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Nello studiare lesioni ad un edificio che si imposta su terreno argilloso, sto cercando di capire il comportamento di tale litologia....ragionando in termimi di legami elettrochimici penserei che un'argilla con un certo contenuto di acqua abbia maggior coesione di un argilla secca, ma l'angolo di attrito dovrebbe avere la tendenza contraria...in quale caso ho maggior portanza? Nella mia indagine le argille dovrebbero aver subito un collasso in un evento "traumatico" dovuto a vibrazioni che hanno sollecitato eccessivamente il sistema terreno fondazioni...immagino che lo sforzo sia stato di compressione e di trazione. Per la trazione l'angolo di attrito non aumenta la resistenza...o sbaglio? Insomma tutto mi farebbe credere che data la situazione il terreno secco ha giocato in senso sfavorevole...ma a intuito avrei detto il contrario, perchè mai spererei di fondare un edificio su argilla sotto falda! Grazie come sempre
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Iscritto: Jun 2000
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Sei sicuro che la causa dei dissesti sia da ricondurre ad un "evento traumatico"?, molto spesso in argille "villafranchiane" (perdonami il vago riferimento), ho osservato fenomeni che possono essere ricondotti a naturali variazioni volumetriche delle argille, connesse presumibilmente alle mutate condizioni di umidità; difatti monitorando le lesioni ho notato nel corso dello stesso anno aperture delle lesioni nei periodi siccitosi (luglio agosto), e a volte chiusure in quelli invernali (evidenti sopratutto se piove molto), dove ho realizzato dei sondaggi si sono rinvenute nei primi metri (2-3) numerose fessurazioni delle argille, e rigonfamento delle carote estruse (presumo per il contatto con l'acqua).
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la situazione è più complicata...sicuramente è come dici te...infatti ho già preso in considerazione l'aspetto, ma siccome c'è un'azione legale in corso e io sono il tecnico di parte devo tirare l'acuqa al mio mulino, sperando di non dire troppe fesserie! Oltre ai cambiamenti di volume dovuti al variare del contenuto d'acqua(aiutatai anche dalla presenza di un drenaggio a filo della casa in corrispondenza della lesione), ci sono di mezzo lavori non autorizzati nella sede stradale. Sono quasi sicura che queste vibrazioni, prodotte dai mezzi, siano stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I dati pluviometrici dicono che non aveva piovuto, era il mese di maggio e il giorno dopo si sono manifestate le lesioni (gravi)...ecco perchè la mia perplessità sul contenuto d'acqua....
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Iscritto: Jun 2000
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le mie osservazioni erano ovviamente al "buio", sè le lesioni sono comparse in modo repentino è molto probabile che le cause siano altre, devo comunque dirti con molta franchezza che non ti invidio; ai tecnici di parte i committenti vorrebbero sempre scrivere le conclusioni. ciao e buon lavoro
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Iscritto: Feb 2007
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Ciao, sono di Arezzo anch'io, magari ci conosciamo, molto prbabile. Di che entità sono le lesioni? hai un'idea delle distorsioni angolari? di che tipo di fondazione si tratta? hai un sondaggio, una cpt, un piezometro? quanta superficie permeabile cè nell'intorno dell'edificio? a che profondità sta la falda? drenaggio=allarme in che zona sta l'edificio?
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Iscritto: Mar 2004
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Ciao, se non ho capito male a seguito di lavori in corso si sono presentate delle lesioni all'edificio. Hai valutato l'ipotesi che a seguito delle vibrazioni dei lavori vi siano state ripercussioni sulla struttura indipendentemente dalle condizioni geotecniche del terreno? Ovvero, il punto debole potrebbe non essere nel terreno argilloso, ma nelle strutture di fondazioni. Hai accertato la loro integrità ed il loro dimensionamento?
Io personalmente negli studi di edifici lesionati agisco sempre con la collaborazione di un ing strutturale.
Saluti Simone
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"Io personalmente negli studi di edifici lesionati agisco sempre con la collaborazione di un ing strutturale" mi sembra il minimo se non si vuole fare gli "azzecacarbugli" ciao
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Iscritto: Jun 2005
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ovviamnete c'è anche un ingegnere....e ovviamente il problema è più strutturale che altro! Ma data la mia incombenza devo dimostrare quello che mi torna più comodo, con un minimo di veridicità! L'edificio è vecchio di almeno 150 anni e comunque fino ad adesso aveva più o meno retto...nessuna notizia sul tipo di fondazione (ammesso ci sia).... Tutte le vostre considerazioni sono più che giuste...ma quello che mi servirebbe è un consiglio su queste argille. Per Alessandrop...forse ci conosciamo, non saprei...io provengo dalla scuola "senese"...la zona è quella della pianura alluvionale di monte san savino... grazie a tuttiiiii
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Iscritto: Oct 2000
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Se io fossi la controparte dimostrerei come ha detto Scorpioni che è in atto un ritiro delle argille...causa predisponente. Le vibrazioni hanno innescato un cedimento (causa scatenante) inevitabile della struttura che ha quindi seguito il terreno.
Mi stupisce che questo ritiro delle argille, ch scopro assai diffuso nelle regioni Toscana, Emilia, Veneto, e altro. Non sia accompagnato da pubblicazioni e convegni o me li sono persi?
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Iscritto: Feb 2007
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Ma non hai niente di indagini geognostiche? Se l'edificio è rimasto relativamente stabile per 150 anni dubito che dall'oggi al domani si possa verificare un un ritiro delle argille così Importante. Potrebbe accadere se nell'intorno fossero state impermeabilizzate le superfici, asfaltando o cementando. E' già accaduto. Dicci di più di questo drenaggio però! Qualche pozzo nuovo nelle vicinanze? P.S.: sono della "scuola" di Firenze, non ci conosciamo. Se hai bisogno di misure su pozzi ed ERT nella zona fammelo sapere. Ciao.
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