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andando a "sbirciare" sulla rete mi sono capitate sotto gli occhi tali soluzioni progettuali relativamente alla riduzione del Rischio da colate tipo mud flow: http://cee.engr.ucdavis.edu/faculty/boul...20-%20main.html credo sia noto a tutti lo scempio paesaggistico che è stato fatto a Sarno a seguito delle frane del 1998 con le famose vasche di laminazione. Tale scelta progettuale, al di là degli aspetti paesaggistici e della reale necessità, ha comportato (e continua a comportare) un dispendio di risorse economiche (a carico dei contribuenti) mostruoso. Era veramente l'unica soluzione progettuale proponibile alla mitigazione del Rischio idrogeologico (ammesso che di ciò si possa parlare per le opere fatte) ??
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Iscritto: May 2004
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Caro Cascone, sfondi una porta aperta, almeno per me ( e per tutti i geologi campani,... tranne quei pochi che a Sarno hanno lavorato e/o ci lavorano).Il prof. Vallario sin dal primo momento , e in tutti gli interventi o articoli scritti in seguito, ha sempre sostenuto che quegli interventi sono scellerati.Il fatto è che, come tu bene sai, le opere in cemento armato fanno girare molto più denaro ( per le parcelle e per le forniture di cemento e ferro) delle opere di ingegneria naturalistica. Inoltre quei bei vasconi in cemento danno maggior senso di sicurezza agli abitanti del luogo, che possono continuare ad edificare le loro casette alla base della montagna. Infine i nostri cari dipendenti ( perchè li paghiamo noi) politici che amministrano gli enti locali e la regione, naturalmente preferiscono approvare i progetti belli corposi ( e costosi) sia perchè cosi la loro fetta è maggiore , sia per soddisfare le richieste dei cittadini, che, passato il momento della tragedia, vogliono riprendere a costruire dove vogliono.
Sabato D'Elia
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“Sono passati oramai sette anni da quei tragici giorni e da quel ancor più tragico conteggio che per tanto tempo ha accompaganto ed accompagnerà il nome di questo paese. E' toccato, purtroppo, all'amministrazione Mancusi, l'ingrato compito di aggiornarlo segnando, accanto ai nomi di quanti la montagna ci ha portato via, quello di un'altra vittima: lambiente". Non è, per quanto strano possa apparire, la solita drammatizzazione di qualche fanatico ambientalista, ma è solo la constatazione di chi si trova a convivere giornalmente con lo “scempio” che si sta perpetuando da tempo in nome della sicurezza. Le ragioni che ci portano a dire questo sono insite all’interno dello stesso piano di riperimetrazione della così detta “zona rossa”. Infatti, per stessa ammissione della commissione tecnica, si ammette che la riperimetrazione è legata allo stato di avanzamento della conoscenza del fenomeno franoso, ma la stessa commissione nel contempo ammette che ad oggi gli interventi messi in atto sono stati progettati secondo dei modelli che presentano delle incertezze in merito alla determinazione delle aree di mobilitazione, degli spessori e dei volumi delle frane, alle dimensioni delle colate, delle velocità e delle portate. Quindi, se da un lato si afferma che il fenomeno è conosciuto di più rispetto al 1998, dall’altro si ammette che le incertezze ancora esistono e non sembrano di poco conto” (da: "La 138a vittima" di Mancusi A. & Ruggiero L. in "Libro Bianco sulla gestione e messa in sicurezza del territorio a sette anni dalla catastrofe del maggio 1998". a cura di Antonio Vallario. SIGEA supplemento al n. 2/2005)
L’affaire Sarno è solo una punta dei tanti iceberg, staccatisi dal ghiacciaio della società civile che galleggiano nel mare del saccheggio perpetrato all’Italia dal dopoguerra ad oggi nel nome del popolo.
Alessandro Cascone
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Iscritto: May 2004
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Iscritto: May 2004
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Caro Cascone, l'argomento era interessante, almeno per noi geologi camapani, ma vista l'assordante silenzio dei nostri colleghi corregionali che frequentano il forum faccio tre ipotesi: 1) sono tutti in ferie ( beati loro) 2)l'argomento non interessa ( poveri noi.. come categoria) 3) hanno tutti lavorato o lavorano( tranne io e te) nella zona di Sarno ( buon per loro dal punto di vista economico, ma ,visti i risultati, male dal punto di vista professionale). Saluti Sabato D'Elia
Sabato D'Elia
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Iscritto: Dec 2004
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Iscritto: Dec 2004
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Sinceramente non riesco a capire perchè coloro i quali abbiano lavorato o lavorano su Sarno possano trovare più vantaggioso astenersi dall'esprimere opinioni sull'affaire.
Abbozzo alcune motivazioni:
1) condividono sinceramente quanto è stato fatto.
In questo caso il loro contributo alla discussione potrebbe essere illuminante.
2) non condividono quanto è stato fatto ma evitano di esporsi per paura di perdere eventuali futuri incarichi dal Commissario per l'Emergenza Idrogeologica Potrebbero comunque partecipare alla discussione sotto nickname (ecco una condizione utile per operare nell'anonimato)
3) non hanno nè capacità tecniche nè onesta intellettuale per esprimere un'opinione potrebbero partecipare alla discussione per imparare qualcosa
UN UOMO CORAGGIOSO MUORE UNA SOLA VOLTA....UN CODARDO CENTO VOLTE AL GIORNO. (G. Falcone)
......perchè aspettare sempre l'UOMO di turno ?
Alessandro Cascone
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Iscritto: Dec 2004
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Iscritto: Dec 2004
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Quando nel 2005 fu fatto il Convegno a Sarno per la commemorazione dei 7 anni dalla tragedia, durante il sopralluogo nella zona che fu rasa al suolo scoprimmo che si stavano ricostruendo civili abitazioni con ordinanza commissariale ancor prima che l'autorità di bacino competente, AdB Sarno, avesse approvato la riperimetrazione dell'area fino a quel momento considerata rossa.
Una cosa agghicciante fu che le costruzioni venivano fatte tutte senza chiudere i vani al piano terra così come disposto da un'ordinanza commissariale nell'eventualità di ulteriore e successiva colata.
DOMANDA: ma se fu chiesta la riperimetrazione della zona, declassandone il Rischio per la presenza delle vasche di laminazione, perchè preventivare successive colate e quindi imporre di non chiudere i vani al piano terra ??
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by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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