Filo diretto con i geologi italiani    
 
Non sei ancora iscritto ?
Compleanni di Oggi
Daniela R. (43), Marco81 (45), peppino (77), Valrenrytr (31)
Chi è Online Ora
0 membri (), 616 ospiti, e 2 robot.
Chiave: Admin, Mod Globale, Mod
Top Poster(30 Giorni)
GEOTEA 4
Devid 2
Sponsor
GeoFoto
Frammento azzurro trovato in strada
Frammento azzurro trovato in strada
by Keccogrin, December 6
Qualcuno sa di cosa si tratta?
Qualcuno sa di cosa si tratta?
by Alex_Bach, September 21
Uovo ?
Uovo ?
by ACM80, August 25
Riconoscimento roccia
Riconoscimento roccia
by rama12, April 17
Sponsor
Sponsor
Discussione Precedente
Discussione Successiva
Stampa Discussione
Valuta Discussione
Pagina 1 di 8 1 2 3 4 5 6 7 8
Iscritto: Aug 2001
Posts: 1,882
V
VM Offline OP
Member
OP Offline
Member
V
Iscritto: Aug 2001
Posts: 1,882
Sangun, nel rispondere ad una domanda nella stanza "geologia e professione" ha scritto:
-è pazzesco constatare che ancora l'università e ancora peggio gli studi per l'esame di stato non preparino affatto al mondo del lavoro e ci sia tanta ingenuità nel porsi tante domande.-

Devo dire che mi ha preceduto.

Sono laureato da 36 anni ed abilitato alla professione da 34 e mi leggendo le domande poste dai neo-geologi mi domando quale sia stata la loro effettiva preparazione universitaria e quella per l'esame di stato.

Dobbiamo già combattere in un ambiente difficile, facendoci strada a spallate nel mondo degli ingegneri (con cui collaboro da sempre senza problemi e con reciproca soddisfazione)

Se i nostri docenti ci sfornano giovani con scarsa preparazione e le commissioni per l'esame di stato accettano di abilitare gente con scarsa o nulla preparazione sarà sempre più difficile difenderci dalla lobby ingegneristica.

Sia ben chiaro, non ce l'ho con i giovani, ma con chi non è in grado di dare adeguata preparazione.

Ho lanciato il sasso......

Iscritto: May 2002
Posts: 13
V
Junior Member
Offline
Junior Member
V
Iscritto: May 2002
Posts: 13
Hai perfettamente ragione,infatti è proprio così. Io mi sono laureata a Pisa lo scorso Aprile e da maggio mi sono messa a preparare l' esame di abilitazione. Ho la fortuna di avere uno zio geologo che mi da' una mano, ma ti assicuro che è stato molto frustrante e amaro dover constatare che anni di impegno equivalgono a zero. Io avevo scelto l' indirizzo Applicativo, perchè volevo (e voglio) fare la professione, ma nel corso di laurea (quello di cinque anni) che ho frequentato io ad esempio, non si parlava di geotecnica se non come un modulo in un corso più generale. Una volta c'era la possibilità di frequentare un corso e di dare un esame, ma, nota bene, a ingegneria, possibilità che è stata tolta dopo che questo corso è stato bloccato da Scienze delle Costruzioni (io non ho fatto in tempo a frequentarlo, per esempio: ero troppo piccola quando l' hanno tolto). Altre materie chiave come Idrogeologia o Geofisica sono state ridotte a mere lezioni in classe, senza mai avere la possibilità anche minima di vedere dal vivo quello di cui si parla (un penetrometro? un geofono?).
Ma ai professori questo non interessa: quando si discuteva su come strutturare i nuovi corsi in vista della riforma i rappresentanti degli studenti (e anche qualche docente, devo dire) avevano proposto un corso con un più stretto legame con la pratica, ma sono stati messi in minoranza da una schiera di "baroni"...quelli che passano la vita a farsi seghe mentali su come si sono messe in posto le Alpi o gli Appenini oppure sul perchè un minerale cristallizza così e non cosà, perchè evidentemente non hanno il problema di guadagnarsi il pane. E non solo questo: per quel che posso dire io anche dal punto di vista tecnologico c'è un gap enorme fra l'università e la vita professionale...non c'è nella maggior parte dei casi alcuna voglia di sprecare tempo e fatica ad aggiornarsi, quindi quando uno esce non solo deve imparare i rudimenti della professione (che non gli hanno insegnato), ma anche l' uso di strumenti (per esempio software) che sono entrati nella pratica comune! E in più,dopo anni di studio faticoso (la facoltà di Geologia non è per niente facile!), ti senti dire che i giovani non sanno niente!
Scusa l'amaro (e lungo)sfogo


