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Buonasera, se a seguito di indagini sismiche non viene rilevato il bedrock sismico, dovendo fare una analisi di RSL, a che profondità si considera il bedrock in modo da valutare la modifica del segnale di input fino alla superficie? Nel caso di approccio semplificato si considera la Vs30; si può allora porre anche nel caso di RSL il bedrock a -30 m dal pc? Grazie
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Buonasera, Nel caso di approccio semplificato si considera la Vs30; si può allora porre anche nel caso di RSL il bedrock a -30 m dal pc? Grazie No, non ha senso fisico porre il bedrock a una profondità non nota. In ER le indicazioni per la microzonazione sismica indicano che è accettabile individuare il bedrock anche con velocità inferiori a 800 m/s a condizione che si individui un importante contrasto di impedenza (salto di Vs di almeno 2 volte). Tuttavia questa impostazione non è condivisa (il Prof. Albarello ad esempio è contrario a questa impostazione). Se nemmeno questo approccio funziona è opportuno ricorrere a considerazioni stratigrafiche (p.es. nella pianura Padana alla profondità dei diversi Sintemi). Anche questo approccio però è discutibile e discusso. P.es lo studio di Mascandola 2018, che valuta il bedrock in pianura padana, non è condiviso da diversi studiosi. Va poi considerato che anche se si individua il bedrock profondo, ma si hanno misure di Vs solo fino a profondità modeste, rimane il problema di attribuire Vs significative all'intervallo non noto.
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OP
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Pongo un altro quesito. Una volta ricavati gli spettri da RSL (7 + spettro medio) e normalizzati, appurato che dal confronto secondo Ordinanza 55 del 2018 non è possibile utilizzare quelli di normativa, quali tra quelli normalizzati va fornito al progettista? Grazie
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Non so se ho capito bene: dal confronto iniziale tra lo spettro ottenuto con approccio semplificato e quello da MS3 (normalizzato secondo ordinanza) è stato necessario fare lo studio di RSL e questo studio ha restituito in output 7 spettri più quello medio.
Ora quello che devi fornire al progettista è lo spettro medio.
Ti consiglio comunque di non normalizzarlo secondo il criterio dell'ordinanza poiché questo restituisce spettri con accelerazioni sottostimate a T medio-bassi (taglia brutalmente i picchi dello spettro). Tra l'altro la metodologia proposta nell'ordinanza non si adatta all'analisi modale prevista dalla norma.
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OP
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Per continuare l'argomento. Ho fornito allo strutturista i parametri dello spettro normalizzato tramite software Resp. I parametri che il programma mi fornisce sono: F0, S, Tb, Tc, Td, Amax. Il progettista mi chiede di fornire anche il parametro Tc* (che il software non mi restituisce in output). Come faccio a valutarlo? Inoltre mi chiede di inserire i valori "periodi di struttura" durante la fase di regolarizzazione, che lo stesso software non mi fa inserire. Sapreste aiutarmi? Grazie
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certo che anche il tuo strutturista non ne sa molto... quesito 1 - Tc*= Tc/Cc quesito 2 - quello stai fornendo è lo spettro elastico in pseudoaccelerazione ricavato per un coefficiente di smorzamento viscoso equivalente x del 5%. Da quello il Progettista ricava lo spettro di progetto dividendolo per il fattore di struttura (tranne per l'accelerazione con t=o, cioè il punto inziale della curva). Di solito è un'operazione che fa lui (anche perchè è assolutamente banale) perchè è lui che conosce il fattore di struttura per il suo progetto!
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In ER le indicazioni per la microzonazione sismica indicano che è accettabile individuare il bedrock anche con velocità inferiori a 800 m/s a condizione che si individui un importante contrasto di impedenza (salto di Vs di almeno 2 volte). Tuttavia questa impostazione non è condivisa (il Prof. Albarello ad esempio è contrario a questa impostazione). Se nemmeno questo approccio funziona è opportuno ricorrere a considerazioni stratigrafiche (p.es. nella pianura Padana alla profondità dei diversi Sintemi). Anche questo approccio però è discutibile e discusso. P.es lo studio di Mascandola 2018, che valuta il bedrock in pianura padana, non è condiviso da diversi studiosi. Va poi considerato che anche se si individua il bedrock profondo, ma si hanno misure di Vs solo fino a profondità modeste, rimane il problema di attribuire Vs significative all'intervallo non noto.
E sì, il caso del bedrock profondo sembra sia ancora irrisolto, professionalmente spesso conviene fare riferimento alle norme giapponesi che individuano un bedrock ingegneristico per la RSL e all'ASCI/SEI americano (ma utilizzato internazionalmente) che permette di utilizzare come bedrock tipi di sottosuolo con Vs< 800 ms-1. In questo caso lo spettro target di input non sarà più di tipo A. Inoltre,quando il bedrock è molto profondo, possono insorgere dei problemi di overdamping alle alte frequenze (che tra l'altro si possono verificare anche con un bedrock a soli 40 m di profondità). I casi sono comunque da esaminare singolarmente e l'output va sempre verificato criticamente
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Buongiorno a tutti. In effetti in alcune zone dove opero (in Toscana) ci sono delle situazioni con passaggi di velocità importanti tra terreni con Vs medie molto basse (<160-180) e terreni delle formazioni plio-pleistoceniche (Vs superiore a 400-500) entro profondità di alcune decine di metri, caratterizzati da "picchi" H/V notevoli (anche oltre 5-6). In questi casi pero' non sarebbe corretto utilizzare il veloce "Scalcona" perché i sismogrammi di input che restituisce derivano da situazioni di tipo "A", e quindi passiamo a Rexel per individuare sismogrammi da siti "B". A prescindere dal fatto che i risultati non differiscono poi un granché... vi chiedo: prevalentemente utilizzate l'applicazione Rexel Web o il classico 3.5 ? saluti <Andrea>
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"quesito 1 - Tc*= Tc/Cc" anche a me hanno chiesto il Tc*... ma non è un parametro sito dipendente che viene a monte della rsl? non devono usare quello... o no? e nel caso come mi dovrei regolare per il Cc, lo prendo da ntc in base alla classe di suolo semplificata da vseq? grazie
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