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devo caratterizzare degli ammassi rocciosi, su cui sono state effettuate indagini sismiche a rifrazione e a riflessione. Le velocità di propagazione delle onde sismiche risultano molto diverse utilizzando i due metodi, dato che i valori della sismica a rifrazione sembrano molto più alti di quelli delle prove a riflessione. qualcuno può spiegarmi il motivo? ringrazio in anticipo
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Con il massimo rispetto, vorrei consigliarti questo testo: Carrara E., Rapolla A., Roberti N. 1992. Le indagini geofisiche per lo studio del sottosuolo : metodi geoelettrici e sismici. Collana Geofisica dell' Ambiente e del Territorio a cura di Antonio Rapolla, pp. 291. Liguori, Napoli. Ciao a presto! --------------------------------------------------------------------------------
Fuggire la realtà non rappresenta una soluzione.
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Come è fatto l'ammasso roccioso?Chiediti questo.Se hai un ammasso roccioso stratificato probabilmente con il sondaggio a rifrazione "leggi" lo strato più veloce e non l'ammasso nel suo complesso,dammi più informazioni e ti saprò dire.
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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meglio tardi che mai!!!!(a volte penso che i miei dubbi siano solo miei) gli ammassi rocciosi di interesse sono: 1) un flisch arenaceo con strati molto spessi (fino a 7 metri, in media 2-3)e sottili livelli argillitici (in genere pochi decimetri) 2) argilliti a palombini (livelli cacarei sottili alternati a marne e argilliti +/- tenere) grazie
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Acc,potevi darmi anche le velocità già che c'eri,comunque considerando le diversità litologiche sicurament ele velocità maggiori sono le arenarie,di che tipo sono?quarzareniti o arcose? o qualcosa d'altro?
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Già che ci siamo dimmi anche che attrezzatura hai usato,marca dei geofoni e loro frequenza e anche le densità dei terreni se le conosci,che starter usi?il classico starter piezoelettrico o un geofono?
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Sono pochi i dati per dare un giudizio definitivo, dovrei vedere gli elaborati ma penso che se è stata fatta la sismica a rifrazione e riflessione la diversità sia dovuta al fatto che con la sismica a rifrazione si sarà sondato i primi 20 / 30 metri di profondità con la sismica a riflessione i primi 100 /200 metri. I primi 30 / 50 metri la sismica a riflessione non può dare, normalmente, alcun risultato attendibile.
Pertanto la differenza di velocità potrebbe essere dovuta al fatto che con la rifrazione, avendo sondato gli strati più superficiali e alterati, la velocità sia inferiore a quelli degli strati più profondi. Altro motivo potrebbe essere dovuto anche al fatto che gli strati sottostanti siano realmente più veloci di quelli indagati con la rifrazione. Sono pure ipotesi da verificare analizzando con gli elaborati e con le conoscenze della geologia regionele del luogo.
La tettonica della zona è regolare o molto contorta?, l'inclinazione degli strati è inferiore a 15 / 20 gradi o superiore ? , sono presenti faglie ?.
Angelo
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Confermo quello che ha detto il collega sopra. La sismica a riflessione ti legge gli strati più profondi. Non conosco bene la litologia e la zona in cui operi, ma l'alternanza crea sicuramente problemi per l'interpretazione delle velocità. A naso avrei fatto una sismica in foro con risoluzione tomografica: il metodo è particolarmente conveniente (in senso tecnico  )quando si hanno alternanze litologiche come per esempio le marne-arenarie (flysch). Ma ripeto...non so com'è logisticamente il territorio ed il budget! 
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Vale quanto già detto in un altro mio post. Questo tipo di indagine va interpretato da un geologo con moltissima esperienza nel settore, altrimenti.... 
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