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Uno Strutturista mi ha fatto notare che il "parametro di resistenza a taglio" non é l'angolo d'attrito ma la sua tangente per cui, volendo mantenere l'approccio statistico, il calcolo del valore caratteristico va fatto su tan(phi) non su phi. Ho guardato l'ultimo libro di Tanzini edito da Flaccovio dove c'è un esempio di calcolo di phi caratteristico derivato da tan(phi) caratteristico. Confesso che ho sempre implementato la trattazione statistica su phi, non mi ricordo nei vari corsi, dispense, libri, ecc. che si parlasse di tan(phi), sicuramente è una mia lacuna. Comunque ho fatto delle verifiche e il valore caratteristico di phi passando attraverso tan(phi) è meno conservativo, quindi mi sento in parte "sollevato". Avrei piacere di conoscere anche il vostro parere. Saluti e buona quarantena a tutti. Giulio Cancelli
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Buonasera, ti dico come la vedo io su questa questione che ritengo di assoluto carattere generale ed in quanto tale il mio discorso si astrae un pò dalla domanda che poni tu che è più incentrata sulla corretta applicazione della statistica. Tanphi' è il valore a cui si applica il coefficiente parziale 1.25 ma non è una proprietà geotecnica del terreno. Phi' lo è a tutti gli effetti, ed ha un significato ben preciso in geotecnica non è "solo" un numero come può essere tanphi' ma anzi riflette nel suo stesso valore il comportamento che lo stesso terreno ha in determinate condizioni tenso-deformative (vedi ad esempio phi' picco, phi'_cv e phi' residuo per le argille OC). Dico questo proprio per sottolineare il fatto che non si può prescindere dalla valutazione del problema reale per la determinazione del valore caratteristico perchè altrimenti se applico la statistica senza alcun filtro di ragionamento a monte tiro fuori numeri senza senso. E questo su phi' figuriamoci su tanphi' a cui manca addirittura un senso fisico in partenza. Personalmente quando pervengo ad un valore di un parametro geotecnico che ha una sua "robustezza" per quel determinato problema che sto studiando vado allora a ragionare sul valore caratteristico in maniera da avere ancora un po di margine di sicurezza, se l'incertezza è maggiore mi prendo ancora più margine ma non posso travalicare la fisica del problema andando ad inseguire formule statistiche che mi portano a dei nonsensi geotecnici. Sia ben chiaro io sono uno di quelli che ha subito il fascino potente della statistica, ho applicato formule di tutti i tipi ma gradualmente sono tornato a rimettere il cervello al comando (almeno lo spero). Voglio anche aggiungere comunque che la statistica ha i suoi pregi e se gli si riesce a mettere le briglie ha certamente una sua utilità in certi contesti. Alla luce di tutto quello che ho detto sopra la tua frase "Comunque ho fatto delle verifiche e il valore caratteristico di phi passando attraverso tan(phi) è meno conservativo, quindi mi sento in parte "sollevato" per me è assolutamente un falso problema, paradossalmente potrebbero essere entrambi giusti o entrambi sbagliati, la cosa importante è che la statistica sia a servizio della geotecnica e non viceversa. Se si ragiona su numeri che hanno un significato geotecnico piuttosto solo che su numeri e basta, sarà più facile riuscire in questo intento. E' il mio punto di vista che vi giro volentieri.
Un saluto
Ultima modifica di mijasimo; 31/03/2020 17:40.
Fa' sempre la cosa giusta.
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