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L'ultimo decreto del Ministero dell'Università prevede per la laurea magistrale in Scienze e tecnologie geologiche questi interessanti insegnamenti: Discipline ingegneristiche, giuridiche, economiche e agrarie:
AGR/08 - Idraulica agraria e sistemazioni idraulico-forestali AGR/14 - Pedologia CHIM/12 - Chimica dell'ambiente e dei beni culturali ICAR/01 - Idraulica ICAR/07 - Geotecnica ICAR/08 - Scienza delle costruzioni ICAR/15 - Architettura del paesaggio ING-IND/28 - Ingegneria e sicurezza degli scavi IUS/10 - Diritto amministrativo SECS-P/07 - Economia aziendale
Staremo a vedere cosa faranno le università
Egidio Grasso Coordinatore sito WEB www.geologi.itPuoi credere di farcela o credere di non farcela. In entrambi i casi i fatti ti daranno ragione. (Henry Ford)
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Era ora.....c nè voluto di tempo però.... chissà perchè altre facoltà hanno la capacità di evolversi nel giro di 6 mesi e noi ci mettiamo sempretempi geologici....mah e poi ci lamentiamo..... ma se fin dalla fabbrica le automobili non le fai uscire full optional poi è più difficile e dispendioso attrezzarle di tutto punto e sopratutto farle concorrere quelle più prestigiose e potenti!!!!!
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Veramente già nel 2000 tra le materie affini o integegrative per la laurea specialistica in scienze geologiche c'erano:
AGR/08 - Idraulica agraria e sistemazioni idraulicoforestali AGR/14 - Pedologia CHIM/12 - Chimica dell'ambiente e dei beni culturali ICAR/01 - Idraulica ICAR/02 - Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia ICAR/03 - Ingegneria sanitaria - ambientale ICAR/06 - Topografia e cartografia ICAR/07 - Geotecnica ICAR/08 - Scienza delle costruzioni ICAR/15 - Architettura del paesaggio ICAR/20 - Tecnica e pianificazione urbanistica ICAR/22 - Estimo ING-IND/28 - Ingegneria e sicurezza degli scavi ING-IND/29 - Ingegneria delle materie prime ING-IND/30 - Idrocarburi e fluidi del sottosuolo IUS/10 - Diritto amministrativo SECS-P/07 - Economia aziendale
..... no comment ......
Egidio Grasso Coordinatore sito WEB www.geologi.itPuoi credere di farcela o credere di non farcela. In entrambi i casi i fatti ti daranno ragione. (Henry Ford)
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Il Geol.Cascone ha riaperto la discussione sulle N.T. Come di consueto, anziché riflettere sui fatti e dare concreti contributi all’approfondimento della questione tanti rispondono lasciandosi andare a sterili quanto inopportune e oziose polemiche. Occorre una precisazione, doverosa da parte di chi è a conoscenza dei fatti: nel C.S. dei LL.PP. l’impegno Di De Paola non è sufficiente; occorrono i numeri perché quando si approva un documento valgono i voti di maggioranza e 1 contro tanti resta sempre minoranza! Il C.S. dei LL.PP. è da sempre ostico verso i Geologi e lo è malgrado sentenze emesse da vari TAR e dal Consiglio di Stato che riconoscono le competenze professionali dei Geologi nel campo delle OO.PP. e non solo. Invito quindi quei Colleghi, che sempre sono pronti alla critica, a smetterla di farfugliare slogan del tipo …”bisogna fare”… “bisogna far capire”… ecc ma a prendere i temi proposti alla discussione con maggiore serietà per dare il fattivo e concreto contributo di idee. Ciò premesso, osservo che il Geol.Cascone rimane convinto che le N.T. siano una ulteriore “mazzata sul collo dei Geologi”. Innanzi tutto gli pongo una domanda: ritiene veramente che tutti i Geologi abbiano capacità, abilità e competenza in materia di Geotecnica? E aggiungo: è assolutamente certo che le N.T. siano uno scippo alla professionalità dei Geologi? Sinceramente la mia esperienza mi porta ad escludere che questo campo sia il pane quotidiano della Categoria; troppo spesso ho dovuto constatare quanto le “relazioni geologico-tecniche” siano così distanti da un serio e corretto contributo professionale al progetto di un’opera.. Non posso peraltro negare che certamente la Geotecnica è materia più affine al Geologo che non all’Ingegnere che pragmaticamente affida i suoi calcoli al puro numero senza conoscerne né il