gli Ordini attualmente, al di là delle cose scritte su riviste di rappresentanza (vedi ultimo numero di Geologi dell'OR Campania).

purtroppo, come spesso accade in Italia, si cavalca pretestuosamente la tigre del dissenso per altri scopi.

Vi è infatti l'impressione che dietro il fantasma agitato della "morte delle professioni" si nasconda sempre e solo l'unica vera paura di alcuni: la perdita del privilegio rappresentata dall'abolizione dei minimi tariffari così come disposto dal Decreto Bersani.

Perchè, secondo questi "alcuni", il nuovo ddl Mastella attenterebbe alla sopravvivenza del professionismo ?

La risposta è da ricercare in quell'art. 5 dove, vengono riprese le disposizioni del Decreto Bersani dove viene fatto salvo il principio generale della determinazione consensuale del corrispettivo.


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
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Alessandro vedi che l'articolo 5 di cui parli era presente nella prima bozza, nel testo approvato il 1 dicembre 2006, l'articolo (evidentemente su preciso ordine di Bersani) è stato completamente eliminato ed alcuni riferimenti sono stati inseriti nell'art. 2.
http://www.consiglionazionalegeologi.it//DOCEXT//41//Mastella.pdf

Chi è contro il decretto Bersani ha semplicemente capito che il suddetto decreto rappresenta solo il primo passo verso lo smantellamento delle professioni.
Aggiungo che subito dopo si comincerà a parlare di previdenza unificata con il solo scopo di risanare i conti dell'INPS con i soldi dei professionisti.

Vi riporto il punto 8 del documento "I dodici punti «non negoziabili»" presentato da Prodi per il rilancio dell'azione di governo.

Quote:
8. «Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l'impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l'unificazione degli enti previdenziali».


Egidio Grasso
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Puoi credere di farcela o credere di non farcela. In entrambi i casi i fatti ti daranno ragione. (Henry Ford)
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Quote:
Chi è contro il decretto Bersani ha semplicemente capito che il suddetto decreto rappresenta solo il primo passo verso lo smantellamento delle professioni.
sicuramente, ma di quel modo di fare professione in maniera "garantita" per i soliti, di quel modo di fare professione perchè vi è sempre una legge che obbliga l'utenza a DOVER ricorrere ad un professionista, e sempre senza esser riusciti a conquistarsi DI DIRITTO la propria necessarietà all'interno della società nella quale viviamo.

Il problema, a mio avviso, sta proprio qua: pretendiamo un minimo garantito e non ci preoccupiamo di guadagnare terreno sul fronte delle commesse

cosa si sta facendo contro il paragrafo 7.2.2 del DM 159/05 ?

cosa si sta facendo contro la circolare 349 ?

cosa si sta facendo contro l'art. 94 del DPR 380/01 ?

......devo continuare ?


Quote:
Aggiungo che subito dopo si comincerà a parlare di previdenza unificata con il solo scopo di risanare i conti dell'INPS con i soldi dei professionisti.
perchè con l'EPAP le cose vanno meglio ? potrebbe anche essere che passando all'INPS si elimina quell'assurdità del 2% sul volume di affari wink


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Egidio Grasso scrive "Chi è contro il decretto Bersani ha semplicemente capito che il suddetto decreto rappresenta solo il primo passo verso lo smantellamento delle professioni".

Non è proprio il primo passo ma è un tassello. Lo smantellamento delle professioni era già iniziato soprattutto con la diminuzione delle commesse, nel nostro caso il settore trainante resta la geotecnica e gli altri settori che ci vedono in posizione estremamente marginale come la pianificazione territoriale (grazie a questo settore molti geologi della generazione prima della mia hanno iniziato), il monitoraggio ambientale, il rischio idrogeologico.
Vale la pena concentrare tutti i nostri sforzi contro il Decreto Bersani?
Forse si, come "Linea maginot", però dovremmo avere altri obiettivi in accordo con le altre professioni tecniche: ingegneri, chimici, agronomi, biologi ma anche con architetti e geometri, in questo caso il CUP potrebbe avere un ruolo importante.

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Aggiungo che,alla luce di quanto è stato detto prima, non si capisce perché l'Ordine nazionale voglia regalare una altra fetta di mercato alle imprese con la circolare 349, già siamo all'osso...


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