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Nel progetto di una briglia in legname si fonda tramite infissione, direttamente in roccia, di barre metalliche di piccolo diametro con malta antiritiro. Mi è stata chiesta la lunghezza minima di infissione per la stabilità della briglia. Qualcuno di voi ha idea di qualche relazione tra la qualità dell'ammasso roccioso e una problematica del genere? grazie
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La sollecitazione principale in questo caso è parallela alla direzione di spinta (acqua o terreno) => sulle barre hai principalmente azione di taglio. Usa barre FeB44K di diametro adeguato (non farti infinocchiare con quelle in acciaio speciale tipo DIWYDAG che costano di + ma a taglio funzionano come le altre). Lo sforzo tagliante sulla barra deve essere inferiore a quello suo ammissibile. Per quanto riguarda la connessione barra - ammasso roccioso tieni conto che per rocce di buona qualità, poco fessurate, puoi avere lunghezze di infissione di 1.50 ml; per quelle molto fessurate 3.00 - 3.50 ml; in mezzo ci sta di tutto. Tieni conto che + è fessurata la roccia + devi "frammentare" la tua cucitura con barre (+ barre di < diametro)
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OP
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grazie per la risposta, mi è molto utile. Hai una fonte bibliografica da cui trai le informazioni che mi hai segnalato? A spanne, pensavo che il tratto di infissione potesse essere di circa 1 m, essendo la roccia (gneiss poco alterato) mediamente fratturata... Non esiste una correlazione tra l'infilaggio ela qualità della roccia? Su quali basi mi dai quelle lunghezza? grazie ancora ciao
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Per la lunghezza di infilaggio lavorando la barra a taglio devi tenr conto che deve essere un sistema indeformabile nella sua parte di connessione alla roccia. La lunghezza che ti ho indicato (1.50 ml) tiene conto di eventuali strati superficiali alterati (che di solito trovi); se la roccia è come dici il 1.00 ml può andare. Per quanto riguarda la bibliografia non c'é molto da vedere, la mia è quasi tutta esperienza sul campo. Ci sono alcuni lavori (soprattutto a livello teorico) che studiano il comportamento della barra a sollecitazioni di taglio. In questo momento (e per almeno 10 gg) non poso darti alcun riferimento preciso perché sto traslocando con lo studio e tutta la mia libreria è inscatolata. Se ti interessa ci possiamo risentire.
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Non è assolutamente una polemica ma un necessario chiarimento che chiedo a Lama e TBM: Ma siete Geologi o Ingegneri. Se siete Ingegneri va benissimo, ma se siete Geologi, in base a quale dispositivo normativo di interessate di questi materiali? Gradirei una risposta chiarificatrice in quanto stò mettendo su un gruppo di progettazione aperto anche a colleghi preparati nell'ambito dei P.O.R. Campania per la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico.
Dott. Geol. Ing. Giacomo Pesce
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geologo, dal primo post si dovrebbe capire... non ho ben capito cosa hai chiesto.
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Iscritto: Jan 2001
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Salve a tutti, per quanto concerne la problamatica di Lama appare ovvio che l' Ing.TBM abbia risposto più che esaustivamente. Per quanto riguarda il Geol. Pesce vorrei solamente e pacatamente precisare, che il fatto di essere (come il sottoscritto) un Geol. non esclude a priori un conoscenza multidisciplinare. Un voglio assolutamente mettere in dubbio che il Geol deve fare il Geol. e l'Ing. deve fare l'Ing. peò francamente, anche se non esiste una normatva che specifichi la competenza del geol. su fondazioni di briglie i roccia è palese (oddio, per me) che il Geol. sia tenuto a sapere di cosa stia parlando in termini di progettazione. Dico ciò per due motivi (per i quali la penso così, contrariamente alle mie iniziali vedute da buon Geol.): a) non avere congnizione dei parametri costruttivi di fondazioni, pali, opere idrauliche ecc. ecc. ecc. ecc. porta il geol. ad isolarsi dallo svolgimento della progettazione (non sarebbe altro che una persona che da numeri su roccia e terreni, senza porsi dubbi sulle problematiche reali che occorre affrontare). b) (quella più importante) - Arch., Ing., Geom, possono (giustamente penso) chiedere un parere al geol. sulla soluzione tecnica da utilizzarsi(poichè si suppone che egli abbia l'esperienza adatta). Questo è lecito perchè la figura professionale del Geol. non è (fortunatamente) identificabile alla sola piccozza e bussola e sia perchè dopo tutto il Geol. è tenuto a sapere quali sono gli effetti delle sue scelte e/o prescrizioni sull'economia del progetto. Io ho questa opinione (anche se la normativa non lo dice !, faccio molte cose nella mia vita non direttamente specificate da una legge). Un salutone ed auguri a tutti. 
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Iscritto: May 2000
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Caro Bonaria, io volevo solo sapere se c'era qualche normativa che mi sfuggiva, al fine di potermi muovere meglio nella giungla che ci circonda. P.S.: ho appena consegnato un calcolo strutturale di una paratia di pali trivellati, comprensiva di carpenterie e, quindi, come puoi perfettamente capire, anch'io come te, non mi sono fermato alla bussola e piccozza.
Dott. Geol. Ing. Giacomo Pesce
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Iscritto: Jun 2000
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Caro g. pesce, io i calcoli strutturali li lascerei a chi è più competente di noi in materia e mi occuperei piuttosto di svolgere l'attività di geologo in base alle conoscenze ed alle esperienze acquisite nel nostro campo (i calcoli strutturali non fanno parte e non devono far parte del nostro bagaglio professionale), avendo ben chiaro l'ambito progettuale nel quale si opera... Per quanto concerne le fondazioni, nel nostro campo rientra per es. l'interazione struttura/terreno e/o le soluzioni più idonee da adottarsi in funzione delle condizioni al contorno e non certo il calcolo strutturale o del cemento armato. Auguri
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