ciao Szikla,
senza entrare in polemica con nessuno, su come sono state fatte o da chi le indagini preliminari, anche perché nn so nulla al riguardo, volevo rispondere ad alcune tue domande sulle stoccaggio delle scorie radioattive.
La scelta del sito geologico da destinare a tale attività è regolata dai criteri emanati dall'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (IAEA). Essi prevedono che:
1. la zona nn deve essere né sismica, né vulcanica.
2.nn deve essere vicina a fiumi, laghi o falde acquifere superficiali.
3. nn deve essere vicina a centri abitati o a zone di cui si prevede uno sviluppo urbanistico.
4. nn deve essere in montagna o su coste soggette a frane, alluvioni, erosioni.
5.nn deve essere vicino a zone dove vi sono giacimenti petroliferi o di gas.
IL problema di Scansano Ionico è che, invece, ci sono tt questi criteri (tranne il vulcanismo). Senza considerare che il sito deve essere stabile per centinaia di anni...
Un'altro problema è di natura geologica... studi degli anni '70 indicavano i depositi salini, come adatti ad accogliere scorie del genere, perché ritenuti anidri... ma ora a 30 anni di distanza, si sa che le evaporiti anidre nn sono, ma contengono acqua sotto forma di inclusioni fluide, la quale acqua può essere facilmente mobilizzata dal gradiente termico innescato dalle scorie stesse... ed essendo caratterizzata da alte concentrazioni,ovvero altamanente corrosiva,potrebbe, con il dovuto tempo, intaccare i contenitori nei quali sono stoccate le scorie.
Un'ultima cosa sulle scorie e poi "vo via..."
Le scorie radioattive vengono distinte in due principali categorie:
scorie ad alta radioattività che derivano dai reattori nucleari e scorie a bassa radioattività che invece derivano da materiale medico oppure abiti usati nelle centrali.
Il problema più spinoso è logicamente rappresentato dalle scorie ad alta radioattività, in quanto tali scorie, nei primi 150 anni(tempo di dimezzamento dell'Uranio 135 fissionabile), innalzano la temperatura anche fino a 200°C ed è per questo che il sito in questione dovrebbe essere stabile anche dal punto di vista termico, avvero a bassa conduttività.
In tt questo.. le scorie radioattive, prima di venir "calate" in profondità subiscono vari processi per essere rese il più possibili inerti, per questo il materiale radioattivo viene vetrificato, lo si circonda di materiali ceramici(zeoliti o minerali argillosi) che dovrebbero contenere ed assorbire eventuali fuoriuscite ed infine viene immesso nei contenitori...
Mi dispiace se sono stata prolissa e forse ho annoiato qualcuno, ma volevo solo cercare di risponde ad alcune tue domande...
Una studentessa in Scienze Geologiche
P.s.
Se qualcuno fosse interessato, c'è un'ampia bibliografia a riguardo, purtroppo tt in inglese,
suo siti destinati a stoccaggio di scorie radioattive in depositi salini, su Nuclear Technology e il National Academy of Sciences, Washington
Un bacio a tt