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Per Massimo Trossero: Possiedo quel libro, che trovo molto interessante e particolarmente curato; ciò premesso trovo difficile capire quali terreni non sono liquefacibili, quali sono potenzialmente liquefacibili e quali sono certamente liquefacibili. Innazitutto ci sono almeno 6 criteri empirici che spesso "cozzano" tra loro; altri 4-5 metodi semplificati (cosa hanno di semplice non saprei) che non danno sempre gli stessi risultati (spesso nel range di dati che ricade nel potenzialmente liquefacibile e pertanto quello che interessa a noi). Considera inoltre che, almeno dalle mie parti (pianura padana) i terreni risultano sempre liquefacibili con Seed-Idriss (metodo più usato) utilizzando le CPT o le SPT, ma andando a fare un controllo più approfondito, prendendo campioni di terreno ed analizzandoli (metodo piuttosto costoso) risultano fuori dai parametri minimi per la liquefazione (forte presenza di argilla e contenimento al tetto ed al letto di spessori superiori a m 3 di terreni non liquefacibili). In effetti andando a ricercare fenomeni riconducibili alla liquefazione dalle mie parti non riesco a trovare quasi nessun dato (e considera che sulla pianura dei terremoti anche di notevole entità se ne sono visti parecchi).
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- Certo che si possono verificare fenomeni di liquefazione (perdita di resistenza al taglio dei terreni e relativo loro comportamento fluido a seguito di forze esterne dinamiche -sisma ecc.-).
Dalla relazione: Tau= (sigmaF-u)tgFi per effetto di forze esterne la pressione applicata si trasferisce integralmente alla fase liquida, ossia sigmaF=U, viene Tau=0 e quindi resistenza tangenziale nulla (sabbie flottanti) In Italia tali fenomeni si sono verificati anche nel passato. Le condizioni per il loro verificarsi: 1) essere terreni sabbiosi monogranulari saturi con coefficiente di uniformità intorno a 3-4; 2) con falda che arriva al piano campagna: 3) stratificazioni superficiali (profondità inferiore a 11 m ).Al di sotto la compattezza della pressione litostatica ne impedisce il manifestarsi. Queste tre condizioni devono verificarsi contemporaneamente in caso di sisma.C'è da dire comunque che nel nostro Paese le rocce sciolte incoerenti presentano frequentemente in sito un sia PUR DEBOLE GRADO DI CEMENTAZIONE CHE MODIFICA FAVOREVOLMENTE LA SOGLIA DI PERICOLO DELLA LIQUEFAZIONE.
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