|
|
Iscritto: Apr 2000
Posts: 7
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Apr 2000
Posts: 7 |
cari colleghi saresti così gentili da dirmi come è possibile stimare l'ampiezza del cuneo di rottura nel calcolo della capacità portante dei terreni? E poi se tale cuneo coinvolge terreni stratificati aventi sia coesione e non, il problema diventa un rompicapo! Conoscete qualche buon testo che contempli queste problematiche più particolari che si approssimano alla realtà? pensiamo al caso di un cuneo di rottura che coinvolge terreni a grana fine (ma non saturi!) con coesione ed attrito, che possono essere sovrapposti a terreni incoerenti?
|
|
|
|
|
Iscritto: May 2000
Posts: 96
Member
|
Member
Iscritto: May 2000
Posts: 96 |
La possibilità che si formi un vero e proprio "cuneo di rottura" postula già il fatto che il(i) terreno(i) di fondazioni sia(no) o di natura granulare molto addensato o coesivo nella fase iniziale di applicazione del carico (fase non drenata); situazioni per le quali si può approssimare il comportamento elasto - plastico a fronte delle tensioni applicate. La casistica sarebbe ovviamente infinita; credo sia sempre necessario operare una modellazione al fine di ricondursi ai casi tipo riportati in quasi tutti i testi di geotecnica delle fondazioni. Tra i quali ti segnalo "FONDAZIONI - PROGETTO E ANALISI - di Joseph E. Bowles, McGraw - Hill (1991), nel quale sono riportati 3 schemi tipo (pag. 217) ed una soluzione più generale in presenza di alternanze o successioni di terreni coesivi e granulari. Se non dovessi trovare il testo, ti posso inviare copia per E-mail, se tramite questa rubrica me lo fai conosere. Salute e buon lavoro.
|
|
|
|
|
Iscritto: Apr 2000
Posts: 7
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Apr 2000
Posts: 7 |
Stefano ti ringrazio per la risposta chiara ed esuriente, in quanto alle pagine del testo se tu me le mandassi me saresti di immenso aiuto! ciao, a presto.
salva.volpe@libero.it
|
|
|
Link Copiato negli Appunti