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#23038 18/04/2006 21:48
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Un ingegnere mi ha chiesto un consiglio sul tipo di fondazione da adottare per un ampliamento di un edificio su un versante collinare. La fondazione della parte vecchia dell'edificio è costituita da travi rovesce poggianti su argille limose. Il terreno di fondazione della parte nuova (che verrà collegata a quella vecchia) presenta però un cambiamento; infatti affiorano argille fessurate. Alcuni edifici limitrofi fondati su questa litologia hanno riportato alcune piccole lesioni. E' possibile adottare un altro tipo di fondazione (ad es. pali) per la parte nuova rispetto alla parte vecchia, considerando che queste verranno in tutto e per tutto saldate fino a costituire un unico edificio?
Grazie per la collaborazione

#23039 19/04/2006 04:22
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Bisognerebbe conoscere bene e molto a fondo le caratteristiche meccaniche dei due tipi di terreno

#23040 19/04/2006 11:55
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GeoGab,
strutturalmente tutto è possibile, si edificano mensole in parte poggianti su suolo consistente in parte su pali che attraversano riporto o suolo inconsistente, per cui il tuo esempio non sarebbe inconsueto (ho di recente discusso con un collega il caso di un ampliamento in area con coltre in movimento dove il corpo aggiunto su pali, a valle, sta verosimilmente frenando la spinta sull'esistente, a monte).
Dalla tua descrizione le lesioni sembrerebbero dovute a fenomeni di variazione di volume nelle argille, per cui una rimozione e sostituzione del terreno in corrispondenza del piano di posa delle travi di collegamento sarebbe comunque d'obbligo, e forse anche un'intercapedine in testa ai pali (ma hai pensato a una totale sostituzione per un metro e oltre? in genere funziona). Sempre che tu possa escludere con certezza movimenti lenti di versante (che zona è di preciso?).
Infine, come dice VM, bisognerebbe avere le caratteristiche dei terreni, con stratigrafia completa e la distribuzione spaziale dell'eteropia che hai incontrato (te ne sei accorto dallo scavo di sbancamento?).
In casi come il tuo in genere si prevede sempre, per cautela, una significativa sollecitazione di taglio al giunto con eventuali possibili lesioni di elementi rigidi di finitura (pavimentazione, rivestimenti...).


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#23041 19/04/2006 12:47
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Grazie per la risposta mccoy.
La stratigrafia è la seguente:
5 m di argille limose sovrastanti un' argilla grigia micacea mediamente plastica.
I lenti movimenti di versante non si possono assolutamente escludere, infatti alcuni vecchi pozzi per uso irriguo presenti nell'area hanno avuto un movimento verso valle proprio alla profondità corrispondente al contatto litologico. Tuttavia la parte esistente dell'edificio, costruita circa 10 anni fa, non ha riportato alcun danno (fondazione a trave rovescia con argille a 5 m dal piano campagna). Nell'area della nuova costruzione, che verrà "saldata" a quella già presente, e che andrebbe a sostituirne una vecchia che aveva avuto alcune lesioni (le fondazioni erano però in muratura ed erano molto superficiali)le argille grigie affiorano subito, a circa 1 m di profondità e sono fessurate. Adesso bisogna valutare se per la parte nuova è meglio utilizzare sempre le travi rovesce oppure adottare un altro tipo di fondazione, al fine di evitare eccessive sollecitazioni di taglio al giunto.
Ogni suggerimento è quanto mai gradito!!

#23042 20/04/2006 07:06
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GeoGab,
a questo punto credo proprio sia necessaria una caratterizzazione geologica con indagini più approfondite; perchè le strutture sulla coltre di argille limose, che dovrebbe essere instabile, sono stabili mentre quelle fondate sulle argille sottostanti sono instabili? la coltre è semipermeabile e l'acqua si raccoglie all'interfaccia? se ci sono stati lenti movimenti della coltre perchè l'esistente non si è lesionato? E' fondato su reticolo e si è mosso in blocco? Inoltre da quanto riferisci l'esistente potrebbe giacere su un piano di posa disomogeneo. Con questi dubbi sicuramente propenderei per una robusta palificata, dopo avere eseguito almeno un sondaggio e un paio di penetrometrie elettriche, se la stratigrafia lo consente, e una prova specifica sull'argilla grigia per misurarne il rigonfiamento.
Se la situazione desta preoccupazioni, la prudenza suggerirebbe di consolidare l'esistente con pali prima di provvedere alla costruzione dell'ampliamento (su pali).
Altrimenti se il problema sono le argille con cambiamenti volumetrici la rimozione del metro superiore di terreno con sostituzione di granulare ben costipato e drenaggi alla base generalmente dà buoni risultati (se non intervengono infiltrazioni, perdite, ecc.).
Questo se parli di "piccole lesioni".
Altrimenti non rimane che vendere la casa e comprarne una più grande altrove.


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#23043 21/04/2006 20:38
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Grazie mccoy!!
Comunque l'argilla grigia non è rigonfiante, ma appare rimaneggiata.
Da 2 prove penetrometriche statiche effettuate fino a 10 m non sono stati riscontrati livelli a bassa resistenza.
In un'area limitrofa hanno anche posizionato un piezometro (acqua a 4,5 m dal p.c.)
Ciao

#23044 22/04/2006 12:51
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Bisogna anche considerare il bulbo delle pressioni dei singoli edifici,quello del nuovo si sovrapporrà a quello del vecchio e quindi bisogna valutare se causerà cedimenti


Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole

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