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Sembra la favola di chi è nata prima l'uovo o la gallina!!!! Sapete dirmi se tra professionisti della stessa cassa di previdenza nella fattura va calcolata la ritenuta di acconto del 2%??? Perchè ultimamente un geologo a cui ho fatto delle prove in situ non ha voluto che inserivo sulla fattura il benedetto 2% in quanto dice che lo deve pagare solo lui perchè fa parte di un unico lavoro professionale. Devo precisare che non abbiamo uno studio associato....ciao e grazie....

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Caro loser,
visto che nessuno si è dato la pena di risponderti, proverò a farlo io.
Il contributo del 2% è previsto sull'imponibile per ogni tua prestazione professionale. Se tu emetti fattura nei confronti di un'altro professionista eseguendo una prestazione professionale pura
devi a rigor di regolamento aggiungere il 2%.
Se invece, come sembra, hai offerto una prestazione tecnica (esecuzione di prove penetrometriche), la tua è una prestazione di impresa che nulla ha a che fare con la professione. Ma a rigor di legge dovresti avere dichiarato nel certificato rilasciato dall'ufficio IVA la duplice attività: quella di professionista e quella di ditta individuale.
Quando io eseguo prove penetrometriche per alcuni colleghi con cui esiste un rapporto di amicizia e collaborazione, intendo la mia prestazione come una vera e propria prestazione professionale, fornendo oltre ai dati nudi e crudi un'interpretazione ed elaborazione dei risultati che sono propri della professione pura. La regolarizzazione fiscale però avviene, dati i rapporti, in maniera flessibile (pagamento in nero, compensazione con loro contributi a miei lavori, ecc.).
Concludendo, la risposta alla tua domanda,
può variare a seconda di come ci si pone nei confronti della esecuzione di prove:
1)Se ritieni di dare un contributo di concetto e di esperienza professionale,
chiedi di emettere fattura con il contributo previdenziale, se il collega obbietta, chiedi di intestare la fattura direttamente alla committenza per le tue spettanze.
2)Se, come tanti nostri colleghi, ritieni
di intraprendere un lavoro di esecutore di
prove geotecniche, parallelo alla professione libera, dare comunicazione all'ufficio IVA della doppia attività non costa quasi nulla.
ciao ciao.

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A quanto mi risulta, quando ci è arrivato l'"EPAP" con tutte le spiegazioni, si diceva che non si deve pagare due volte il contributo del 2% sullo stesso lavoro, per cui è giusto che tu non l'abbia pagato, in quanto è già compreso (globalmente) nella fattura che ha emesso il tuo collega.

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Signori Attenzione!

Per effettuare "qualsiasi" prestazione di servizio geotecnico (e con il "qualsiasi" intendo anche le Prove penetrometriche o altro, es. prove geofisiche ecc.), è necessario possedere:

1) l'attestazione sul modulo rilasciato dall'ufficio IVA competente di zona con la dicutura: duplice attività (quella di professionista e quella di ditta individuale)...Come dice UNIGEO;

2) L'iscrizione alla C.C.I.A. (Camera di Commercio industria artigianato).

Se non si è iscritti alla C.C.I.A, TUTTI i lavori di servizio, devono essere intesi come prestazioni fatte da professionista a professionista e pertanto è obbligatorio, oltre all'IVA, anche il contributo del 2%.

Se non si mette in fattura il 2% si è "fuorilegge" e non si potrebbero (teoricamente) fare test per terzi.
Il problema è insormontabile per gli Enti pubblici, in quanto per fare "Servizio" è obbligatoria l'iscrizione alla C.C.I.A. (Molti Enti non lo sanno, o fanno finta, ma un geologo professionista non potrebbe fare e fatturare prove in sito o lab. senza l'iscrizione alla Camera di Commercio).

PS. Questo lo perchè oltre al professionista ho la ditta di servizio con prove in sito geomeccaniche e geofisiche.

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Io la penso così:

Se tu avessi collaborato alla redazione del solo studio professionale sarebbe corretto, in base alle indicazioni EPAP, non richiedere il 2 % (xchè trattasi del medesimo lavoro), avendo tuttavia eseguito una attività diversa è corretto ed indispensabile richiedere la maggiorazione-cassa.

L'EPAP (se rispondesse) potrebbe certo dirimere il caso ufficialmente !

Buon lavoro a tutti.

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purtroppo non c'e' nessuno che risponda alle Email di chiarimento epap o che sappia fornire esaurienti risposte alle nostre perplessita' in materia previdenziale (e non solo) al telefono preposto.
Comunque accodo la mia interpretazione delle cose:
laddove la prestazione professionale concorra ad un medesimo lavoro, per il quale il secondo professionista (titolare dell'incarico) applica il 2% sull'intero, il primo professionista che ha prestato collaborazione professionale per lo stesso non deve applicare il 2% in quanto in tale circostanza per il medesimo importo (quello fatturato al secondo professionista e l'aliquota che il secondo computera' nella sua parcella al committente) sara' gravato due volte della "tassa".
Resta inteso che tale non applicazione del 2% e' effettuata tra professionisti che concorrono ad un medesimo prodotto e pertanto non tra professionisti iscritti alla medesima cassa ma tra professionisti del medesimo ordine. In caso diverso la prestazione non puo' considerarsi verso il secondo professionista parte integrante dell'incarico ma incarico subordinato, in quanto non comaptibile con la professionalita' del titolare del lavoro.
Saro' stato complicato ma..... non sono ancora un fiscalista (per fortuna) anche se con tanti regolamenti amministrativi si dimentica talora la propria vera attivita'.

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Per quanto riguarda le prospezioni puramente geofisiche effettuate per conto di enti pubblici sono
d’accordo che in teoria ci vorrebbe la doppia partita I.V.A. e quindi l’iscrizione alla Camera di
Commercio, ma per quanto riguarda prospezioni eseguite per conto di colleghi questo non mi risulta
affatto, infatti nella famigerata circolare del M.L.P. sui laboratori geotecnici non mi pare che siano
menzionate in alcun modo le prospezioni geofisiche, e ci mancherebbe altro.
Così non mi pare che se io eseguo un lavoro come geologo professionista per un comune, nel quale mi avvalgo di una prospezione geofisica, non sono affatto obbligato ad avere doppia partita I.V.A..
Per quanto riguarda il 2% secondo me non va richiesto ad un collega in quanto il 2% dell’importo del lavoro viene già pagato da lui (altrimenti verrebbe pagato 2 volte, tre volte se anche tu ti avvali di qualcun altro).
Mio fratello è architetto e collabora (quasi a tempo pieno) con uno studio di architettura e secondo il
commercialista di quello studio infatti non va messo il 2% in fattura per lo stesso motivo.

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Sono d'accordo con Marco Sozzi, che è poi quanto detto in una riunione del mio ordine regionale.

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A me sembra che a volte basterebbe leggere quanto ci viene inviato e protestare di meno.
"circolare 1/1999 del 20/12/1999 (dell'EPAP"
NORME A REGIME
2)
punto f)
si richiama l'attenzione sulla portata del secondo periodo dell'art. 4 del Regolamento, secondo cui la maggiorazione per il contributo integrativo "non si applica per fatture o ricevute emesse da un iscritto verso altro iscritto dell'Ente nel contesto di incarichi professionali finalizzati al conseguimento di un risultato unitario e sempre che il contributo integrativo sia stato, comunque applicato sull'intero corrispettivo (omississ)..."

Sono sicuro che è riportato anche sulle istruzioni alla compilazione, che però ho lasciato al commercialista.


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