significato né la storia del contesto geologico nel quale si colloca il numero stesso. Fatte queste considerazioni e nella personale assoluta certezza che fintanto il C.S., composto da decine di personaggi ancora pervicacemente preclusi ad ogni innovazione culturale, rimane contrario a riconoscere i Geologi come figure professionali necessarie e indispensabili la strada da percorre sia quella di ottenere,per altre vie e in altre sedi, il riconoscimento della figura professionale del Geologo come “progettista” integrato a tutti gli effetti in una struttura professionale multidisciplinare. La ragione di questa scelta di campo risiede nel fatto che nelle costruzioni (pubbliche e private) le competenze sono sempre più specialistiche e le cognizioni del sapere non risiedono più nella mente di un solo individuo. E’ culturalmente anacronistico il concetto di “progettista unico” onnisciente dei complessi problemi che investono il moderno modo di progettare, dalla iniziale idealizzazione alla completa realizzazione dell’opera comprendendo passo a passo gli aspetti architettonici, strutturali, impiantistici e, perché no? geologici, geomorfologici, idrogeologici e quant’altro afferente il vastissimo dominio delle Scienze della Terra. E per quanto concerne il suolo e sottosuolo, nella formazione e sviluppo dell’iter progettuale, le tematiche non sono riconducibili solo alla semplice parametrazione dei caratteri fisico-meccanici del terreno. Il SINGEOP sta percorrendo questa strada e ha ottenuto incoraggianti segnali di attenzione dal Ministro Di Pietro e da autorevoli alti dirigenti del Ministero delle Infrastrutture. Non siamo ancora arrivati in porto In parallelo è però necessario che i Colleghi rimuovano quell’atteggiamento psicologicamente negativo che li spinge a vestire gli abiti del vittimismo. Occorre fare un salto di qualità. Occorre assumere autostima di se stessi e comportamenti più autorevoli nei confronti degli altri partner, non accettare condizionamenti professionali, avere più grande senso della dignità professionale e personale. Andrea Maniscalco Presidente del SINGEOP
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x Eddie (alias ivan) http://www.geologi.it/cgi-bin/ultimatebb.cgi?ubb=get_topic;f=1;t=002125;p=1#000010 ....prima li critichi e poi li difendi nel giro di pochi mesi....ma niente niente hai avuto qualcosa in cambio ? della serie quando uno è convinto delle proprie idee !! Detto ciò veniamo a chi di professione sicuramente ne parla con cognizione di causa e non per imbeccata x SINGEOP ritiene veramente che tutti i Geologi abbiano capacità, abilità e competenza in materia di Geotecnica? ASSOLUTAMENTE NO !! vi è una pandemia di ignoranza in materia tra i colleghi da far paura. Il problema purtroppo non investe solo la geotecnica ma un pò tutti i settori: ambiente, dissesti, idrogeologia. Ultimamente mi è capitato di vedere alcune relazioni di noti e affermati professionisti campani che mi hanno fatto vergognare di appartenere alla categoria. Nonostante ciò però, anche io, come lei, ritengo che "Non posso peraltro negare che certamente la Geotecnica è materia più affine al Geologo che non all’Ingegnere che pragmaticamente affida i suoi calcoli al puro numero senza conoscerne né il significato né la storia del contesto geologico nel quale si colloca il numero stesso." è assolutamente certo che le N.T. siano uno scippo alla professionalità dei Geologi? forse ho sbagliato il tempo: saranno...sicuramente sì, per il semplice motivo che l'Ordine degli Ingegneri, a differenza di quello dei Geologi, ha sempre avuto l'orecchio teso verso ogni opportunità di lavoro per la categoria che rappresenta. Occorre fare un salto di qualità. Occorre assumere autostima di se stessi e comportamenti più autorevoli nei confronti degli altri partner, non accettare condizionamenti professionali, avere più grande senso della dignità professionale e personale. PAROLE SANTE !! purtroppo la parola dignità è una bestemmia, si preferisce fare da megafono a chi sta dietro le quinte, il tutto, ovviamente, in maniera rigorosamente anonima a mezzo nickname !! Totò diceva che signori si nasce, io dico anche servi !!
