Buongiorno.
Nel contesto di un intervento per la realizzazione di un nuovo cimitero sono stato
incaricato della redazione delle indagini geologiche, al termine delle quali è
emersa, tra l'altro, la totale inadeguatezza del sottosuolo a divenire sede di un
nuovo campo di inumazione. Da qui la necessità da me prospettata di sostituire gli
attuali terreni (limi argillosi debolmente sabbiosi, del tutto impermeabili da prove
di percolazione) con altri di caratteristiche più idonee (v. DPR 285/90).
Mi è stato proposto di mantenere gli attuali terreni sottoponendoli però ad adeguato
trattamento, suppongo di tipo enzimatico-batteriologico, al fine di accelerare il
processo di mineralizzazione dei cadaveri. Rimango molto scettico su tale soluzione.
Chiedo cortesemente ai colleghi pareri e/o risorse bibliografiche in merito.
Grazie a tutti.