questo è ciò che ricordo dal corso di "geologia stratigrafica (in poche parole...):
La stratigrafia isotopica studia ovviamente gli isotopi di alcuni elementi, come C, O e a volte H (soprattutto in idrogeologia), S e N. Tali isotopi non sono però radiogenici, bensì stabili o ambientali (in cui cioè il rapporto tra gli isotopi è strettamente dipendente dalle condizioni ambientali).
Si utilizza la composizione isotopica (delta) che si esprime tramite la formula:
Delta = (Rx - Rst)/Rst per 1000 dove
Rst è il rapporto standard tra l'isotopo pesante e quello leggero (per l'O ad esempio si usa: H2O SMOW-Standard Mean Ocean Water; per C e O: CaCO3 PDB Belemnitella della Pee Dee Formation, ben conservata e quindi non diagenizzata in cui il carbonato precipitato è in equilibrio con l'acqua marina); Rx è il rapporto misurato del materiale da studiare.
La connotazione Delta, non dà valori assoluti!
Si studia insomma il Frazionamento isotopico, cioè la ripartizione degli isotopi tra due sostanze con differenti rapporti isotopici.
Scopi di tale studio: ad esempio per ciò che riguarda la variazione degli isotopi dell'Ossigeno, 16O 18O (ossigeno 16 e ossigeno 18):
1) variazioni cicliche di tale rapporto
2) ricostruzioni paleooceanografiche e paleoecologiche
3)ricostruzione delle condizioni di precipitazione di carbonati abiogenici
Meccanismi di frazionamento degli isotopi:
nell'acqua: gli isotopi + leggeri hanno maggiore libertà di movimento;nel processo di evaporazione gli 16O passeranno alla fase gassosa; le nuvole ricche in 16O scaricano acqua con 18O, + pesante, quindi si ha un progressivo arricchimento in 16O nelle nuvole e in 18O nelle piogge. Ultima tappa: piogge finali ricche in 16O, che rimarrà bloccato nei ghiacci e il ciclo temporaneamente bloccato. Durante i periodi glaciali, dunque, le acque avranno un arricchimento di 18O (nel Messiniano il Mediterraneo era ricco si 18O) ecc....
Inoltre molti organismi operano naturalmente un frazionamento isotopico secernendo gusci carbonatici con 12C +leggero o 13C + pesante in funzione della temperatura ecc....Ecco quindi l'utilità dello studio del rapporto isotopico per ricostruzioni paleoclimatiche.
I Terrazzi marini sono assai ben studiati, oltre che dal punto di vista geodinamico (del geologo del quaternario in questo caso), dal punto di vista paleontologico, cioè biostratigrafico, oppure paleoclimatico: ecco dunque le applicazioni della stratigrafia isotopica nello studio dei terrazzi, che segnano una "paleo" linea di costa nettamente, e il cui sviluppo è legato a variazioni del l.d.m (eustatismo), della mobilità della terraferma in senso verticale (attività geodinamica) e della disponibilità o meno di materiale mobile.
Qui mi fermo, però: purtroppo non conosco testi da consiglarti!
ciao