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#24218 23/10/2006 07:55
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Vorrei sapere praticamente; come è possibile che a seguito di innalzamento della falda o meglio della pressione idrostatica, un pendio argilloso, perda la sua stabilità. Tenuto conto del fatto che l'argilla ha una permeabilità molto bassa, per cui per risentire di questa variazione nel contenuto d'acqua dovrebbe impiegarci anni.
La ragione dell'instabilità forse è solo dovuta alla pressione efficace o pressione di pori superiore?

Al momento non ho la possibilità di confrontarmi con un docente per cui mi rimetto alle Vs opinioni.

#24219 23/10/2006 12:44
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spiega meglio la situazione; una falda nelle argille è quantomeno improbabile...

#24220 23/10/2006 13:09
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Non ho idea della situazione di cui stai parlando, ma ti faccio un esempio.
Nelle Langhe, in occasione dei grandi eventi meteorici del 1994, si sono verificate grandi frane in argilliti, con traslazione rigida di porzioni anche di centinaia di metri di estensione e 10-15 m di potenza, su piani di taglio con immersione molto ridotta, circa 10 gradi (scivolamenti planari).
La spiegazione di tali fenomeni non è banale, in quanto in teoria l'angolo del piano di scivolamento non dovrebbe essere sufficiente per mobilitare l'orizzonte di argilliti sovrastanti.
Una delle ipotesi più probabili è che le elevate precipitazioni abbiano dato origine a sottospintre idrauliche tali da innescare lo scivamento (un'altra ipotesi prevede la presenza di argille rigonfianti).
Nel tuo caso, l'argilla potrebbe essere interessata da fratture con circolazione idrica, in grado di eseritare forti sottospinte idrauliche.


Stefano Zanarello
#24221 23/10/2006 13:21
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Probabilmente sono presenti delle intercalazioni limose o sabbiose all'interno del complesso argilloso. Controlla meglio la stratigrafia..magari un sondaggio

#24222 23/10/2006 16:22
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Cosa si intende per "pendio argilloso"?
Parliamo di materiali integri o già detensionati?

Quanto al materiale argilloso (o comunque fine e contenente frazioni argillose) già esposto a rimaneggiamento, questo è il costituente principale delle frane (ciclopiche) che funestano l'Appennino Tosco Emiliano.

L'acqua è capacissima di attraversare questi materiali; nonostante le apparenze, già a profondità di pochi metri abbiamo comunque un certo grado di fratturazione pure in questi ammassi (vedi "tension cracks"); il risultato è che un materiale che parrebbe pressochè impermeabile, si ritrova in realtà alla mercé di eventuali incrementi delle pressioni interstiziali esattamente come rocce sciolte dotate di caratteristiche differenti.

Dalle nostre parti, è fatto comune osservare colate che si muovono su pendii inclinati anche solo di 5-10°!

Senza mai sottovalutare gli scivolamenti spesso nascosti sotto a queste stesse colate, responsabili anch'essi di movimenti piuttosto dannosi.

Comunque, per prima cosa sarebbe essenziale sapere se abbiamo a che fare con materiale in posto o già rimaneggiato da qualche precedente movimento.

buon lavoro


fausto
#24223 23/10/2006 18:54
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Un altro esempio tipico di frane innescate da un innalzamento del livello dell'acqua in impluvi o canali ai piedi del versante è quello del canale di Panama durante la sua costruzione. Descritto nel classico testo di ingegneria geologica di Attwell & Farmer, non ricordo molto, ma il nome delle formazioni non si dimentica: 'Cucaracha' e 'Culebra'


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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#24224 23/10/2006 19:31
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.... e se vogliamo anche il meccanismo della frana del Vajont

#24225 23/10/2006 19:36
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Non è un caso mio,
Sto leggendo la Fourth Rankine Lecture
LONG-TERM STABILITY OF CLAY SLOPES di A. W. SKEMPTON,
Mi ha fatto riflettere la frase:
...the evident fact that a landslip would tend to occur at a time when the ground water level
was exceptionally high. The pore pressures would then also be exceptionally high, and the
effective pressure (and hence the strength) correspondingly low.

Tra l'altro si tratta in un caso, di argille con LL44 PL22 Wn21.

Mi incuriosisce anche il fatto, e lo condivido con voi, che sui testi di geotecnica (terzaghi, Lambe e W) si afferma che le argille normalmente si rinvengono in condizioni pressochè sature. Ma ciò vuol dire normalmente si trovano al di sopra del limite liquido?

#24226 24/10/2006 06:17
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Vorrei sapere praticamente; come è possibile che a seguito di innalzamento della falda o meglio della pressione idrostatica, un pendio argilloso, perda la sua stabilità
Basta che tieni presente la relazione di Coulomb

τ= c+(σ-u) tanφ

#24227 24/10/2006 08:42
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Grazie VM, mi chiedevo se conta solo "u" o ci sono altri fattori più geologici come suggerisce Fausto.m.

Cosa mi dici sulla saturazione delle argille? Forse che Sr si misura in modo diverso?

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