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Una domanda stupida che vi faccio dopo aver letto una relazione geotecnica di un collega: nella formula di Brinch-Hansen per il calcolo della capacità portante la "D" che entra in gioco nel calcolo di "q'" per l'aliquota relativa al sovraccarico laterale è la profondità di imposta della fondazione o la profondità di incastro efficace (intesa come spessore della fondazione)? Ad es. per un plinto con 0,5m di spessore posto a -2m di profondità, D=0,5 o D=2 ? Mi scuso per la banalità della domanda, ma ho bisogno di una conferma 
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una cosa è l'altezza di incastro, altro è la profondità di posa delle fondazione. in taluni casi possono anche coincidere
ciao
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In effetti mi sono sempre accorto che in molti testi la cosa viene trattata come risaputa, forse perche ci si rivolge allo strutturista. Nel Bowles, che comunque ti consiglio di acquistare, è ben spiegato, graficamente, che D sia la profondita di allettamento della fondazione ovvero generalmente circa 0,5m, tieni conto che la stessa formula richiede le caratteristiche di tale materiale che di norma non è il terreno naturale ma spesso un riempimento... posteriore con spesso un peso modesto ed un angolo di attr ignoto. Quindi in molti casi si preferisce eliminare il cosi detto fattore di profondità D. Se volessi considerare D=2m devi valutare che come rapporto D/B in molti casi non avrai più in genere un fondazione superficiale ma profonda.
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OP
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Scusa Massimo, ma cosa intendi per "profondità di allettamento della fondazione"? (o Geogiorgio con "altezza di incastro", non è forse lo spessore della fondazione?) Il Bowles lo possiedo già, ma su questo punto non mi sembra molto chiaro (o forse non l'ho consultato bene io!) Mi sembra poi che sempre il Bowles consigli, per considerare il fatto che il materiale attorno all'incassamento possa essere disturbato o rimaneggiato, di non cosiderare cautelativamente i coefficenti di forma relativi alla profondità del piano di posa, e non di tralasciare l'aliquota della formula relativa al sovraccarico laterale.
Comunque nella relazione che mi è capiata tra le mani venivano proposti plinti a -2m dal p.c. e si poneva D=2m. In questo modo il valore di q' diventava molto elevato (rispetto ad es. ad un D=0,5m) e la capacità portante ottenuta era notevole, anche se i terreni non parevano molto belli, tutt'altro. A me è sembrato un metodo un po' azzardato.
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si, Tia. l' altezza di incastro è lo spessore della fondazione comprendente lo spessore del magrone sottostante la fondazione,
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quando calcoli il valore di D devi considerare, come dice giustamente geogiorgio, la cosiddetta impronta della fondazione sul terreno che corrisponde alla profondità dal p.c. a cui corrisponde la base del magrone.
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Personalmente, come D intendo l'altezza (o spessore) del reinterro a partire dalla base della fondazione (incluso il magrone). Credo equivalga all'allettamento di Massimo. Mi sembra che le illustrazioni sul Bowles siano chiare (non sul capitolo delle formule di capacità portante, però, sono riportate più oltre). Consiglierei di specificare sulla relazione che la verifica vale per reinterro costipato, da entrambi i lati della fondazione. Il reinterro si può addensare con constipatori a mano, per cui scuse del tipo "come faccio a portarci le macchine" non valgono. Con reinterro non costipato, non si sa bene se saranno corretti i valori dei vari fattori nei quali enta il D, e non dimentichiamo il gamma del sovraccarico, che sarà minore del gamma che si moltiplica per B nella parte "gamma" della formula.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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sul Bowles, a pag. 194, vi è una bella figura (4.3) dove per D è indicata la profondità della base della fondazione (è omesso il magrone ma è sottointeso). Perdonate l'ignoranza ma non capisco perchè vi riferite al reinterro per la valutazione di D. Nella formula di Brinch-Hansen, la componente di Qlim relativa all'effetto stabilizzante del terreno ai lati della fondazione (q*Nq, semplificata degli altri fattori correttivi) tiene conto del carico di terreno presente ai lati della fondazione stessa e quindi dal piano campagna.
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No mi dispiace ma è un errore comune a molti coleghi, sebbene grave, l'indicare D come la distanza tra il piano scavi o piano di posa della fondazione compreso il magrone o getto di pulizia ed il piano campagna. Questo errore può non emergere se non ci sono interrati ma quando compaiono interrati, e lo vedete nella figura 7.4(b), spero sia la stessa per la vostra edizione, diventa mostruoso. D è sempicemente l'altezza del plinto o del cordolo! Come dice giusto Tia. Il collega di cui parla Tia ha preso lucciole per lanterne. Diverso discorso se nello stesso caso dovete valutare i cedimenti allora D sarà tutta pa profondità di scavo.
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Personalmente, come D intendo l'altezza (o spessore) del reinterro a partire dalla base della fondazione (incluso il magrone). In scavi a sezione obbligata, nei quali il cls viene gettato contro terra, può non esserci reinterro, in ogni caso il D lo interpreto come distanza tra base magrone e superficie del terreno adiacente alla fondazione, terminata la gettata di queste ultime. Come Massimo fa ben notare, anche questa definizione è carente. Per la precisione, D = min {Za, Zb} per ogni fondazione a trave, dove Za = la profondità del reinterro/piano posa da un lato della fondazione, Zb dall'altro; con fondazioni a n lati più o meno equivalenti abbiamo n termini dentro parentesi. Per cui, D è lo spessore MINIMO del reinterro. Consiglierei di specificare sulla relazione che la verifica vale per reinterro costipato, da entrambi i lati della fondazione. Il reinterro, o vespaio nella parte interna se composto da materiale di elevata granulometria, si può addensare con constipatori a mano, per cui scuse del tipo "come faccio a portarci le macchine" non valgono. Con reinterro non costipato, in effetti non si sa bene se saranno corretti i valori dei vari fattori nei quali enta il D, e non dimentichiamo il gamma del sovraccarico, 'q', che sarà minore dell'altro gamma, il gamma*B*0.5.
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