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Mi sembra che dopo esservi scagliati sulla inopportunità della mia domanda, più o meno spiritosamente, qualcuno abbia cominciato a ragionare sul merito. Francamente mi stupisce che si consideri esclusiva competenza degli ingegneri la verifica di una struttura di ingegneria naturalistica quale la palificata doppia. Tuttalpiù potrebbero essere tirati in ballo i forestali che, credo, queste cose le studiano (in genere i corsi di IG sono infetti rivolti a geologi e forestali). Vorrei sapere quanti di voi hanno conosciuti ingegneri che mastichino di queste fecende. Dalla esperienza che mi sono fatto direi che ad oggi si tende in genere a saltare bellamente questo tipo di verifiche con buona pace di geologi, forestali e ingegneri.
Saluti Emilio
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Iscritto: Aug 2001
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Hey ciao gruppo! Pero' Emilio mi sfuggono due cose: 1: Dovresti essere piu' chiaro sulla natura del tuo dubbio: a quali carichi ti riferisci? In genere, in fase di calcolo, per carico si intende un'azione o sollecitazione esterna al complesso terreno-stuttura, i.e. neve, carichi accidentali o altro) 2: caratteristiche dei materiali da costruzione (e qui manifesto anche alcuni dubbi personali: cominciando a leggere il tread, avevo l'idea che una palificata doppia fosse un nuovo modo per indicare pali in cls disposti a "quinconce", invece sembra si parli di opera in legno) se e' vero che si tratta di legno, per parlare di "taglio" e "flessione" in modo corretto bisognerebbe conoscere ceratteristiche elastiche del materiale nonche' la sua resistenza (carico a rottura ec.) ora, mentre per acciaio e cls ci possiamo anche stare, per il legno le cose si complcano. In questo senso esistono delle tabellazioni molto genrali che danno una stima entro un campo molto variabile di tali grandezze. E' difficile duque parlare di calcolo se per calcolo si inende la via per arrivare ad un risultato esatto o quantomeno attendibile. Meglio sarebbe in questo caso affidarsi a nomogrammi e grafici che dimensionano in modo empirico tali opere di sostegno. Approssimazione per approssimazione, per un'opera di ingegneria naturalistica forse e' meglio cosi'.
Buon lavoro!!
Cambio moto da pista con donna da strada
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Iscritto: May 2004
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Originariamente inviato da massimo trossero: Progettarle come muri a gravità? E nel lungo periodo? La palificata doppia, svolgendo funzione di sostegno, è secondo me sostanzialmente assimilabile ad un muro a gravità di controripa: dovrebbe, pertanto, essere dimensionata mediante calcoli di verifica statica, secondo il D.M. 88, con tutte le verifiche del caso (la verifica della stabilità esterna, scivolamento ecc....). Io ho trovato sulla rivista ACER (n° 1/2004) di IN delle espressioni, ricavate dalle formule in uso nella geotecnica con l’obbiettivo di ricavare la larghezza B della palificata, data un’altezza H iniziale e i parametri geotecnici del terreno e dell’opera. ciau
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Iscritto: Sep 2005
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Ciao a tutti.
Vedrò se riesco ad essere più chiaro: nel pregevolissimo manuale della Regione Piemonte sulla IN vengono riportate le classiche formule per la verifica a flessione e a taglio, da utilizzarsi per verificare la resistenza ed il dimensionemento del legname rispetto alla spinta delle terre che devono contrastare (il comportamento interno della palificata pare dunque non assimilabile a quello di un muro a gravità). Vengono anche fornite le resistenze a flessione e a taglio per le specie arboree più usate, in modo da poter dimensionare correttamente il diametro dei pali ed il loro interasse. Il problema che mi sembra posto male riguarda come le spinte del terreno vadano a sollecitare i traversi e i correnti di legno, quasi questi fossero sospesi nel vuoto e appoggiassero solo su altri pali. Poichè nella realtà ogni palo poggia anche per tutta la sua lunghezza su terra, si verifica un importante vincolo alla flessione e al taglio. Di questo non mi sembre che se ne tenga conto, in modo eccessivamente conservativo. Con tutto lo sviluppo che la IN sta avendo in questi ultimi anni, mi sembra strano che non esistano approcci più convincenti. Nel caso contrario vedrò di farmene una ragione.
