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simba Offline OP
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Dovrei bonificare circa 3 metri di terreno con sostituzione con magrone per appoggiare la fondazione, quali potrebbero essere le caratteristiche geotecniche di un calcestruzzo magro da assumere ai fini del calcolo della c.p. e sopratutto dei cedimenti?
Mccoy se ci sei...

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Più che di caratteristiche geotecniche si parla di resistenza del cls a rottura. Di solito per un magrone di fondazione si utilizza un cls con Rck< 200 kg/cmq, dove Rck è la "resistenza caratteristica" determinata su un certo numero di cubetti di cls.
Ciao


"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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esplicito meglio il mio problema:
ho sei metri di limi e dopo ghiaie solo su una porzione dell'area d'intervento. Dovrebbero fare plinti, la soluzione + ovvia è su questa zona fare pali, stiamo valutando le alternative: bonifica parziale dei terreni con sostituzione.
se uso stabilizzato o ghiaione ok ho i parametri geotecnici di un terreno e mi calcolo la c.p. ed i cedimenti con la nuova stratigrafia.
se utilizzo magrone, il mio dubbio è: lo considero come un "terreno equivalente" o trasferisco il carico tal quale alla base del magrone, quasi fosse un opera in cls?

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A mio parere ti conviene trasferire il carico alla base del magrone, in quanto quest'ultimo è un'opera in cls con caratteristiche completamente diverse da quelle di qualsisasi terreno.


geolab
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Il magrone è a tutti gli effetti un calcestruzzo l’unica cosa che varia rispetto ad altri calcestruzzi è il modulo elastico secante e la resistenza a compressione. Normalmente si utilizza per la livellazione del fondo scavo( di norma max 20 cm di spessore) prima di realizzare la fondazione diretta. Parlare di capacità portante per i calcestruzzi è del tutto improprio poiché essa corrisponde alla resistenza a compressione caratteristica (Rck).

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Per Simba

dalla tua richiesta, si evincerebbe che stai valutando di effettuare una bonifica con misto cementato, per uno spessore di 3.00m circa.

Oppure ho capito male?

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simba Offline OP
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per gaio
+ che misto cementato calcestruzzo magro, ho già fatto quest'intervento arrivando però con la bonifica dove c'erano materiali di buone caratteristiche geotecniche (quindi non mi interessava la + di tanto la c.p. ed i cedimenti)
in questo caso mi resterebbero in sito circa 2-3 m di terreni scadenti e sto facendo un po' di ipotesi progettuali con i relativi cedimenti.
concordo con eduardo, questa è stata la mia prima considerazione, ma ci tenevo a conoscere il parere di altri colleghi.
Grazie a tutti

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Ciao Simba, ben risentito.
Queste sono le mie impressioni sul problema:

SLU: a rigore andrebbe considerata la capacità portante MINIMA tra quella delle fondazioni sul magrone (dell'ordine di MPA sicuramente) e quella del terreno sottostante, una volta ridistribuite le pressioni e considerando la maggiorazione dovuta al deltagamma del magrone rispetto al terreno rimosso. (Quasi)certamente il minimo si ha considerando lo strato di magrone come se fosse una platea. Gli altri problemi mi sembrano piu' legati ad aspetti strutturali (eventuale punzonamento se non spesso, rigidità, lesioni, ecc. ecc.).
Non ho bene capito la geometria finale prospettata dell'intervento, si potrebbero ravvisare fenomeni di squeezing tra magrone e ghiaie se rimane uno spessore di limi, secondo la loro consistenza.
SLE: quasi sicuramente cedimenti differenziali con massimo sulla colonna di limi. La distribuzione delle sollecitazioni poi seguirebbe una legge multistrato al di sopra delle ghiaie, che in queste condizioni sarebbe molto più penalizzante del solito problema monostrato poichè E(ghiaie) >> E(limi). Ciò potrebbe avere l'effetto di diminuire i cedimenti differenziali.
Non so rotazione, mi immaginerei meglio il magrone come lesionato ceh inclinato.


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Chiedo scusa a Simba se mi intrometto, ma che carico deve andarci sopra a 3 metri di magrone???
Che dimensioni ha l'area da bonificare???
Comunque dalle mie parti si preferisce (per questioni puramente economiche) fare bonifiche di quelle dimensioni (3 metri di materiale di riporto) con inerti (sabbiella, stabilizzato, ghiaia in natura, macinato di laterizio o di cemento) il tutto opportunamente compattato con rullo (se le dimensioni lo permettono!!!)

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Una volta mi è capitato un riempimento obbligato con magrone.
Uno scavo per interrato risultò contenere un riempimento, questa volta di sedimenti naturali (canali di conoide), con ghiaia sciolta, mentre il resto era brecce calcaree. Una eteropia proprio sotto la struttura in progetto. Una volta estratto il materiale sciolto, il fondo scavo materializzava uno scivolo, da un lato molto profondo. Sarebbe stato molto scomodo e pericoloso lavorare a ridosso della parete di oltre 6 metri. Era impossibile costipare un eventuale terreno riportato. La soluzione scelta dal progettista fu quella, non economica, del riempimento con magrone del vuoto lasciato dal materiale sciolto estratto.


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