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Qquesta formula non può andare bene Kw o Ks = carico specifico areale/cedimenti perchè la teoria presuppone un suolo elastico e quindi la reazione elastica ad una pressione. Potrebbe andare bene se si tiene conto solo della porzione elastica del cedimento; è per questo che nella maggior parte dei casi si sottostima Kr. Comunque per il calcolo del Kr il CNR da indicazioni precise utilizzando la prova di carico su piastra.
Ho visto utilizzare spesso Kr=0,1; 0,2 kg/cm3 mentre solo in pochi casi è sotto lo 0,5.

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4 sondaggi e 8 pozzetti.
Bene, allora sarebbe stato meglio dirlo subito.
Se rileggi la tua domanda ti accrogi che da una impressione ampiamente diversa.

Con tutte queste informazioni hai sicuramente la possibilità di assegnare i moduli di deformazione e lasciar stare una assegnazione a tavolino di ks.


"Prosunt omnia quae obstant"
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Qquesta formula non può andare bene Kw o Ks = carico specifico areale/cedimenti perchè la teoria presuppone un suolo elastico e quindi la reazione elastica ad una pressione. Potrebbe andare bene se si tiene conto solo della porzione elastica del cedimento; è per questo che nella maggior parte dei casi si sottostima Kr. Comunque per il calcolo del Kr il CNR da indicazioni precise utilizzando la prova di carico su piastra.
Ho visto utilizzare spesso Kr=0,1; 0,2 kg/cm3 mentre solo in pochi casi è sotto lo 0,5.
La formula deve necessariamente andare bene perchè costituisce la definizione del Ks.
Al limite puoi sostituire quel 'cedimenti' con 'cedimenti immediati'.

Sono d'accordo con te sul fatto che la prova su piastra non dura anni, per cui a rigore si tratterebbe di cedimenti a breve durata.

Tuttavia, problema può essere oggetto di dibattito.

Viggiani (tratto da altri) indica una formula simile : Ks = Ed/B dove Ed implica possibile presenza di fenomeni di consolidamento.
Lo stesso Bowles, in una recondita parte del suo trattato (segnalerò la pagina quando torno a casa), contempla la possibilità di utilizzare un Ks in presenza di fenomeni di consolidazione.

Alla fine, si tratta di utilizzare un parametro di comodo come input nel software ingengeristico, anche scavalcando le convenzioni.

Il problema diventa strutturale, perchè alcuni strutturisti sostengono che i cedimenti immediati sono molto più dannosi di quelli a lungo termine, specie nelle strutture in c.a., dove si verifica spesso una redistribuzione delle sollecitazioni ("il cemento armato è come un buon padre di famiglia...").

Attento all'errore di battitura, invece di 0.1 - 0.2 kgcm-3 probabilmente intendevi 1-2, che corrisponde a 10-20 MNm-3, e il lower bound di 0.5 kccm-3 = 5 MNm-3 è più che sensato per terreni "normali"...


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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x mccoy
il fattore tempo potrebbe non avere più importanza al momento attuale, ogni tipo di assestamento del terreno sottostante la struttura (se si considera anche il fatto che sono stati esclusi movimenti franosi a valle dell'edificio) dovrebbe essersi compiuto (struttura del 1600). Certo se i progettisti dell'epoca avessero potuto contare sulle basi teoriche e tecnologiche di oggi, certamente avrebbero dovuto tener conto di fenomeni di consolidamento nel lungo periodo, ma più semplicemente non avrebbero disposto un edificio con la parte settentrionale su roccia trachitica, mentre il settore opposto, più imponente e quindi in grado di scaricare a terra carichi molto importanti, per altro senza adeguato allargamento strutturale della fondazione sotto i muri portanti, si impostava sopra a depositi terrigeni di varia natura. Comunque il modello sta dando buoni frutti, il quadro fessurativo comincia ad essere plausibile, saprò dire qualcosa in più nei giorni a venire.
Per quanto riguarda poi il discorso del modulo elastico, in realtà non ho schematizzato il letto di molle con elementi "springs", ma sto provando a modellare il terreno con elementi bidimensionali "membranali" (resistono solo per carichi nel piano, in questo caso verticali) larghi come la muratura, di altezza unitaria e quindi con modulo elastico pari al Ks, come fossero delle molle, con il vantaggio di non essere tra loro indipendenti ma anzi in grado di mettere in gioco anche una resistenza a taglio del terreno mediante opportuno "dosaggio" del coefficiente di Poisson v. Speriamo bene!
Ciao e buon lavoro!