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Forse gli incoraggianti segnali di attenzione di Di Pietro erano rivolti alla bella ragazza che era dietro al Presidente del Singeop.
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Dell'interessante discussione prendo solo spunto da alcune frasi scritte da Andrea Maniscalco: Occorre una precisazione, doverosa da parte di chi è a conoscenza dei fatti: nel C.S. dei LL.PP. l’impegno Di De Paola non è sufficiente; occorrono i numeri perché quando si approva un documento valgono i voti di maggioranza e 1 contro tanti resta sempre minoranza! Il C.S. dei LL.PP. è da sempre ostico verso i Geologi e lo è malgrado sentenze emesse da vari TAR e dal Consiglio di Stato che riconoscono le competenze professionali dei Geologi nel campo delle OO.PP. e non solo. Non vorrei risultare noioso ma per chi ha letto alcuni ormai miei vecchi interventi sull'argomento io ho sempre lamentato un atteggiamento ossequioso da parte del CNG nei confronti di un Ministero che magari se le cose gli vengono proposte nel verso giusto non è detto che non le accetti. Mi spiego meglio il C.S. dei LL.PP. è composto esclusivamente da ing. (per questo è ostico ma non lo fanno apposta) in quanto nello stesso ministero (ora Infrastrutture) nelle piante organiche non prevedono l'inserimento della figura del geologo malgrado i compiti di difesa del suolo a cui è anche preposto. Io a suo tempo (lavorando in quel Ministero) contattai il CNG per avere un appoggio in tale direzione, tra l'altro recuperando anche tutte le piante organiche di tutti gli uffici periferici. Non ebbi alcuna risposta e addirittura ad un Convegno Nazionale dei Geologi tenutosi a Roma l'attenzione (con il mio intervento) la suscitai nel moderatore giornalista Puccio Corona che geologo non è, senza che nessuno del CNG diede seguito alla mia denuncia rivolta all'allora Direttore Generale arch. Costanza Pera (evidenziai il numero esiguo di geologi previsti 4 o 6 a fronte dei circa 300 ing.). Di tale atteggiameento ne ho avuto conferma nelle continue dichiarazioni di De Paola ed altri che affermano che il geologo ormai è presente in tutte le P.A.. Sinceramente non capisco tale atteggiamento che riguarda anche molti Ordini Regionali. Io lo ritengo miope ed autolesionista, a meno che chi siede in certi posti ha il suo tornaconto a discapito dell'intera categoria. Di esempi ne ho molti altri ma non vorrei essere noioso e ripetitivo e allora chiedo alla SINGEOP se sa che le piante organiche vengono stabilite dai dirigenti e forse ripercorrere tale strada, anche se lunga, non sarebbe errato. Io nel mio piccolo, in sede sindacale, (con molta fatica vista l'opposizione di un ing.) riuscii a far inserire la laurea in scienze geologiche per i concorsi da ex VII qualif. come Ufficiale Idraulico. Purtroppo però di lì a poco tale figura nell'ambito di tale Ministero non è stata più prevista (per via delle Bassanini) ma sta a dimostrare che se si vuole si possono cambiare le cose. Ripeto non è un caso se al Consiglio Superiore dei LL.PP. si è in netta minoranza se non in assenza, però perchè queste cose le dico solo io e nessun altro del CNG o degli Ordini Regionali o della SINGEOP?
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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E’ culturalmente anacronistico il concetto di “progettista unico” onnisciente dei complessi problemi che investono il moderno modo di progettare, dalla iniziale idealizzazione alla completa realizzazione dell’opera Appunto!!! Ma la legge dà troppa enfasi al progettista che per le piccole opere (pubbliche o private) si traduce in “progettista unico”. L’impianto della legge va bene per le grandi opere dove il progettista si traduce in un pool di tecnici.
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Il dottor Maniscalco ha scritto "Sinceramente la mia esperienza mi porta ad escludere che questo campo sia il pane quotidiano della Categoria;"
Certo che dire che la professione geotecnica è marginale nel fatturato di un geologo italiano mi pare proprio un azzardo. Forse converrebbe verificare i dati degli studi di settore.