Valentina
Iscritto: Jun 2002
Posts: 8
D
Junior Member
Offline
Junior Member
D
Iscritto: Jun 2002
Posts: 8
Non c'è nulla di più vero. Anch'io, una volta uscito dall'università (circa un anno fa) ho potuto constatare che quello che avevo sentito riguardo la professione del geologo era solo la punta di un iceberg. mad
Con questo non voglio dire, però, che l'unica soluzione sia quella di mollare anche se la tentazione ,in alcuni momenti, è stata davvero forte. Ciò che mi fa andare avanti, oltre alla passione per la geologia, è vedere che si può riuscire a colmare le lacune dell'università (per esempio la geotecnica) ed iniziare ad "ingranare" nel duro mondo della libera professione tirando fuori, non solo bussola e martello, ma anche una discreta dose di umiltà e di buona volontà; questo vuol dire, come ha detto il collega VM in un suo recente intervento, pulire il cesso del geologo più anziano per trovare la relazione geologica da poter fotocopiare....... smile

Iscritto: Apr 2000
Posts: 459
G
geo Offline
Member
Offline
Member
G
Iscritto: Apr 2000
Posts: 459
Nota polemica:
siamo sicuri che la relazione fotocopiata valga la carta su cui è stampata?


Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
Iscritto: Aug 2001
Posts: 1,882
V
VM Offline OP
Member
OP Offline
Member
V
Iscritto: Aug 2001
Posts: 1,882
Dalle risposte finore ricevute vedo che purtroppo la mia impressione à vera.

l'Università è tuttora in mano ai baroni. ma almeno fossero ibaroni di una volta che avevano accumulato esperienza e (se si comportavano bene) la mettevano a disposizione dei "vassalli".

I baroni attuali non mi sembra che siano in grado di mettre nulla o quasi nulla a disposizione degli studenti.

Ho avuto alcune amare esperienze incontarndone qualcuno come "onsulente" per alcune opere, non vi dico quali pozii di ignoranza ho trovato.

Credevo di essermi imattuto in qualche rara eccezione, ma da quello che scrivono i miei giovani colleghimi sembra che l'eccezione sia la regola.

Dunque ai giovani non resta altro che "pulire i cessi" ad un collega più anziano per cercare di imparare qualcosa?

Mamma mia che tristezza!!!!

Altra provocazione.

Se le cose stanno veramente così non sarebbe meglio abolire la facoltà di geologia e aggrgarla ad ingegneria, magari come ingegneria geologica?

Iscritto: Jul 2002
Posts: 70
S
Member
Offline
Member
S
Iscritto: Jul 2002
Posts: 70
Ritorniamo sempre all'argomento che caratterizza i miei posts (una noia da leggere ormai shocked )....Perche` non abbiamo un'universita` legata all'industria ed ai suoi bisogni professionali?

Guardiamo in faccia alla realta`....ci insegnano pura teoria, poca pratica sia sul campo che dal lato informatico. Come ho gia` postato una volta, ricordo che qualcuno anni fa propose di privatizzare in parte il sistema universitario. Ricordo ancora meglio le manifestazioni in piazza e le aulee occupate. Forse qualcuno di quelli che al tempo si scandalizzarono ora non sputerebbero tanto su di un corso in modelli idrogeologici, interpretazione sismica, o su di una tesi con una compagnia petrolifera/ambientale.

Sento sempre i miei colleghi italiani sputare sugli USA e surfare l'onda di antiamericanismo tanto di moda, ma il geologo/geofisico americano neolaureato (e nordeuropeo) sa usare software e trova lavoro, sia nel campo petrolifero che ambientale/idrogeologico. Io non sarei dove sono se non avessi studiato e lavorato in America.

Meditate gente, meditate.....

