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Dove si possono reperire correlazioni statistiche tra piovosità ed innesco dei fenomeni franosi? Qualche collega è a conoscenza diretta o indiretta di studi alivello locale o regionale che traggano qualche conclusione in merito, anche in relazione alle tipologie franose oltre, ovviamente, ai terreni interessati? grazie.
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Essendo i fenomeni franosi propriamente detti sono innescati dall'aumento delle pressioni neutre è difficile trovare correlazioni univoche tra frane e piovosità.
Troppi sono i fattori concomitanti che contribuiscono, permeabilità, pendenza, intensità durata, ecc.
Altri fenomeni che non possono chiamarsi "frane" in senso stretto sono i fenomeni di "erosione rapida" causati generalmente da piogge di fprte intensità per un tempo piuttosto ristretto.
Anche questi fenomeni sono legati a numerose variabili per cui non è facile effettuare il tipo di correlazione che tu cerchi
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non ho a portata di mano la rivista (sarò essere più preciso domani o quando potrò di nuovo essere sul forum) ma prova ad inserire in www.google.it i nomi di POLEMIO, COTECCHIA, oppure "landslides triggered by rainfalls" sono sicuro che troverai qualcosa non di esaustivo, ma qualcosa è stato fatto in proposito.
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Le correlazioni, empiriche, sono valide solo a livello locale e per tipologia di movimento franoso. Recentemente ho lavorato su bacini campione in Piemonte, per i Piani di Protezione Civile, su correlazioni idrologiche tra intensità e durata delle precipitazioni e innesco di dissesti per fluidificazione delle coltri. I risultati sono sintetizzati nell'articolo su Geologia Tecnica & Ambientale 1/2002 "Analisi delle condizioni pluviometriche di innesco delle fluidificazioni superficiali ....". Ti suggerisco di dargli un'occhiata per riferimenti di metodo. Ciao
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Ti invio il link a un articolo che conosco di Bonfante et al. (1997) su un esperienza a Genova: http://www.geologiliguria.it/pg/121997.pdf per il resto condivido i dubbi di VM sulla difficoltà di trovare correlazioni univoche tra frane e piovosità anche se cercherei di mantenere (per quanto possibile)distinti i fattori innescanti da quelli predisponenti e i processi prevalentemente dovuti all'acqua da quelli in cui è prevalente la forza di gravità.
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Per Marco: ho la pubblicazione su geologia tecnica ed ambientale di cui parlavi; purtroppo non disponiamo delle piogge orarie e dunque non è possibile ricavare un rain path reklativo all'intensità delle piogge; sappiamo comunque quando la frana si è verificata; disponiamo invece delle piogge gornaliere e, con un pò di tempo, potremmo ricavare anche quelle degli ultimi 10-15 anni (oltre alle piovosità mensili dell'anno medio su un periodo di circa 30 anni); in definitiva è possibile calcolare le piogge cumulative per i 15- 20 giorni precedenti l'evento: ad occhi e croce (vado a memoria) dovrebbero essere poca cosa rispetto alle piogge medie annue - circa 20 mm vs 700 mm - (mentre nel vostro studio ho visto che si attestano da un 10% in su); può avere qualche significato? (escludere ad esempio una correlazione diretta tra èpiovosità ed innesco del fenomeno?); è tuttavia da precisare che tali piogge sono precedute da un periodo di circa un mese senza piogge.
Per Ale Tomasselli: grazie per il link che provvederò subito a testare.
ciao.
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Qualche correlazione statistica la puoi trovare in una pubblicazione della Regione Lombardia che riguarda i centri instabili; più precisamente si tratta della raccolta dei fenomani franosi della preovincia di Sondrio. Il titolo completo è Centri instabili della Provincia di Sondrio. Lì trovi quello che cerchi. Io ho utilizzato le informazioni ricavate per correlare le piogge brevi e intense con lo sviluppo di fenomeni franosi di tipo superficiale (debris flow). A corollario di ciò che afferma VM mi preme aggiungere che non bisogna sottovalutare: l'entità delle coperture quaternarie; la presenza o meno di vegetazione; i fattori antropici (strade, disboscamenti selvaggi, incuria del sottobosco, incendi ecc.)
Dott. geol. Marco ENA
Pista s'abba pista, abba iti e abba istata (proverbio sardo)
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