geodesi dice:
Quando ricavi l'angolo d'attrito dalle prove penetrometriche devi considerare quello di picco che è maggiore di quello che si utilizza per i calcoli di portanza.
Cosa intendi esattamente? Se riguarda il PHIcv potresti aggiungere, nel caso, qualcosa alla seguente discussione, sempre in questa sezione del forum:
http://www.geologi.it/cgi-bin/ultimatebb.cgi?ubb=get_topic;f=2;t=000897
Simone dice:
Non mi pare uno di quei casi dove fare da "parafulmine" ad altri.
Limitati a segnalare i problemi, perchè le indicazioni dovranno uscire da un confronto con il tuo Ingegnere.
Sottoscrivo pienamente. il caso di Renata si risolve a mio parere solo con una back analysis di casi reali nello stesso terreno, poichè alla stabilità dello scavo prosciugato contribuisce la coesione apparente, la cui stima non rientra nelle verifiche canoniche della geotecnica. Potresti provare a fare qualche stima orientativa mediante gli opportuni abachi (ad esempio, Spencer 1966), che, nel tuo caso, dovrebbero rendere un c' MINIMO agli SLU di 5-10 KPa per un angolo di pendio di 60-70°.
Ma chi ti garantisce che sarà proprio quella la coesione apparente presente nel terreno? Non so neanche se è possibile misurarla a partire dalla pressione negativa dei pori.
Ti rammento che il DPR 164/56, art. 13, ancora in vigore, prescrive che l'altezza di fronti di scavo al di sotto dei quali lavora del personale di cantiere non possa superare gli 1.5 m in mancanza di opere di supporto. Se tu certifichi la stabilità della parete in determinate condizioni e senza opere di supporto, ti assumi la piena responsabilità di infortuni e potresti essere indagata, al peggio, di strage o omicidio colposo.
Nè assumere, come pensi, un'angolo di inclinazione cautelativo del fronte di 26° è una soluzione decente, perchè le dimensioni dello scavo si ingrandirebbero a dismisura e il progetto non risulterebbe fattibile.
In casi del genere io segnalo sempre gli articoli 13 e 14 del suddetto DPR, prescrivendo opere di sostegno se l'altezza del fronte supera 1.5 m. Anche in roccia. se vogliono scaricarmi le responsabilità mi devono fornire i mezzi, che costano ben più dei due soldi che ci pagano generalmente. Nel tuo caso non so neanche se esiste un metodo teorico di verifica, a parte la back analysis di casi simili, che però dovrebbe essere documentatissima, con foto, granulometrie, prove in situ, ecc. ecc.
Rispondo anche alla ultima domanda di Renata:
Per McCoy: pensavo di indicare un l'angolo d'attrito medio cautelativo di 26°, cosa ne dici? Come determino la pendenza di sicurezza, è sufficiente tg(phi)=tg(b)?
26° è troppo cautelativo, il problema mi sembra sia governato dal valore medio. Se proprio vuoi cautelarti in tali casi, ipotizzando la buona esecuzione della prova, dovresti adottare la media geometrica dei valori misurati in maniera tale da filtrare i picchi. Una volta adottata la media geometrica di PHI come il valore che influenza l'insorgere dello stato limite (rottura), siamo al punto di prima: una inclinazione di 32-34° è troppo bassa. Come dice Geodesi, non "capirebbero" tale angolo, anzi, ti sbeffeggierebbero per bene.
Invece se vuoi essere furba farai come dice Simone, segnalando tutti i problemi da lui e da Geodesi citati, ma delegando la responsabilità all'ingegnere, dopo averci parlato a dovere.
Non so se geodesi, con la sua esperienza in scavi col sistema wellpoint ha da suggerire un diverso comportamento per quanto attiene alle nostre competenze.