Ciao a tutti,

Stefano


Stefano Baffi
Seismic Interpreter
Horizon Energy Partners
Scheveningseweg 8
2517 KT The Hague
Netherlands
Iscritto: May 2002
Posts: 15
D
Junior Member
Offline
Junior Member
D
Iscritto: May 2002
Posts: 15
Scusa Stefano ma non sono per nulla d'accordo a privatizzare anche parzialmente l'istruzione universitaria!
Le privatizzazioni del resto fin'ora non si sono mai rivelate come il colpo di genio che risolvesse i vari problemi di una gestione accentrata.....pensa un po il casino che succederebbe con una gestione dell'instruzione lasciata in mano soltanto a poche ditte che potrebbero fare cio che vogliono e spingerla verso alcune direzioni...pericolose...gia adesso tra i vari atenei c'e molta variazione di preparazione che un giovane puo avere, figurati dopo....mi riferisco ad una gestione tipo master che costerebbe milioni (in lire) e che di conseguenza non tutti potrebbero accedervi....e qui chiudo questa osservazione! mad
Il fatto che purtroppo lo studente che esce da geologia non sia per nulla in grado di fare una relazione geologica, o meglio muoversi tra i libri e gli strumenti giusti, è un dato di fatto, è vero!
E pur vero che esistono "baroni" universitari intoccabili (e baronesse...) che soltanto a dover usare excel per fare un tabellino idiota vanno in panico e vanno giu di carta e penna....e vero o no???!!!
Mi ricordo benissimo pero, e sfido chiunque a dire il contrario, che quando si facevano i piani di studio mettendo i vari esami, i primi a non essere considera erano sempre quelli dove ti dovevi fare piu il culo, studiando di piu, e dove la bocciatura all'esame non era affatto un caso isolato...le scelte quindi erano in parte per il piacere (30%) ma almeno per il 50% si e sempre dato un occhio al fatto se l'esame fosse o meno una belinata...passatemi il termine....ed il trenta fosse facile a beccarlo!
Per la mia esperienza di studio, attualmente l'universita e troppo retrò sull'informatica applicata alla geologia, e anche molto,(salvo qualche raro caso di corsi tosti molto informatizzati...almeno al geofisico di GE) e questo ti gambizza letteralmente quando esci, anche quando compili un curriculum, perche molti possono mettere nelle conoscenze informatiche soltanto il Word e l'Excell, o simili, magari imparati per scrivere la tesi, e basta!!!
Tristissimo no?
Concludendo infine la mia idea e che nell'universita vi sono alcuni validi elementi (molto pochi e vero) ma che DEVONO E HANNO BISOGNO di essere spronati dagli studenti, che non devono subire lezioni laboratori pallosi e lezioni aride, ma partecipare attivamente (che non vuol dire leccare il culo, ben intesi!!!). Gli stessi poi non possono piangersi sempre addosso, dopo, sul fatto che non hanno imparato nulla, ma devono agire prima, partecipando anche ai CCL attivamente, proponendo campagne che raggruppano piu corsi per esempio ( A GE sarebbe una figata una campagna di 5 gg di sola geofisica che unisca i corsi interessati, ma manca e nessuno magari ha mai pensato di proporla ai prof....) e non mettere gli esami con prof fantocci solamente e poi uscire di li e sparare addosso all'universita...
Certo esistoni sta c...di baroni all'univerita..e vero purtroppo.....gente che con qualche articolo ha vinto il posto e di li non se ne vanno piu anche dopo la pensione.....che glielo fa fare a rinunciare di decine di milioni al mese....a questo onestamente non so che proposta fare.....so che ad ingegneria hanno una classifica di merito aperta...che valita la capacita di insegnamente e le pubblicazioni....infatti e pieno di gente che sono dei cani ad insegnare ma dei geni nell ricerca e viceversa, un sistema del genere puo fare capire che deve fare ricerca e che deva andare in aula dai ragazzi...e l'ateneo non perderebbe ne il ricercatore buone ne il prof buono....ma sono sicuro che alla fine gli interessi economici prevalerebbero e allora la soluzione piu ovvia??...parita della carriere no? stessa busta paga!!
Scusate il mio pensiero a "vomitata" ma finisco veramente dicendo che VM dice benissimo sul fatto della gavetta necessaria per rubare il lavoro al professionista bravo! Certo che se uno non ha vogli di farsi 20 min di treno, non va sui cantieri se piove, non vuole fare le fotocopie e restituzioni a CAD di tavole perche dice che e compito del geometra...beh.....traete voi cio che penso.....
Ciao Ezio

Iscritto: Aug 2001
Posts: 1,882
V
VM Offline OP
Member
OP Offline
Member
V
Iscritto: Aug 2001
Posts: 1,882
Magari i corsi universitari fosero carenti in quella che è la parte pratica dell'informatica applicata alla geologia!!!!

