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OP
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Ciao a tutti, faccio la professione da qualche anno (non molti) e spesso mi sono chiesto come si fa a vivere di sola professione. Molte volte mi sono dovuto confrontare con "colleghi" che fanno la libera professione come seconda attività con prezzi anche inferiori alle 300 (dico trecento) mila per una relazione in zona sismica per un nuovo fabbricato!!! Chiedo consiglio a chi si è confrontato prima di me con problemi del genere: come si fa a "fare il geologo" di professione in un contesto del genere? E poi passiamo per essere la solita categoria di piagnucoloni che danno la colpa sempre ad altri sul mancato utilizzo dei geologi! Come si fa a coinvolgere l'Ordine in simili questioni ? Scusate lo sfogo un pò confuso ma spero che sia un problema solo mio! 
Alfredo
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Iscritto: Apr 2000
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Iscritto: Apr 2000
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No, non sei l'unico. Qualcosa dalle mie parti inizia a muoversi in tal senso: - arretrati epap; - quota annuale epap; - iscrizioni varie; - colleghi che chiedono di più (perchè loro si e io no?).
Non pensare di entrare e di avere subito il "mercato pronto". In bocca al lupo.
Aldo :rolleyes:
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Iscritto: May 2001
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Caro collega, sembrerebbe che da calcoli fatti tramite l'EPAP il reddito medio annuo dei geologi sia di 3 milioni. E' ovvio che se così fosse non si potrebbe vivere di sola professione. L'unico consiglio che mi sento di dare è quello di valorizzare il lavoro che facciamo e di farlo con professionalità, nella speranza di togliere terreno sotto i piedi di coloro, e purtroppo sono in molti, che rifilano delle patacche per 300 mila lire. Una volta che ci siamo riusciti potremo farci pagare ciò che è giusto. In quanto a sensibilizzare gli Ordini su questo argomento personalmente sono molto scettico (ma mi auguro di sbagliare).
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Iscritto: Jan 2001
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Iscritto: Jan 2001
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Solo per ribadire un concetto che deve entrare nel nostro bagaglio culturale. Non e' che gli altri ordini abbiano situazioni diverse dalle nostre. Amici e colleghi ingegneri o architetti si lamentano conle stesse frasi. La professione all'inizio e' una missione, dopo qualche anno si comincia a vivere di rendita. La mentalità deve essere pero' dinamica e imprenditoriale come qualsiasi altra attività di lavoro autonomo. Gli ordini fanno quello che possono (chi partecipa alle elezioni per i vari rinnovi?) e in ogni caso sono colleghi che dei nostri problemi sono pienamente a conoscenza.
Quando ci chiedono che mestiere fa di preciso il geologo, di solito siamo in difficolta' perche' l'attivita' professionale ha mille risvolti diversi. Ebbene qs e' la nostra ricchezza. Recentemente mi sono trovato a vagliare diverse proposte di collaborazione per un ruolo non specificatamente da geologo... a parte il fatto che un collega partiva favorito, ho trovato che l'elasticita' mentale e l'umilta' dei laureati nel nostro corso, sia introvabile in laurearti in altre discipline.
Ciao
Vittorio
~~~~~~ musrus adroc XXXXXX ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Dr. Geol. Vittorio Bruno ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ E-mail: vittorio.bruno@tin.it
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Iscritto: Apr 2000
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Mi permetto di entrare nella discussione riferendo ciò che ho notato (mi sbaglierò forse ma le notizie rilevate sono statisticamente accettabili): è vero i prezzi liberi sono ridicoli e infamanti oserei dire ma la cosa strabiliante è che la buona parte (e sottolineo la buona parte) dei "colleghi" che praticano certe tariffe sono, guarda un pò, colleghi che hanno anche un secondo lavoro, tipo insegnanti (che si scatenano soprattutto d'estate)o altro e che, torno a ribadire come ho fatto gia tante volte sul forum, secondo me fanno male entrambi i lavori (eventuali colleghi col doppio lavoro di cui uno non inerente la professione intervengano pure per protestare ma io la penso così, è chiaro che c'è sempre qualcuno che si salva ma.......). La professione libera non è un hobby come il bricolage ma una sorta di esame giornaliero dove ogni giorno si studia e ci si documenta. Peccato per chi non ha il tempo di farlo e chiede trecentomila lire. Si vede che tanto ritiene giusto di valutare la sua preparazione. Saluti
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Iscritto: May 2001
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Il problema è che in tal modo viene svalutata la professionalità dei tanti che come giustamente dici tu si documentano continuamente, ed inoltre il nostro lavoro viene visto da altre figure professionali o dai committenti stessi come il documento accessorio richiesto dagli Enti competenti, per cui passa per buono il discorso :"tanto vale farlo fare da chi chiede meno". Come diceva un nostro collega purtroppo scomparso prematuramente ci vorrebbe un terremoto ed un'alluvione all'anno per far si che la nostra professione venga valorizzata. Di queste catastrofi purtroppo ce ne sono state nel nostro Paese, ma non abbiamo avuto la forza necessaria per imporci come tecnici "necessari". Oggi forse qualcosa si sta muovendo ed ecco perchè il mio richiamo ad un lavoro svolto in maniera professionale ed all'impegno di tutti coloro che operano quotidianamente nel settore affinché venga dato giusto risalto al nostro lavoro. In bocca al lupo a tutti.