Grazie e saluti a tutti Emilio
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Iscritto: Oct 2002
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Uhm... vediamo un po' di capirci meglio. Escludo senza'altro un comportamento a gravita'. Il motivo e' semplice: a meno che la struttura in legno non sia in grado di definire geometricamente una sezione reagente in terra caratterizzata da un peso proprio e quindi da una precisa azione verticale... e sopratutto costante anche a seguito di applicazione di spinte a tergo... non e' possibile parlare di muro a gravita'. E da quello che mi sembra di capire tali presupposti non esistono. Ma veniamo adesso al secondo problema: se non e' un muro a gravita' e' evidente che i paletti andranno infissi nel terreno. La profondita' di infissione sara' tale da garantire l'equilibrio dei momenti e dunque verificare la sezione a rotazione e traslazione. Poi ovviamente andremo anche a parlare di schiacciamento e verifica di stabilita' globale. Infine, Emilio, se tu conosci anche il modulo elastico del palo, sara' facile calcolare e definire il numero di pali per metro al fine di soddisfare anche la verifica a flessione. Pero', perdona la mia curiosita', ma quale sara' mai il Wx del palo in legno???? In ogni caso, ammesso che siano reali i parametri elastici del legno, tutto il resto diventa un normale calcolo geotenico con un'unica variabile, ovvero la profondità di infissione, in quanto le corrette caratteristiche fisiche e meccaniche del terreno, essendo geologi, le possiamo tranqullamente ottenere. Spero di aver correttamente interpretato il tuo modello e di esserti stato in qualche modo di aiuto. Ciao!!
Cambio moto da pista con donna da strada
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Falchetto dove eri finito ?
E' tanto che non ti facevi vivo!
Antonio Scaglioni
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Per quanto riguarda Dr. Eno a Padova al corso di L.S. in geologia Tecnica c'è come esame "fondamentale" elementi di tecnica delle costruzioni; esso però ha la finalità di capire le problematiche ingegneristiche implicate nell'interazione struttura - terreno e non di risolverle, ovvero riuscire a fornire i "dati" giusti (perchè se ne capiscono le problematiche) all'ing. calcolatore. Questo non toglie che il geologo qualcosa sappia ben calcolare...
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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Iscritto: Oct 2002
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Ciao Antonio! Ho svernato in un cantiere per una turbogas (4500 m di micropali) e l'estate a Torino per sondaggi sul passante ferroviario. Adesso siamo in fase di manutenzione attrezzature e cosi' tra un cingolo ed un tubo idraulico riesco a trovare piu' tempo per inquinare di nuovo il web. Mi ha fatto piacere ri-sentire quasi tutti i "geotecnici" del forum!
Cambio moto da pista con donna da strada
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Iscritto: May 2004
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Per Joe Falchetto: Temo che ti sbagli (ma potrei anche essere io quello che sbaglia, visto e considerato che ho attivamente contribuito a fare solo 2 palificate doppie): Intanto la palificata doppia è geometricamente ed esecutivamente paragonabile ad una gabbionata, solo che al posto del sasso c'è della terra (ed anche poco compattata) ed al posto della gabbia in acciaio zincato c'è una struttura (considerabile quasi come travi disposte perpendicolarmente tra loro) in legno ... in aggiunta molto spesso si inseriscono talee vive (salice, tamerici ed altro) con la funzione sia antierosiva, sia di assestamento del terreno all'interno della struttura legnosa. Ora, per le mie limitate conoscenze, io la tratterei come un muro a gravità (poco pesante).
Caso differente la palificata singola, in cui i pali inseriti perpendicolarmente al versante vengono infissi dentro al terreno in posto, mentre quelli disposti in orizzontale servono da collegamento tra i primi pali e da contenimento.
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by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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