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volevo chiedere delle indicazioni e quindi quale formula utilizzare, o eventuale testo, per risalire ai parametri geotecnici da immettere nella formula del Terzaghi, da indagini sismiche. Grazie per eventuali consigli
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quale formula di terzaghi? quali indagini sismiche?
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Secondo me stai seguendo un iter poco (o niente) affidabile. Non esistono prospezioni geofisiche (e quindi anche sismiche) da cui è possibile ricavare una parametrizzazione geotecnica seria. Ti consiglio di fare affidamento alle classiche prospezioni geognostiche che, anche per quelle affette da errori di dispersione grossolani, rimangono le uniche utili. Ezio
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Molti colleghi tendono ad utilizzare l'attrezzatura che hanno in tutte le situazioni, ad esempio capita che qualcuno che ha il penetrometro, lo usa anche sui calcari ecc. non fare anche tu questo errore,la sismica non ti può dare i parametri ''c,fi,y'' da inserire nella formula di Terzaghi, li puoi ottenere in modo diretto da una prova di taglio e determinazione di peso di volume.
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Per anni ho sperimentato la valididità di correlazioni tra la velocità delle onde s e il numero di colpi del penetrometro standard (Nspt) ed ho verificato ottimi risultati soprattutto dai lavori di noti autori giapponesi (Imai e Tonuchi), tanto che i miei clienti che nei primi tempi erano scettici ora vogliono sempre le velocità delle onde di taglio ed i parametri dinamici. Alcuni di essi possiedono il penetrometro e si sono convinto della validità di tale parametrizzazione facendo prove dove erano state fatte prospezioni sismiche, ho avuto molte soddisfazioni a riguardo. Inoltre dalle onde di taglio si ricavano direttamente i parametri di elasticità dinamica, che però non sono quasi mai utlizzabili nei problemi geotecnici perche essi valgono solo nel campo delle deformazioni puramente elastiche(per deformazioni quindi molto piccole), mentre nei problemi di geotecnica le aliquote di deformazione plastica sono raramente trascurabili. La cosa difficile semmai è proprio il rilievo delle onde s per il quale occorre veramente esperienza e ti consiglio di farlo fare solo a chi lo fa regolarmente. In particolare risulta abbastanza semplice il rilievo della velocità delle onde di taglio nel primo orizzonte dal p.c. (ampiamente trattata in varie pubblicazioni americane, inglesi ed anche italiane, quache cosa lo trovi anche sul libro di Claudio Mancuso, o sul Rapolla). La parte più difficile è il rilivo delle onde di taglio rifratte, perche quando un'onda di taglio incide su una superficie di separazione tra due mezzi si genera anche un'onda di compressione. Diffida invece di parametrizzazioni basate sulle velocità delle onde P che possono essere ampiamente condizionate dalla presenza di fluidi interstiziali. A chi dice in assoluto che la prospezione sismica non può fornire alcuna indicazione sul comportamento meccanico dei terreni dico solo: ma lo sanno o no che le onde di taglio possono propagarsi solo nei solidi e che pertanto danno una informazione dipendente unicamente dalle caratteristiche dello scheletro solido?
Marco Sozzi
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