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Ho trovato in rete questo documento firmato De Paola e penso possa servire a chiarire un po le idee;
A tutti gli Ordini Regionali dei Geologi LORO SEDI Roma, 31 marzo 2005 Rif. P/CR.c/1451 CIRCOLARE N° 211
OGGETTO: Nuovo Testo Unico Norme Tecniche per le costruzioni
Nella seduta fiume di ieri 30 marzo 2005, dopo un lungo ed acceso dibattito, è stato approvato dall’Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il Testo Unico Norme Tecniche per le costruzioni.
Il testo, che rinnova ed accorpa l’intera materia, riguarda, tra l’altro, la revisione del D.M. 11 marzo 1988 e dell’OPCM n. 3274/2003.
Si ricorderà che la revisione del D.M. 11 marzo 1988 ha avuto una gestazione di quasi sei anni ed è passata per alterne e drammatiche fasi; infatti, tra le proposte avanzate in passato da talune Commissioni, c’era stata quella relativa alla soppressione dell’obbligo di corredare i progetti in aree sismiche con la relazione geologica, ma, negli ultimi mesi, era stata fortemente osteggiata anche la proposta, sostenuta dal Consiglio Nazionale Geologi, di far precedere tutti i progetti relativi ad interventi sul territorio da adeguata modellazione geologica, supportata da indagini specifiche.
Si ricorderà, infine, che anche l’OPCM n. 3274/2003 non aveva soddisfatto per molti aspetti tecnici e procedurali le aspettative dei geologi e, tra queste, soprattutto la previsione di cui all’Allegato n° 2, punto 2.4, con la quale si disponeva che i profili stratigrafici dei suoli di fondazione fossero riportati nella relazione sulle fondazioni, di competenza del progettista.
Questa circostanza ed altre ancora avevano indotto il Consiglio Nazionale dei geologi ad impugnare la predetta Ordinanza innanzi al TAR.
Con vivo compiacimento il Consiglio Nazionale dei Geologi rileva che, con l’auspicata e sofferta approvazione del T.U. sulle Norme Tecniche per le costruzioni, le competenze professionali dei geologi hanno ricevuto riconoscimento e rivalutazione, prima culturale e, poi, professionale.
Finalmente la modellazione geologica, comprendente tutti i profili propri della geologia nonché la definizione della pericolosità dei siti, validata e basata su indagini specifiche, in coerenza con la definizione dei contenuti della relazione geologica di cui all’art. 27 del DPR 554/1999, è propedeutica a tutte le attività di progettazione delle opere incidenti sul territorio.
Per quanto concerne le norme sismiche, che si rifanno all’OPCM n. 3274/2003, si rileva che è stata cassata l’impropria e mai condivisa disposizione relativa alla inclusione dei profili stratigrafici nella relazione sulle fondazioni.
Il T.U., di oltre quattrocento pagine, negli undici capitoli, tratta molti altri importanti aspetti normativi destinati a produrre effetti significativi sulle metodologie progettuali, privilegianti il criterio prestazionale, sulle verifiche di sicurezza, sulla esecuzione di taluni lavori, da svilupparsi secondo il metodo osservazionale, sulla valutazione della sicurezza sulle costruzioni esistenti ed altro ancora.
In vista della trasmissione in copia del Testo Unico in oggetto, si riportano di seguito alcuni stralci di specifico interesse.
Testo Unico Norme Tecniche per le Costruzioni
..... omissis
7.1.DISPOSIZIONI GENERALI
7.1.1. OGGETTO DELLE NORME
Le presenti norme riguardano:
a) il progetto, la realizzazione ed il collaudo delle opere interagenti con i terreni e con le rocce:
opere di fondazione delle strutture in elevato; opere di sostegno; opere in sotterraneo; opere e manufatti di materiali sciolti naturali: b) il progetto, la realizzazione ed il collaudo degli interventi nei terreni e nelle rocce: fronti di scavo; miglioramento e/o consolidamento dei terreni e degli amassi rocciosi; consolidamento dei terreni interessanti opere esistenti. c) la valutazione della sicurezza dei pendii e la fattibilità di opere che hanno riflessi su grandi aree. 7.1.2. SCOPO DELLE NORME
Le norme definiscono le procedure per garantire la sicurezza la durabilità, la robustezza ed il rispetto delle condizioni di esercizio delle opere di cui al punto 7.1.1.
7.1.3. PRESCRIZIONI GENERALI
Le scelte progettuali devono tener conto delle prestazioni attese delle opere, dei caratteri geologici del sito ed essere basati su una preventiva modellazione geotecnica dei terreni, ottenuta attraverso specifici studi, rilievi, indagini e prove.
