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Per la scelta e il calcolo delle fondazioni per un edificio di 5 piani, sono state eseguite alcune prove su piastra (metodo svizzero) a carico di uno strato superficiale di ghiaie di 3 m di spessore che sovrasta uno strato di limi di 4-5 m.
Per lo strato di limi dispongo delle edometrie che mi consentono di calcolare i cedimenti nel tempo (tramite mv) mentre per il modulo fornito dalla prova svizzera (Me)non sono riuscito a trovare una formula analoga.
Ora, sul Cestari (p. 327) c'è una relazione empirica che permette di convertire Me nel modulo edometrico Eed (dal quale poi si ricava mv). Ho provato ad applicarla ottenendo però un risultato molto più basso (due ordini di grandezza) rispetto all' Eed ottenuto in laboratorio sui limi.
Il mio sospetto è che la relazione non sia sempre valida, ma spero di sbagliarmi perché altrimenti non saprei come usare il modulo "svizzero" Me in modo da ottenere un risultato omogeneo con quello della prova edometrica.
Quindi mi chiedo: - ha senso questa procedura? - c'è un altro modo per calcolare i cedimenti da Me della prova su piastra?
ciao a tutti e grazie per l'attenzione
oronzo antonio (renzo) longo
renzo
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Io non so quale sia la relazione da te utilizzata per derivare E dal valore Me, però una molto usata che conosco è la seguente: E= Me *0.785 (1-v^2)
Spero di poterti essere stato utile Ciao Simone
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Cerchiamo di non mescolare capra e cavoli. Le edometrie sui limi ti servono, giustamente, per calcolare i cedimenti nel tempo. La prova di carico su piastra ti serve solo per il calcolo del coeff. di reazione, utile ai progettisti per il calcolo delle travi su suolo elastico e, se proprio vuoi, per il calcolo della capacità portante (metodo altamente sconsigliabile visto il modesto volume di terreno che coinvolge). Se proprio la vuoi fare (ma ripeto, è una boiata) devi portare il terreno alla rottura (vedi Bowles). I cedimenti a lungo termine sulle ghiaie non t'interessano, perchè irrilevanti. Piuttosto potrebbero interessarti quelli a breve medio termine, che però spesso si esauriscono durante la costruzione dell'opera. Il metodo più utilizzato passa per la prova SPT o SCPT con le formule empiriche di Burland-Burbidge (Lancellotta). Lascia perdere le ardite correlazioni.
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Ringrazio i colleghi per le risposte. In particolare:
Simone Eandi: la formula che ho usato (Cestari : Prove geotecniche in sito, Geo-Graph, Segrate 1996) è praticamente la stessa che mi hai indicato: Eed = Me *0.785 (1-v^2/1-2v) a parte il denominatore, come si puo' vedere. Non capisco se si tratti di un errore di stampa o che altro; mi puoi dire dove l'hai trovata?
"soilrock": Mi sono reso conto dell'inopportunità di applicare la relazione. Qualunque sia la formula giusta, con un coeff. di Poisson che per i terreni granulari vale circa 0.3 (e nel mio caso ho la fortuna di averlo determinato con la sismica ed è appunto = 0.32) il risultato che ottengo per Eed è molto basso.
Ecco cosa mi viene fuori:
Per lo strato di ghiaia è sato trovato il seguente modulo di compressibilità: Me = 107.14 kN/m2 applicando la formula : Eed = 209.70 kN/m2 (con la relazione trovata sul Cestari) Eed = 75.49 kN/m2 (con la relazione trovata suggerita da Simone Eandi) per lo strato semicoesivo sottostante, in corrispondenza di una pressione più o meno corrispondente a quello della prova su piastra (ad es. 200 kN/m2), il laboratorio ha trovato questi valori:
Eed = 2800 - 4200 kN/m2
Anche considerando che le ghiaie in oggetto non hanno una grande portanza, si tratta proprio di un altro pianeta.
Allora mi sono andato a ripassare le prove di consolidazione e in effetti "scopro" che il modulo edometrico ha senso solo per i materiali coesivi e comunque che abbiano un minimo di reazione elastica. Tutte doti che solitamente scarseggiano nelle ghiaie per giunta in condizioni drenate come sono inevitabilmente quelle in cui si svolge la prova su piastra..
Ho già fatto quaranta flessioni per punizione.
ciao a tutti!
oronzo a. longo
renzo
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