Evidentemente sono carenti in quella che è la metodologia di studio.

Quando ero studente non è che i corsi universitari insegnassero molta più pratica di ora, anzi......!!

Insegnavano però a ragionare.

Nessuno dei miei colleghi dopo laureato è entrato in crisi per come fare una relazione geologica, per come trovare dei dati di qualsiasi tipo su una zona, ecc. ed allora non esistendo l'informatica r la rete era certo molto più difficile averli.

Non esisteva il corso di geotecnica e il corso di geologia applicata consisteva in tanta geologia regionale (nel mio caso della Toscana) e qualche accenno alla stratimetria e alla geologia del petrolio.

Eppure, dopo laureati. ci siamo rimboccati le maniche, con l'aiuto di un docente e di un Direttore di istituto (barone si ma illuminato) abbiamo creato il primo laboratorio di geotecnica aggregato ad un istituto di geologia, comprato un penetrometro statico ed una sonda permettendo così agli studenti di avvicinarsi in modo pratico alle problematiche della professione.

Naturalmente la burocrazia e l'inviadia dei nuovi baroncelli ha segato le gambe all'iniziativa e tutto è ricaduto nella mera teoria.

Siamo usciti dall'Università nella maggior parte e siamo finiti sia nelle imperse private sia a fare la libera professione, incontrando i soliti problemi ma senza incomprensioni con gli ingegneri.

Io personalmente ho collaborato per una serie di progetti di grandi opere con il Prof. Ing. Arrigo Croce, titolare della cattedra di geotecnica dell'università di Napoli, senza problemi e con reciproca soddisfazione.

Vedo che ho divagato torniamo all'argomento principale: le facoltà di geologia non preoarano i giovani.

Certo sarebbe importante che nei vari corsi si insegnasse ad utilizzare gli strumenti minimi dell'informatica (Office,CAD,Corel,GIS, ecc.) ma quello che secondo me è grave è che non si insegna a come utilizzare i nuovi strumenti di modellazione che sono ormai di uso comune.

Agli studenti andrebbe insegnato come si costruisce concettualmente il modello matematico di una falda, di un versante, di un ammasso roccioso, quali sono gli elemeti minimi necessari per farli funzionare, quali sono i loro limiti, come vanno tarati, ecc.

E non mi sembra che il nostro ordine sia a livello nazionale che regionale faccia molto per risolvere il problema.

Chiudiamo però con le lamentele cerchiamo di essre pratici.

Usando questo nuovo grande strumento che è la rete creiamo un movimento che spinga dal basso ad una riforma seria della nostra facoltà.

Facciamo in modo che i giovani laureati non siano costretti ad andare ad elemosinare un pò di conoscenza dai colleghi più anziani.

Fate delle proposte

Iscritto: Jul 2002
Posts: 70
S
Member
Offline
Member
S
Iscritto: Jul 2002
Posts: 70
Ezio, grazie per la risposta critica wink
Non sono d'accordo con tutto quello che dici.

Quote:
Le privatizzazioni del resto fin'ora non si sono mai rivelate come il colpo di genio che risolvesse i vari problemi di una gestione accentrata.....pensa un po il casino che succederebbe con una gestione dell'instruzione lasciata in mano soltanto a poche ditte che potrebbero fare cio che vogliono e spingerla verso alcune direzioni...pericolose...
confused Prima di tutto faccio fatica a comprendere quali possano essere le direzioni pericolose di un sistema universitario privatizzato in parte, o totalmente (mai detto che dovesse essere completamente in mano all'industria).

Quote:
gia adesso tra i vari atenei c'e molta variazione di preparazione che un giovane puo avere, figurati dopo....mi riferisco ad una gestione tipo master che costerebbe milioni (in lire) e che di conseguenza non tutti potrebbero accedervi....e qui chiudo questa osservazione!
Mi dici che un sistema privatistico porterebbe alla perdita del diritto fondamentale di uno studio accessibile a tutti. Dal mio punto di vista l'universita` italiana era, ai miei tempi, un parcheggio per tanta gente che non sapeva cosa fare altrimenti e puntava il dito su di una facolta` che sembrava-suonava ok, spesso senza reali motivazioni. Se la retta fosse stata piu` alta, ci sarebbe stata meno gente ma piu` motivata. E` ovvio che se ci sono cento studenti per professori la qualita` del servizio educativo diminuisce. Se invece avessimo piu` professori con buste paga piu` basse e meno studenti, forse le cose andrebbero meglio. Se a qualcuno questo discorso suona politicamente incorretto, mi spiace ma questo e` cio che penso sull'argomento.

