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Desiderei che qualcuno mi potesse fornire la Formula degli Olandesi (ed eventualmente il relativo riferimento bibbliografico e/o Web)per il calcolo della capacità portante in base ai risultati delle prove penetrometriche dinamiche. Attualmente sono a conoscenza di un paio di formulazioni leggermente differenti, ma non ho elementi per capire quale sia quella corretta. I testi di cui dispongo (Bowles, Cestari, Lancellotta, ecc) non la citano; ho trovato un riferimento sul sito "programgeo", che riporta la seguente formulazione:
Q lim (kg/cm2) = (P2*H)/(20*Ap*Rf*(P+Pa))
in cui Rf = 30/Nscpt
Mi pare di capire che il valore ricavato (poichè si tratta di Q lim) debba ancora essere ridotto mediante l'applicazione del Fattore di Sicurezza, ma non ho alcun elemnto in più per esserne certo. Infine da qualche parte ho visto che qualcuno usa la stessa formulazione senza la presenza della costante "20" ed è per questo che ho bisogno di qualcuno che ne sappia più di me.
Grazie
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Iscritto: Jan 2001
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Francamente non so da dove salta fuori tale correlazione. Sono quasi certo però che la relazione da te esposta "permetta" di ricavare direttamente la Qamm e non la Qlim. Io ho provato a utilizzarla (per pura curiosità  ) e posso dirti di stare molto molto molto attento. Saluti
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Iscritto: Apr 2000
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Per quanto riguarda l'applicazione delle formule con il penetrometro dinamico devi fare molta attenzione e soprattutto non essere rigida mentalmente voglio dire che con il dinamico hai solo informazioni qualitative che poi devono essere filtrate dall'esperienza e dalla modalità di esecuzione delle prove, quindi devi valutare eventuali attriti laterali presenza o meno di rivestimenti, verticalità delle aste ecc ecc. Poi la formula degli olandesi valuta la resistenza dinamica alla punta e poi come fai a calcolare la Qlim o Q amm? pura fantscienza la capacità portante di un terreno non dipende solo dalle caratteristiche intrinseche del litotipo ma anche dalle caratteristiche della fondazione quindi profondità e dalla larghezza e da tanti altri fattori......ecc....ecc..... quindi alla fine ti consiglio di leggere dei buoni testi di geotecnica ed integrarli con una tua eventuale esperienza di cantiere ........ IN BOCCA AL LUPO
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la formula degli Olandesi è citata anche nel manuale d'uso del penetrometro tipo "Emilia" (quello con volata da 20 cm e massa da 30 kg):
Rd= M^2*h/A*e(M+P)
questa formula è poi corretta in funzione di un coefficiente, valido per lo strumento utilizzato e della profondità investigata. In pratica si moltiplica il valore di Rd per un numero compreso tra 0.653 (max) e 0.523 (min). Successivamente il carico ammissibile è definito da Rd/20. Ritengo che questo tipo di approccio poco si adatti a qualunque terreno ed a prescindere dalle dimensioni della fondazione (magari funziona bene in Olanda, dove sono tutte sabbie...). Mi pare più corretto discretizzare innanzitutto il tipo di terreno che si tratta (granulare vs. coesivo) e quindi assegnare parametri geotecnici appropriati, sia funzione di qualche correlazione (non una sola...) sia funzione dell'esperienza e della consocenza personale della zona. Quindi applicare le soluzioni disponibili nella meccanica dei terreni per il calcolo della pressione a rottura (Terzaghi e via dicendo...) e della pressione ammssibile. Spero di essere stato d'aiuto
dr.geol. Francesco Faccini
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E' molto pericoloso, se non incorretto, utilizzare direttamanet i dati dl penetrometro dinamico per calcolare la capacità portante, in particolare nei terreni coesivi.
I dati del pen din si utilizzano per avere con una buona approsimazione dati sulla densità relativa di terreni non coesivi, e della consistenza (ma qui bisogna fare molta attenzione) dei terreni coesivi.
In generale le prove dinamiche si utilizzano per determinare i parametri di terreni non coesivi, nei quali non è possibile effettuare altre prove e prelevare campioni indisturbat.
Non ti fidare ciecamente di correlazioni e/o formule proposte dalle case costruttrici
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Iscritto: Oct 2000
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RESISTENZA DINAMICA Rd La stima speditiva della capacità portante può essere effettuata secondo il metodo degli "olandesi" (Sanglerat 1965-72) ricorrendo alla formula qamm. =Rd/20, dove 20 è un fattore di sicurezza (15 per "sabbie grosse addensate").
La capacità portante calcolata in questo modo non risente dalle dimensioni della fondazione ma necessita di un incassamento della fondazione dal piano finito di almeno 1m oppure che il rapporto D/B sia compreso tra 1 e 4 (tale formula viene indicata dall’autore come valida ed è ampiamente accettata in Europa per fondazioni superficiali su sabbie, per i limi il fattore di sicurezza da almeno 4 che è, scende a valori inferiori ma ancora accettabili). La formula è presente in molti programmi di interpretazione delle prove DP.
L'autore diffida dall'usarla nei terreni coesivi saturi.
Formula da cui si ricava la resistenza dinamica Rd=(M^2)H/[A e(M+P)]N (salvo errori) formula detta degli "0landesi" da Sanglerat (The penetrometer and soil exploration, 1972, Elsevier. 400pp c.a Traduzione riveduta della v.o. del 65) dove: M=massa del maglio H=altezza della sua caduta A=sezione della punta del penetrometro e=penetrazione (10, 20 o 30 cm) P=massa delle aste N=numero dei colpi registrati per intevallo considerato (10,20,30 cm) Il tutto in unità congruenti.
Vedrai che otterrai valori simili a quelli che otterresti con il metodo analitico opportunamente calmierato da uno studio sui cedimenti attesi (Terzaghi o Vesic o Brinch & Hansen e poi Burland & Burbridge). Io lo uso (non dimenticando di usare anche le altre formule) da circa 7 anni dopo aver cercato tutto quello che riguarda il penetrometro, anzi con la resistenza dinamica puoi passare agevolmente alla Qc del CPT cautelativamente usando un rappporto 1:1.
Se vuoi leggere degli esempi applicativi: Sanglerat, G., Olivari, G. et Cambou, B. (1980). Problèmes pratiques de mécanique des sols et de fondations (Tomes 1 et 2); Dunod.
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Concordo con le argomentazioni di Massimo Trossero, soprattutto laddove avverte di incrociare i risultati di più approcci; l'approccio empirico di queste formule può piacere o meno (io stesso prefersico stimare i parametri geotecnici e da questi passare alla determinazione del carico ultimo), ma è eccessivo diffidarne tout court, perchè c'è sempre un lavoro di ricerca alle spalle. Riguardo alla formula indicata (anch'io possiedo il manuale della ProgramGeo), credo sia analoga a quella fornita da Sanglerat (1972) che, sebbene vecchio, rimane secondo me la Bibbia per l'analisi metodologica di interpretazione delle prove penetrometriche (quindi lo consiglio). In ogni caso il carico ultimo deve essere penalizzato del fattore di sicurezza.
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Il Sanglerat è effettivamente la Bibbia.
In ogni caso tutte le formule che si riferiscono ai pen dinamici vanno prese "cum granus salis"
Il coefficente di sicurezza (o di ignoranza come diceva il Prof. A. Croce) in questi casi deve essere abbastanza alto
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