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Colleghi,
Vi è mai capitato di avere dubbi sulle equazioni della capacità portante? Leggete allora questo articolo di Fellenius, scaricabile da www.fellenius.net, Download papers, 219.Delusion of bearing capacity.

Recenti prove su modelli in scala reale dimostrerebbero che, per cedimenti anche elevati (10% della larghezza della fondazione) non esiste rottura del terreno e quindi non si raggiunge la capacità portante limite. Questo per analisi in condizioni drenate. In condizioni non drenate le sovrappressioni neutre indebolirebbero il terreno e permetterebbero la creazione di una superficie di scivolamento circolare prima del sopravvenire di cedimenti elevati.

Estrapolando (considerazioni personali): in presenza di fondazioni a platea o a reticolo di travi rovesce la verifica di capacità portante non avrebbe alcun senso, poiché la resistenza del terreno non verrebbe mai mobilizzata dai cedimenti permessi dalla struttura, o perlomeno la struttura si lesionerebbe molto prima (questo secondo Fellenius accade anche per fondazioni isolate e continue).

Platee e reticoli ruotano, si flettono, ma è possibile che collassino?

In definitiva, Fellenius propugna l'utilizzo della verifica dei cedimenti come unico mezzo ragionevole di analisi della stabilità delle fondazioni.

Sono in attesa di commenti o di resoconti derivanti da esperienza personale.
Saluti

smile
cool cool laugh laugh smile


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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IMPOSSIBILE VISUALIZZARE LA PAGINA...
Sicuro che il sito è quello?

Ciao

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Confermo, il sito è il seguente:

www.fellenius.net

cool


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Ulteriore enfasi contro il concetto di capacità portante è data da Fellenius nella risposta su geoforum.com a una richiesta sulle formule di Meyerhof :
Quote:
You can find much in Meyerhof's 1976 Terzaghi lecture paper (ASCE Journal), which also contains several references to other sources.

However, bearing capacity of a footing does not exist. It is a left-over fallacy from the days when we had a concept and a formula and all we needed to do was to find the soil values to use with the formula. It is a source of bewilderment to me every time I meet someone who believes that a movement of 5% to 10% of the diameter is what is needed to mobilize the bearing capacity and that this is reflected in the bearing capacity formula (using phi or SPT, or whatever pleases him) without his ever stopping to consider that the 5% or 10% corresponds to movements of several inches to even feet, while designing a structure with a settlement tolerance smaller than an inch! The governing for a foundation design is settlement and the more a footing is loaded, the larger the settlement. Failure does not show in the load-movement curve and does not occur and factor-of-safety has nothing to do with limiting settlement (Loading a footing very quickly, if pore pressures are generated, can trigger a failure of a sort. However, this scenario is not covered by any simple bearing capacity theory).

To temper your belief in that SPT values can directly be related to "bearing capacity" I suggest you read a short paper of mine summarizing a lecture I gave to a DFI conference a few years ago. You can download a copy from the web site www.UnisoftLtd.com. The paper is called "219 Delusion of Bearing Capacity.pdf". Have fun! And, start designing using settlement analysis.

While you are moving into the 21st Century, quit believing that you can get anything reliable from cranking SPT N-index values into formulae (if that is what you're doing) and start using CPTU and careful sampling and lab testing results.

Bengt H. Fellenius
cool cool cool cool cool cool


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Scusa hai ragione: il sito è giusto.
Ho appena iniziato a leggerlo ed è sicuramente interessante. Ma una domanda mi sovviene "per non sapere leggere nè scrivere...": alla fine, che il terreno non raggiunga la rottura anche con cedimenti superiori al 10% del diametro della fondazione (per es. in una fondazione di 1 m. il cedimento è 10 cm.), in pratica non ci interessa molto perchè la fondazione, che sopporta flessioni inferiori (anche se bisogna verificare il rapporto CEDIMENTO/LUNGHEZZA FONDAZIONALE), si è già rotta prima di tale supposto limite...o no?
Appena letta la pubblicazione ci risentiamo.
Ciao