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C'è qualcosa cosa che mi sfugge... Perchè un falegname può fari i prezzi che vuole ed un Geologo no? Se chiedi poco è ovvio che dai poco, se chiedi molto evidentemente hai qualcosa di più da offrire. Non è con le tariffe controllate che si risolve il problema, ma SOLO con la qualità del prodotto. Secondo me gli Ordini professionali andrebbero aboliti, non svolgono alcuna funzione di tutela degli associati e sono contrari alla logica della concorrenza, che invece è tutelata addirittura a livello comunitario. E' inutile lamentarsi perchè "qualcun altro" ha fatto i prezzi troppo bassi, bisogna invece impegnarsi per dimostrare al Committente che spendendo un poco di più può ottenere qualcosa di più utile. Nella mia personale esperienza sono riuscito a convertire qualche "vecchio" geometra che chiedeva le relazioni solo perchè obbligatorie per il Genio Civile a fare indagini accurate dimostrandogli che la maggior spesa poteva tranquillamente essere risparmiata nelle fondazioni.
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Iscritto: Apr 2001
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D'accordissimo con Carlo. Non vedo l'utilità dell'ordine: avendo in ballo dei lavoretti in questo periodo, ho deciso di iscrivermi. Telefono all'Ordine della mia regione, mi informo, pago i miei bollettini, porto tutta la documentazione in sede e ... che bello! Mi si dice che sarò iscritto non appena si riunirà il consiglio, molto prob. a settembre... Sono questi i tempi di chi dovrebbe garantire 1 professionista? E intanto ho già dato... saluti poggio 
Stefano Pavia
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Iscritto: Oct 2000
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Vorrei portare la mia piccola e personale esperienza: nel '96, l'Ordine Regionale della Sicilia, per tentare di contrastare il fenomeno dei prezzi superscontatissimi, "impose" agli iscritti l'adozione di un "contrattino" da allegare agli studi geologici, idrogeologici, geotecnici, etc. nel quale si riportava anche, oltre ai dati del committente e del professionista, l'importo del corrispettivo percepito dal professionista, che, ovviamente, doveva rispettare il minimo del tariffario, il tutto con autodichiarazione firmata sotto la propria responsabilità. Apriti cielo! So per certo che decine di colleghi hanno minacciato l'Ordine Regionale, paventando abusi vari, di denuncie alle Procure, e qualcuno ha scritto anche all'Ordine Nazionale. Non voglio entrare nel merito di chi aveva ragione dal punto di vista legale, ma mi chiedo a che gioco giochiamo. Chi è che non vuole l'applicazione del minimo del tariffario? Forse chi non vive di sola professione, o forse il neolaureato che, pur per introdursi nel mondo del lavoro abbatte ulteriormente i prezzi, o forse l'anziano che, per difendersi dai giovani segue la stessa strada...più probabilmente tutti e tre. Forse tutti quanti, me compreso, dovremmo farci un esame di coscienza... Avrei ancora tante cose da dire...ma già sono stato molto prolisso. Buon lavoro a tutti!
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Iscritto: May 2001
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Vada per il neoloaureato che pur di introdursi nel mondo del lavoro si propone con prezzi inferiori (chi non lo ha fatto all'inizio della carriera), ma ciò non significa che il proprio lavoro non venga fatto con professionalità, anzi semmai l'impegno profuso è maggiore visto la poca esperienza. Ciò che invece è da biasimare è il già citato atteggiamento di chi è impegnato in altri lavori (insegnanti in particolare) e offre lavori a prezzi stracciati (senza nemmeno fatturarli). Questa, per rispondere a Carlo, non è una concorrenza leale.
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