Il dubbio è un omaggio alla speranza
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CERCHERO' DI ESSERE BREVE.....

E si ritorna sempre allo stesso problema!
Purtroppo, come più volte detto, l'ingegnere ha bisogno di tale parametro perchè rientra nei loro calcoli...e lo pretende dal geologo! Non so voi, ma a me capita spesso di fare modeste indagini in sito, in quanto si ritorna sempre sulla questione economica!....l'INGEGNERE DICE...CARO GEOLOGO VUOI FARE TUTTE QUESTE INDAGINI? E QUANTO GLI VUOI FAR SPENDERE AL COMMITTENTE PER "QUESTA PERIZIA"????
Allora o ci sia adatta o si cambia mestiere!! Molto probabilmente tra poco seguirò la seconda ipotesi!
Tornando a noi, in accordo con Mccoy, per la stima di tale parametro si ipotizza un suolo elastico alla Winkler, che è un tipo di modello matematico di terreno, per rendere più semplice il problema, adottato nel problema del calcolo delle fondazioni.
In un suolo elastico si ipotizza la linearità tra sforzo e deformazione (il comportamento elastico risulta abbastanza corretto quando i carichi applicati siano tali da generare nel terreno una pressione pari alla pressione che genera la rottura del terreno, diviso un coefficiente di sicurezza maggiore di 2,5).
Il modello di Winkler non schematizza il terreno come un mezzo continuo (cioè non restituisce lo stato tenso-deformativo alle varie profondità), bensì fornisce una relazione fra le pressioni e le deformazioni verticali in corrispondenza della sola superficie del terreno. In sostanza, con questo modello di suolo, il terreno è visto come un mezzo che in superficie reagisce proporzionalmente ai carichi applicati.
Fisicamente il modello equivale a considerare un letto di molle (dotate di una certa rigidezza), molto vicine tra loro ma svincolate...ognuna reagisce per fatti suoi!
Tale modello, naturalmente, non è esatto per varie ragioni, tra cui:
1-il terreno nella realtà si deforma anche al di fuori dell'impronta di carico;
2-in presenza di carichi ripartiti, una trave soggetta ad un carico uniformemente distribuito, il metodo conduce ad una distribuzione delle reazioni del terreno uguale ed opposta al carico e quindi a caratteristiche della sollecitazione nulle in ogni sezione, e ciò indipendentemente dalla rigidezza della trave. Ciò è contrario all’esperienza che mostra, per il caso in questione, una inflessione della trave e quindi il verificarsi di azioni flettenti non nulle.
E' possibile ricorrere al modello di Winkler anche quando si è in presenza di uno strato di terreno deformabile di spessore esiguo (indicativamente quando lo spessore dello strato compressibile è inferiore alla metà della dimensione minore della fondazione).
Quindi, in definitiva, per suolo alla winkler si intende un suolo puramente ideale!!! Ossia, tale metodologia consente un primo approccio al problema o una soluzione rapida e sbrigativa a casi che con altri approcci si rivelerebbero molto complessi ed onerosi.
Inoltre, per la determinazione di tale parametro, occorrerebbero molte e costose indagini geotecniche per appurare con esattezza il valore piu' idoneo. Ci si accontenta spesso di valori cautelativi, utilizzando dei coefficienti di sicurezza appropriati per il calcolo progettuale e le verifiche strutturali delle fondazioni e della sovrastruttura.
Per una corretta applicazione del metodo di Winkler occorre soltanto una stima ragionevole del valore di k. Infatti, fortunatamente, i risultati del calcolo in termini di caratteristiche della sollecitazione non sono molto sensibili ai valori di k; pertanto non è indispensabile una valutazione molto accurata del parametro ma basta, appunto, una stima ragionevole.
Ricorrendo alle solite formulette, in caso di sottosuolo omogeneo approssimativamente si può porre:

Ks = Ed/B

dove Ed = modulo edometrico e b = larghezza della fondazione.
Ovviamente per una corretta determinazione è indispensabile eseguire prove di carico su piastre standard di forma quadrata o circolare con lato o diametro di 30 cm.


VOLEVO ESSERE BREVE, MA NON CI SONO RIUSCITO!?!


Gianni.......
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si...breve e chiaro

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Moderated by  mccoy 

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