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Sto cercando informazioni su metodi di quantificazione della coesione dovuta alla presenza delle radici in un terreno. Vorrei sapere se c'è qualcuno che conosce l'argomento e sa darmi qualche preziosa indicazione.
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Di cisa parli? Cosa vuoi sapere?
Stdiati qualcosa di geotecnica!!!!!
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http://www.info.gov.hk/ced/eng/downloading/geotgn/tgn6.pdf Extreme care must be taken to avoid the adoption of unduly high shear strength parameters derived from back-analysis which may have incorporated the effect of suction. Where the ground mass is relatively homogeneous with no corestones or boulders, binding effect of tree roots, three-dimensional effects of slope geometry, etc., back-analysed shear strenght parameters which are higher than the ones determined from laboratory tests on saturated specimens should not be used http://construction.ntu.ac.uk/graduate_school/Research/geohazards/Research_Activities/ Oppure: Use of Vegetation in Civil Engineering (CIRIA 1990)
Stefano Baffi Seismic Interpreter Horizon Energy Partners Scheveningseweg 8 2517 KT The Hague Netherlands
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Il problema da te sollevato non è poi così banale. In particolare quando si parla di tecniche di ingegneria naturalistica (con tutti i dubbi che le stesse possono far venire a chiunque) la scelta delle specie per il rinverdimento può essere fatta anche tenendo conto dell'azione degli apparati radicali. Ad esempio le talee di salice presentano una radice dritta e lunga (funziona quasi come un chiodo), mentre altre specie vegetali hanno radici fitte e superficiali. Per quanto riguarda il valore da attribuire a questo "aumento di resistenza" ricordo di aver sentito durante un seminario un intervento circa prove di taglio condotte su campioni "rinverditi". Purtroppo non ricordo i valori che venivano fuori dai test. Comunque credo che avvalendoti dei consigli di un agronomo tu possa cercare di capire il tipo di azione legata alle radici di una determinata specie e magari fissare arbitrariamente un incremento percentuale del valore del parametro resistente (sia esso la coesione o l'angolo di attrito).
P.S. Non credo che "assalire" i colleghi sia utile in un forum in cui si cerca lo scambio di opinioni e di informazioni, soprattutto se al posto del nome e cognome si usano due lettere!
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Non volevo offendere nessuno, ma solamente indicare che l'argomento coesione apparente dovuto a vari fattori è ampliamente trattato nei normali testi di geotecnica.
Per quanto riguarda poi la cosidetta coesione dovuta agli apparati radicali, è un qualcosa difficimente quantizzabile in maniera analitica.
Un agro - forestale esperto in rimboschimenti ti può aiutare a stimarne gli effetti.
Attenzione che in alcuni casi gli apparati radicali invece di stabilizzare sono estremamente dannosi ed influiscono negativamente sulla stabilità dei versanti.
Ciao e buon lavoro
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Posso confermare quanto detto da VM sull'azione dannosa degli apparati radicali in situazioni particolari. Per te che sei di Pinerolo non dovrebbe essere difficile metterti in contatto con il Dott. Tropeano, direttore dell'IRPI-CNR, a Torino in Strada delle cacce. In alcuni suoi articoli sugli eventi alluvionali in Piemonte parlava appunto di come in alcuni casi la presenza di radici generi dei "flussi" o vie preferenziali per l'acqua, aumentando le possibilità di dissesto. Comunque, non sapendo a cosa sia finalizzata la tua domanda, posso dirti che personalmente tenderei a valutare questo "contributo" in maniera abbastanza oculata. La vegetazione risente troppo di eventi non prevedibili (incendi, erronea irrigazione, infiltrazione di specie autoctone) per garantire risultati attendibili e univocamente quantificabili nel tempo.
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Come vedi a qualcuno non va a genio che i geologi tengano conto della resistenza delle radici nel consolidamento dei pendii (Ingegneria Naturalistica). Spesso però il lavoro con i forestali ha bisogno di questo supporto.
La prima volta che cercai questo tipo di informazione un mio professore mi disse che queste informazioni non esistevano! Come hai visto dal link che ti ha sottoposto il collega ad Honk Kong il servizio geotecnico è molto avanti, ma anche in Italia si fa qualcosa a Milano, ed in Toscana.
Lo scorso anno ho seguito la presentazione di un lavoro sulla resistenza delle palificate vive nel tempo presentato da: Istituto di Genio Rurale, Università della Tuscia, Via San Camillo de Lellis, I-01100 Viterbo, e-mail: preti@unitus.it
Altre notizie le potrai trovare alla biblioteca centrale del Politecnico di Torino facendo una ricerca con i temini: soil slope stability. Oppure procurandoti gli appunti del professor Virgilio Anselmo ad Agraria (per inciso è un ingegnere idraulico). Auguri.
PS Sono curioso di sapere come ti risponderà Tropeano.
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