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#22616 21/02/2006 17:24
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salve a tutti sto realizzando la mia prima relazione geotecnica, ho effetato prove di taglio ed edometrica, oltre a spt, vorrei sapere quali sono le formule più attendibili per calcolo dei cedimenti su argilla, tenendo conto che si tratta di una fondazione circolare, e se avete il titolo di un buon libro da consigliarmi
grazie a tutti

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Io te ne posso consigliare un paio, magari altri completeranno la bibliografia:
Fondazioni - Bowles - Mc Graw-Hill
Fonfazioni . Lancellotta (non ricordo la casa editrice)


Occhio che i geologi sono tutti strani mi disse un giorno un Architetto non sapendo di parlare con uno di loro
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  • Potresti dividere la relazione geotecnica in tre parti:la prima, nella quale descriverai la geomorfologia e l'idrogeologia
    dell'area;
    una seconda , nella quale farai una descrizione geolitostratigrafica dell'area di sedime. A tale scopo ti possono servire i sondaggi meccanici.Questi ti permetteranno di costruire il modello geotecnico in sito sul quale effettuare i calcoli geotecnici.Ovviamente nel costruirlo dovrai tener conto non solo dei sondaggi meccanici ma anche le prove di laboratorio . In conclusione dovrai tener conto della coltre superficiale , degli strati fondali , degli strati compressibili, determinandone le principali caratteristiche geomeccaniche (Ti ricordo che nella prova di taglio il piano di rottura è prederminato; sarebbe stato più utile effettuare una prova triassiale). Ovviamente dalla prova edometrica potrai conoscere il modulo edometrico che ti sevirà per il calcolo dei cedimenti.Visto che si tratta di argilla , dovrai tener conto della sua eventuale precompressione e di conseguenze ridurre i cedimenti. Ti ricordo di porre il piano di posa la di sotto di m 1.50 , in quanto al disotto di tale profondità non si risentono gli influssi climatici esterni, sensibili visti che si tratta di argilla che possiedono limite di ritiro.
    la terza più propriamente geotecnica (dopo aver determinato la tipologia fondale), nella quale calcolerai la portanza e di conseguenza la pressione ammissibile con una delle formule (tipo Terzaghi, correggendola con coefficienti di forma, di inclinazione del terreno, di inclinazione del carico)
    Successivamente determinerai le tensioni indotte per determinare i cedimenti in alcuni punti significativi della fondazione (ad esempio al centro, alla spigolo e nel punto caratteristico, dove il cedimento è uguale sia per fondazioni rigide che flessibili). Calcolerai i cedimenti con il metodi di Terzaghi (ti possono servire a tal uopo la prove triassiali).
    Successivamente calcolerai il coefficiente di sottofondo e l'altezza della trave al di sopra della quale la trave ha un comportamento rigido.
    Infine calcolerai utlizzando una delle formule presenti in freeware di geologi.it il coefficiente di fondazione utlizzato dai progettisti per il calcolo della forza sismica orizzontale.
    Il tutto riportato in una sintesi finale.
    I programmi particolari li potrai trovare nel freeware di geologi.it.
    Per ultriori informazioni su calcoli, sui disegni stratigrafici ci possiamo risentire.
    Sicuro di esserti stato utile, ti saluto.
    dott.geologo Carmine Senatore

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..io utilizzerei il modulo edometrico dato che hai fatto pure l'edometria!

S=n sommatoria (h sigmav/Mo) la formula è circa questa dove n è il coefficente di riduzione che tiene conto della rigidezza strutturale (n=1 infinitamente rigida) sigmav è la tensione verticale al centro dello strato di spessore pari ad h(la sommatoria la applichi se separi lo strato in straterelli di spessore h. Mo è il modulo edometrico in kg/cmq. Molto semplificativa e di sicuro mi aspetto che qualcuno mi corregga non sono un gran geotecnico.

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  • Per quanto riguarda il calcolo dei cedimenti potrai usare la seguente formula:
    Wi= Hi*Pv/Eed , nella quale Hn sono lo spessore dei vari strati, pv la pressione indotta a metà di ogni strato, Eed è il modulo edometrico.Questi cedimenti sono immediati. Successivamente occorre calcolare il decorso di essi nel tempo (consolidazione secondaria). Occore in questo caso conoscere se lo strato compressibile è aperto,semiaperto o chiuso (vedi Terzaghi-Peck "Geotecnica" -Utet pag 171).Il tempo necessario perchè il cedimento si riduca ad una eventuale percento viene calcolato con la seguente formula: T =Tv *H^2/cv , dove Tv è il fattore di tempo (tabellato in funzione del tipo di strato) , H è lo spessore dello strato, Cv il è il coefficiente di consolidazione.

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MI SA CHE SI STA FACENDO un po di confusione con il calcolo dei cedimeni:
consiglierei di addentrarsi di piu' sul problema:
in linea generale i cedimenti sono di 3 tipi:
1.immediati,
2.di consolidazione primaria - cedimento primario;
3.di consolidazione secondaria - cedimento secondario;

i primi sono quelli che si verificano al momento della messa in carico dei terreni e sono generalmente quelli che interessano i terreni granulari,
i secondi sono quelli dovuti alla dissipazione delle pressioni neutre (consolidazione edometrica);
i terzi sono quelli dovuti a deformazioni viscose dello scheletro solido.
il corretto calcolo dei cedimenti andrebbe fatto in questo modo:
1. calcolo dei cedimenti immediati per terreni granulari.
2. calcolo dei cedimenti di conslidazione primaria per terreni coesivi(attraverso per esempio il metodo edometrico che ingloba anche i cedimenti immediati per i terreni oggetto del calcolo)
3. calcolo dei cedimenti secondari, nel caso siano presenti materiali soggetti a questi cedimenti (es. torbe);
per il cedimento primario e' importante che si conoscano i moduli edometrici degli strati interessati dal bulbo delle pressioni derivato dai carichi applicati, inoltre per calcolare l'andamento dei cedimenti primari nel tempo e' necessario conoscere le curve di consolidazione all'edometro (per gli intervalli di carico di interesse) per tirar fuori il valore di cv....
saluti

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...se puoi dai anche un'occhiata a "Fondazioni" di Carlo Viggiani. - Ed. Liguori

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Altro suggerimento bibliografico:
"Geotecnica e Tecnica delle fondazioni", C.Cestelli Guidi, Edizioni HOEPLI, 2 Vol.
Per il metodo di calcolo concordo con cocco1974, tenedo conto dello stato di sovraconsolidazione delle argille e del loro contenuto in H2O.
Ciao

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Originariamente inviato da CARSENA:
  • Potresti dividere la relazione geotecnica in tre parti:la prima, nella quale descriverai la geomorfologia e l'idrogeologia
    dell'area;

Attenzione l'idrogeologia e la geomorfologia secondo il DM 11 marzo 88, non fanno parte della relazione geotecnica, ti basta indicare la soggiacenza della falda, rimandando per il reso alla relazione geologica.

Visto che hai progarmmato una indagine geognostica importante, si suggerisco vivamente ANCHE IO di usare il BOWLES, ONDE EVITARE ERRORI E DUBBI.
Attento ai valori SPT che per le argille sono poco rappresentativi!

Come mai la fondazione è circolare?
Hai tenuto conto se l'edifico è sensibile ai sensi della zonazione sismica?


"Prosunt omnia quae obstant"
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Facciamo attenzione alla definizione di relazione geotecnica e alle competenze del geologo in merito ad essa.
Una prima distinzione fondamentale va fatta tra:
- relazione geotecnica sulle indagini geognostiche
e
- relazione geotecnica sulle fondazioni

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