Le indagini per la caratterizzazione del sito, per la definizione del modello geologico e per la modellazione geotecnica del terreno vanno commisurate all’importanza ed all’estensione dell’opera e alle conseguenze che gli interventi possono produrre sull’ambiente circostante, in tutte le fasi realizzative e ad opera ultimata, con particolare riferimento alle opere esistenti.
I risultati degli studi, delle indagini e delle modellazioni geotecniche debbono essere esposti in specifici distinti documenti.
Qualora le indagini integrative, effettuate durante l’esecuzione dell’opera, comportino una revisione della caratterizzazione geotecnica di progetto, questo andrà aggiornato alle nuove conoscenze, nello spirito del metodo "osservazionale".
Qualora l’opera ed i suoi effetti sul terreno abbiano grande rilevanza, occorre approntare un programma di monitoraggio che preveda un congruo periodo di osservazione anche dopo la fine della costruzione dell’opera.
7.2. ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO
Il progetto delle opere interagenti con il terreno deve articolarsi nelle seguenti fasi:
modellazione geologica del sito; indagini, caratterizzazione e modellazione geotecnica; scelta della tipologia e tecnologia degli interventi e oro dimensionamento; descrizione delle fasi e delle modalità costruttive; verifiche della sicurezza e delle prestazioni; piani di controllo e monitoraggio delle principali grandezze (spostamenti assoluti e relativi dell’opera interagente con il terreno e della struttura in elevato, carichi piezometrici, ecc.). 7.2.1. MODELLAZIONE GEOLOGICA DEL SITO
Il modello geologico del sito deve essere orientato alla ricostruzione dei caratteri stratigrafici, litologici, strutturali, idrogeologici, geomorfologici e, più in generale, di pericolosità geologica del territorio. Esso deve essere sviluppato in modo da costituire utile elemento di riferimento per l’inquadramento, da parte del progettista, delle problematiche geotecniche a piccola e grande scala e del programma delle indagini.
Il modello geologico di riferimento sarà validato e supportato da indagini specifiche in funzione dell’importanza dell’opera.
7.2.2. INDAGINI, CARATTERIZZAZIONE E MODELLAZIONE GEOTECNICA
La caratterizzazione geotecnica consiste nella individuazione, in funzione del tipo di opera e/o di intervento, delle caratteristiche chimico-fisiche e meccaniche del terreno, necessarie alla definizione del modello geotecnico, alla valutazione della sicurezza, della funzionalità in relazione alle prestazioni attese, durabilità e robustezza delle opere.
I parametri fisici e meccanici da attribuire ai terreni, espressi questi ultimi attraverso valori caratteristici, devono essere desunti da specifiche prove eseguite in laboratorio su campioni rappresentativi di terreno e/o attraverso l’elaborazione dei risultati di prove e misure in situ.
E’ responsabilità del progettista definire il piano delle indagini e la caratterizzazione geotecnica corrispondente alle diverse fasi del progetto (preliminare, definitivo ed esecutivo), tenendo conto anche delle ulteriori indagini e studi che dovranno essere svolte durante l’esecuzione dell’opera.
Le indagini e le prove devono essere eseguite e certificate dai laboratori autorizzati di cui al comma 2 dell’art. 59 del DPR 6.6.2001 n. 380. I laboratori su indicati faranno parte dell’elenco dei laboratori Ufficiali depositati presso il Servizio Tecnico Centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nel caso di costruzioni o di interventi di modesta rilevanza, che ricadano in zone ben conosciute dal punto di vista geotecnico, la progettazione potrà essere basata sull’esperienza e sulle conoscenze disponibili, ferma restando la piena responsabilità del progettista sulle ipotesi e sulle scelte progettuali.
....omissis
Le norme saranno applicate sperimentalmente per diciotto mesi, nel corso dei quali è prevista la costituzione di una Commissione per il monitoraggio dei risultati e per la predisposizione di Commentari per la esplicitazione delle norme stesse; il Consiglio Nazionale dei Geologi si è già dichiarato disponibile ad offrire la propria collaborazione.
Si farà seguito con le altre informazioni che si renderanno nel frattempo disponibili.
IL PRESIDENTE
Pietro Antonio De Paola
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