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godrock,
se ho bene afferrato la sostanza del discorso, è proprio questo il messaggio di Fellenius.
La teoria della capacità portante sarebbe inutile perchè fondazioni e sovrastante struttura si lesionerebbero prima che avvenga la rottura del terreno secondo il classico schema di cuneo e spirale logaritmica. Per questo Fellenius propone di tralasciare del tutto la verifica della capacità portante e concentrarsi sui cedimenti, i quali governano interamente la stabilità della struttura.
Nota bene che in condizioni non drenate (regolate sia dalla quantità di materiale fino che dalla velocità di applicazione del carico e anche dal contenuto d'acqua) la rottura del terreno può avvenire piuttosto presto, ma non secondo lo schema di cuneo/spirale logaritmica.
A questo punto ci consola il fatto che la formula che si utilizza in genere con il parametro Cu:
Qu = 5.14 Cu + q,
essendo basata su superficie di rottura circolare dovrebbe essere realistica (in effetti il coefficiente di Cu può variare da 4 a 6.28).
Che fare? La verifica di Qamm è richiesta dalla normativa pertanto dobbiamo continuare ad utilizzarla, essendo coscienti che, probabilmente, solo in particolari condizioni si arriverà alla lesione della struttura per rottura.
Sarebbe interessante a proposito leggere l'e-book di Fellenius in vendita su geoforum (circa 12 Euro), basato sulle sue lezioni all'università di Ottawa. Prima o poi lo compro.
:p smile laugh cool wink :p


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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E se invece ipotizziamo una fondazione su una roccia dal comportamento fragile (tipo roccia carbonatica, lave), le formule classiche dovrebbero funzionare, no?
D'altronde, parliamo in questo caso di cedimenti nulli, e di uno stato "on/off" del materiale (integro/fratturato) così come la teoria di Prandtl si basa...o no?
(come vedi preferisco chiedere a te che hai letto la pubblicazione...)
Attendo tuoi commenti
Ciao

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Godrock,
per le rocce il discorso si complica. Come ben sai una roccia portata a rottura (con carichi molto alti) cede plasticamente seguendo una cinematica che favorisce la direzione di minore energia: le fratture e discontinuità esistenti. La classica forma cuneo/spirale si distorce e spesso diventa solo un cuneo asimmetrico. Questo aspetto è trattato bene nel libro “foundations on rocks” o simile, se ti interessa cerco tutte le referenze.
Il modello di Prandtl però continua ad essere valido in condizioni di isotropia, cioè rocce molto fratturate con discontinuità casualmente orientate.
Per risponderti, ho fatto una rapida simulazione:
Col software ROCLAB: brecce carbonatiche con aspetto disgregato, GSI = 20, il programma indica c' = 1.943Mpa, phi = 15.52° E = 1.156 GPa
Applicando la formula di Hansen su un plinto di 1 X 2 mq si ha rottura (Qult) con 24 Mpa di carico; con questa pressione sul terreno, i cedimenti al centro del plinto (ho utilizzato i miei fogli Excel) sarebbero di 36 mm, con 18 mm cedimenti differenziali tra centro e bordo. Non moltissimi.
Se però ci sentisse Fellenius, credo risponderebbe così: “fate delle prove di carico a rottura in scala reale e vediamo cosa succede”.
In effetti siamo ritornati al problema del terreno granulare senza sovrappressioni idrauliche, soltanto ad una grandezza di carichi tale che, nella vita reale (dighe, pile di viadotti e ponti) le prove di carico vengono davvero effettuate!!!
P.s: solo ora mi accorgo che il discorso potrebbe essere puramente accademico, perché sull'output di ROCLAB leggo “global strenght = 5.11 Mpa”
Per cui quei 24 Mpa forse frantumerebbero la roccia senza scampo (tra parentesi siamo anche nell'ordine di grandezza della rottura del calcestruzzo).

Ciao e a presto

cool smile laugh wink :p smile cool :p


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A proposito,
il libro è il seguente:

Quote:
Wyllie, "foundations on rock", E & FN SPON
lo raccomando per chi lavora su terreni rocciosi o chi è interessato nella meccanica delle rocce pratica

:p cool :p cool :p cool :p cool


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Finalmente una discussione interessante.

Anche io nel mio piccolo sono arrivato alle conclusioni dell' ing Fellenius.

Svolgo lo studio di capacità portante di routine e poi mi dedico soprattutto allo studio dei cedimenti, discretizzando il terreno per pacchi di 0,2m ed assegnando un modulo elastico o edometrico, tramite correlazioni con DP o CPT ma il meglio si otterrebbe da DLT, i risultati sono spesso eloquenti.

PS chi fosse interessato al libro citato può leggerne un estratto su:
http://www.amazon.com/gp/reader/0419232109/ref=sib_dp_pt/103-2895200-2934243#reader-page


"Prosunt omnia quae obstant"
http://trossero.blogspot.it/
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