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ciao a tutti, vorrei aprire un dibattito sul calcolo della portanza, in particolare mi chiedevo perchè, ad es. con phi=0, Cu=0,8, gamma=1,9 per una fondazione nastriforme larga 1 mt profonda 1 m, l'equazione di terzaghi mi da una Qamm di 1.4 kg/cm2, Meyerhof 1.7, Vesic 1.9, e B. Hansen 0.6 (???) meno della metà, - in pratica ciò è legato al fattore di forma che per una fondaz. nastriforme è 0.2 x B/L, quasi zero, mentre è pari all'unità negli altri tre metodi. Quale valore è da ritenersi corretto? non è un po' troppo cautelativo Hansen in questo caso? Se qualcuno vorrebbe provare a dire la sua io mi sono un po' confuso perchè non ci ho mai fatto caso.
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Come dice Terzaghi nella premessa al suo trattato, vale in questo caso molto l'esperiienza.
Essendo tutte formule semi empiriche. ogni autore fissa alcune delle variabili arbitrarie in base alla sua esperienza ed alla sue considerazioni.
Un consiglio, se i dati di input sono scarsi e di non eccessiva affidabilità adotta la formula più cautelativa.
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Sei sicuro del calcolo effettuato? Il valore relativo a BH non mi torna. Io per terreni coesivi uso la formula di Skempton.
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X soilrock: Effettivamente ho capito il perchè dopo averci studiato sopra. Il coeff. di forma di hansen da' 0.2xB/L ma se tu metti una lunghezza spropositata di L (come una striscai infinita) il coefficiente di forma tende a zero (L è a denominatore). A differenza degli altri autori, è maglio specificare quindi una lunghezza "finita" es. 10 m. così è proponibile. La formula di skempton non me la ricordo, mo' la vado a vedere. Se vuoi darmi un consiglio, sto cercando di capire se sia più affidabile effettuare una verifica in termini di tensioni totali (phi = 0) oppure efficaci, ho delle argille limose sovraconsolidate ma non completamente sature, a buona resistenza alla punta (mediam. 35-40 kg/cm2). Nell'ultimo caso, è chiaro che si deve fare un'assunzione per il valore dell'angolo di attrito, xchè non sono a conoscenza di correlazioni tra qc e phi
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in Liguria il classico terreno SC è rappresentato dalle Argille di Ortovero (OCR>6), che però si presenta anche fessurato: quindi le condizioni risultano per lo più drenate, analisi direttamente nel lungo termine, tensioni efficaci. Non so se questo è applicabile ai tuoi terreni... Per quanto attiene alle discrepanze usando le differenti formule è normale: del resto anche se usi la stessa relazione (ad es. Terzaghi) hai però diverse possibilità per i coefficienti Nc, Nq e Ng. A seconda dell'utilizzo il risultato può essere davvero molto diverso. Ci sono anche degli articoli in merito, su Geol.tecn. amb. (non mi ricordo più che numero, ma riguardava la portanza nei pali trivellati). In genere, per mia esperienza, può essere utile applicare tre-quattro formulazioni per verificare la variabilità del dato ricercato e poi scegliere caso per caso (valore medio o il più basso). Saluti
dr.geol. Francesco Faccini
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Mi sembrava ci fosse qualcosa che non andava! Il fattore di forma sc, nel caso di terreni puramente coesivi (phi=0; cu<>0), è pari a: sc=1+0,2*B/L (vedi tabella 4.1 in Bowles: Fondazioni, pag. 192, ediz. 1991; Lancellotta: Geotecnica, cap. 8.25, pag. 441, ediz. 1993). Occhio che, nel caso di terreni puramente coesivi, cambia la "forma" dell'equazione in quanto i "fattori di forma" si sommano algebricamente e quindi vengono sommati a 1 prima di essere moltiplicati per cu*5,14. Spero di aver fatto cosa gradita 
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Aspetta non ho capito bene cosa intendi dire con si sommano algebricamente - io mi ricordavo che la formula è la stessa per phi = 0 solo che il coeff. di portanza Nc si assume pari a 2 + pigreco (5,14) facendo diventare l'equazione qamm = 5,14*sc*dc*bc*gc*ic + gamma*h, intendi dire in questa maniera? colgo l'occasione per chiederti se pensi che sia lecito - come da molti colleghi ho visto fare - effettuare un'analisi in condizioni non drenate per tutti i terreni coesivi con cui ci si viene a trovare a prescindere che si trovino sotto falda o senza falda (parzialmente saturi) ciao & buon lavoro intanto
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In caso di phi=0, la formula diventa la seguente: Qlim = 5,14*cu*(1+sc+dc-ic-bc-gc)+gamma*h
In questo caso, usando la cu, il calcolo è espresso in termini di tensioni totali e non ha senso di parlare di condizioni drenate!
La posizione della falda influisce nella determinazione di q=gamma*h, cioè della tensione litostatica efficace agente alla base della fondazione.
Attento che Qamm è grosso modo Qlim/K (K=coeff di sicurezza).
Comunque, secondo me, dovresti fare un'attenta lettura dei "sacri testi" per renderti conto di certe cose e digerirle!
Buon lavoro e... buono studio!
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Per il calcolo di capacità portante in una argilla è sempre preferibile utilizzare i parametri geotecnici in termini di sforzi totali. Nel caso di terreni argillosi SC fessurati bisogna ridurre i valori della Cu ottenuti da prove in sito di almeno il 25% (escludendo le prove pen. dinamiche assolutamente sconsigliabili in questi terreni). Per quanto riguarda i calcoli geotecnici di portanza, soprattutto per i materiali argillosi SC fessurati, non mi preoccuperei molto, piuttosto è bene valutare tutte le condizioni al contorno(stato della fessurazione, rigonfiamenti stagionali, apparati radicali, spessore del terreno soggetto a variazioni termoudometriche, presenza di ristagni idrici ecc.). I testi sacri sono fondamentali ma non risolvono tutto.
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Alfredo, hai ragione - però a me è capitato a volte che con l'analisi in tensioni totali, Cu ricavata da prove CPT, ottenessi valori di portanza di 3 kg/cm2, un'esagerazione; in un caso come quello lì, anche una stima da dati bibliografici dei parametri efficaci la più cautelativa possibile darebbe valori più affidabili - specie se non ci si trova sotto falda - cosa mi dici a proposito?
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