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Sento il dovere di ricordare un professore scomparso di recente, Gianmaria Iaccarino, titolare del corso di Geologia Applicata all'Università di Napoli. Noto la partecipazione di molti colleghi campani nel geoforum, che certamente ricorderanno la figura un pò bizzarra ma sicuramente autorevole, didatticamente ineccepibile del prof. Iaccarino. Seguii il suo corso nel lontano 1988 e, devo dire, se iniziai subito ad affrontare la professione con una certa dimestichezza lo devo proprio ai suoi insegnamenti, alla capacità di trasmettere il vero significato della figura del geologo nel difficile mondo della progettazione, spesso pervaso da tecnici "di effetto" o colletti bianchi attaccati a numeri e calcolatori elettronici. Grande spirito di osservazione, anche dei particolari che il territorio spesso ci nasconde, faceva sempre seguire all'attività di campagna la riflessione ed il ragionamento sulle carte; mi rimase impressa la "differenza" che egli poneva tra il geologo e l'ingegnere: il geologo è colui che sul terreno ci va di persona, che i problemi li risolve in campagna; egli ha già concluso buona parte del lavoro sul posto grazie a 2 qualità che nessun ingegnere avrà mai: l'osservazione ed il ragionamento. Ebbene, penso (e mi accorgo) che tali qualità, una volta espresse, risultano le vere risorse che spesso richiamano l'attenzione (ed il plauso) degli addetti ai lavori nei confronti della nostra categoria. Per finire, mi si perdoni l'inconsueto intervento, ma credo che molti di noi non dimenticheranno un docente che è stato in grado di trasmettere tali lodevoli capacità. Un saluto a tutti
Il vero viaggio di scoperta non è il cercare nuove terre ma è l'avere nuovi occhi.....(Marcel Proust)
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Iscritto: May 2001
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Concordo pienamente con quanto espresso dal collega nei confronti del Professore Iaccarino e mi duole constatare la distrazione dell'Ordine (ed in particolare di quello Campano), il quale poco ha fatto per ricordare uno dei pochi in grado di trasmettere dalle cattedre universitarie lo spirito professionale che deve permeare il geologo. Che la terra gli sia lieve.
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Ho seguito il suo corso nel 1987, quello che mi piace ricordare, professionalità a parte, è l'enorme simpatia che aveva. Non dimenticherò la classificazione granulometria in napoletano o il metodo per valutare la produttività dei pozzi idrici. Un saluto a tutti.
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Iscritto: Jul 2000
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Sono pienamente daccordo con quanto esprimono i colleghi nei riguardi del Prof. Gianmaria Iaccarino, infatti apprendendo la notizia dai vostri messaggi, sono rimasto abbastanza sconvolto. Sicuramente il prof.Iaccarino era considerato, una figura emblematica per la sua nota irriducibilità durante gli esami di geologia applicata, ricordo che alcuni studenti avevano ripetuto geologia applicata sette volte (vedi commissione di controllo che gli fu assegnata durante le sedute di esame su richiesta degli studenti….ho seguito il suo corso), tengo a dire pero' che egli era davvero un geologo infaticabile, con il solo scopo di trasmettere quelle conoscenze pratiche di geomorfologia, di geologia, che sarebbero servite, dall'osservazione di campagna, ad estrapolare quei dati che ti permettono di classificare, in maniera speditiva, un versante in frana, o a rischio frana , ho fatto l'esempio delle frane, poiche'e' nota la dedizione e gli studi del Professore sulle varie frane che affliggono il territorio Campano. Quindi, a conti fatti era un professore che faceva di tutto per insegnare al meglio, e lo faceva con passione, con dedizione. Credo quindi che sia una grave perdita per i geologi napoletani.
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Iscritto: Nov 2001
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Ricordo con molto dolore il Prof. Iaccarino, era una persona che ha trasmesso a diverse generazioni di geologi come affrontare la geologia applicata, quali ragionamenti bisogna seguire ecc. Io personalmente ho avuto un'ottima esperienza sia durante il corso (seguito nel 1996) sia durante l'esame. Sarà difficile per me dimentcare i suoi insegnamenti. Per argomenti di carattere applicativo (frane, opere dicaptazione ecc.) la sue era una prospettiva valida che con una rapidità di analisi ti permetteva di circoscrivere il problema, quindi travare una soluzione. 
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Cari colleghi, mi fa un certo effetto constatare il profondo ricordo che il prof. Iaccarino ha lasciato e, dalle risposte ricevute, ho rievocato le lunghe ore passate a discutere di problemi geologici (frane soprattutto) ma anche battute, barzellette (il prof. era un grande intenditore) ma, come qualcuno ha ricordato, la "mitica" classificazione granulometrica in napoletano che, se non vado errato, faceva così: a' creta (argilla), a' rena (sabbia), o' vreccillo (ghiaia), i' mazzacane (ciottoli e blocchi) ...e tante altre "frazioni" intermedie che, non essendo napoletano e dopo tanti anni, mi sfuggono. Con tanta sincera commozione esprimo anche una doverosa parola di giubilo verso il geoforum, senza il quale difficilmente avrei trovato modo di ricordare e rendere il mio modestissimo omaggio, da suo ex allievo, ad un professore che oggi non c'è più.
Saluti a tutti.
Il vero viaggio di scoperta non è il cercare nuove terre ma è l'avere nuovi occhi.....(Marcel Proust)
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Iscritto: Jan 2001
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Dopo "vriccill" venivano "vrecce" (ghiaia grossa)"piscun" (Blocchi) e "pantosch" (Massi)ma non credo di averlo scritto bene. Saluti a tutti.
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Iscritto: Apr 2000
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OP
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Iscritto: Apr 2000
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Riprendo questo vecchio post, dopo diversi anni, per sapere se qualcuno ha notizia di iniziative (commemorazioni, convegni, giornate a tema, ecc.) per ricordare la figura del prof. Iaccarino, docente che ha lasciato un ricordo davvero incancellabile.
Ormai lontano dall'ambiente accademico napoletano, chiedo ai giovani colleghi se la figura del prof. Iaccarino viene ogni tanto ricordata ed in che modo.
Un saluto.
Il vero viaggio di scoperta non è il cercare nuove terre ma è l'avere nuovi occhi.....(Marcel Proust)
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Iscritto: Jan 2008
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Mi unisco alle lodi del Prof. Iaccarino
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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