Pensiamo ad un'ipotetica facolta` di scienze geologiche con un laboratorio di stazioni Unix con caricati i software standard dell'industria petrolifera. Se volgiamo sbragarci :rolleyes: , pensiamo che ci sia anche un laboratorio con un misto PC/Mac dove ci siano i software per l'industria ambientale/geotecnica.
Lasciando ovviamente perdere i system engineers per fare funzionare i due laboratori, ci servono ancora dei docenti che possano insegnare agli studenti sia la teoria dell'applicazione pratica di questi programmi.

Esiste una cosa del genere in qualche ateneo italiano? Fatemelo sapere se si! eek Mi rendo conto di parlare di standards che vengono applicati all'estero, dove gli strumenti informatici sono valutati e dove il geologo non fa solo geologia ambientale ed applicata. VM ha completamente ragione

Quote:
...sarebbe importante che nei vari corsi si insegnasse ad utilizzare gli strumenti minimi dell'informatica (Office,CAD,Corel,GIS, ecc.) ma quello che secondo me è grave è che non si insegna a come utilizzare i nuovi strumenti di modellazione che sono ormai di uso comune.

Agli studenti andrebbe insegnato come si costruisce concettualmente il modello matematico di una falda, di un versante, di un ammasso roccioso, quali sono gli elemeti minimi necessari per farli funzionare, quali sono i loro limiti, come vanno tarati, ecc.
Forse il vero, reale problema e` che il nostro sistema universitario si adegua alla richiesta della societa` italiana. Solo adesso gli organi decisionali si accorgono del GIS, del concetto di database, etc etc.. L'Italia e` un posto dove la tecnologia scientifica applicata e` spesso un passo indietro ad altre nazioni (poi ci chiediamo come mai i nostri cervelloni se ne vanno e vincono il Nobel all'estero). A che serve imparare GIS per redarre mappe tematiche che finiranno in mano a persone a cui non sarebbe importato che fossero state fatte a matita e pastelli? Abbiamo una compagnia petrolifera nazionale e la geologia del petrolio e` un spesso un capitolo marginale alla fine dei corsi di sedimentologia e di stratigrafia. Dove in Italia insegnano ad interpretare un log?

VM ha ragione, possiamo spendere ore, giorni, mesi a lamentarci ma in realta` dovremmo fare un elenco sensato di quello che non funziona, cercare tutti insieme delle alternative ancora piu` sensate ed alla fine cercare in quelche modo di farle attuare.

Stefano


Stefano Baffi
Seismic Interpreter
Horizon Energy Partners
Scheveningseweg 8
2517 KT The Hague
Netherlands
Iscritto: Aug 2001
Posts: 1,882
V
VM Offline OP
Member
OP Offline
Member
V
Iscritto: Aug 2001
Posts: 1,882
Ragazzi ripeto fate delle proposte non limitiamoci ai lamenti!!!!!!!!!

Pagina 1 di 8 1 2 3 4 5 6 7 8

Link Copiato negli Appunti
Ultimi Post
Cerco Penetrometro DL030 0 DM30
by Federico Cotza - 15/06/2026 11:33
CERCO PENETROMETRO LEGGERO DPM30
by Federico Cotza - 11/06/2026 20:11
Geologo Cercasi
by Mapa - 11/06/2026 10:32
Statistiche del Forum
Forum34
Discussioni21,074
Post147,861
Membri18,154
Massimo Online6,195
Dec 9th, 2025
Nuovi Membri
Leopolda, Mapa, Pierpaolo93, cleleo, Cuccarese F.
18,154 Utenti Registrati
Sponsor
www.geologi.it bar-2
bar-3

Per domande o commenti su questo sito Web info@geologi.it

Powered by UBB.threads™ PHP Forum Software 7.7.5
(Release build 20201027)
Responsive Width:

PHP: 7.4.33 Page Time: 0.015s Queries: 35 (0.006s) Memory: 3.0218 MB (Peak: 3.2551 MB) Data Comp: Off Server Time: 2026-06-17 16:54:28 UTC
Valid HTML 5 and Valid CSS