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#39510 17/03/2004 08:16
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paulus Offline OP
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Devo redigere una relazione reologica in una zona costiera del Lazio che, con la nuova classificazione sismica, è passata in zona tre.
Prima non era necessaria la relazione sismica ora si.
C'è qualcuno tra i geologi che lavorano da sempre in zone sismiche che saprebbe suggerirmi come eseguire correttamente una relazione sismica ?
Vorrei sapere come articolarla e che genere di considerazioni e parametri bisogna presentare. In poche parole i paragrafi in cui la si deve articolare.

Grazie infinite

#39511 18/03/2004 10:37
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Allora provo a risponderti. L'art. 94 del D.Lgs 112/98 in materia di definizione delle zone sismiche cita “ Funzioni conferite alle regioni e agli enti locali” 2 a) “l'individuazione delle zone sismiche, la formazione e l'aggiornamento degli elenchi nelle medesime zone” Di conseguenza è un compito che spetta alle regioni (art. 2 O.P.C.M. n. 3274) e l'Ordinanza del P.C.M. n. 3274 del 20.03.2003 ne fissa i criteri generali e le norme tecniche e da 18 mesi per l'adeguamento. Come prima applicazione le regioni possono adottare la mappa prodotta nel 1998 dal Gruppo di lavoro istituito dalla Commissione Grandi Rischi del Dipartimento per la Protezione Civile, con l'accortezza di non procedere (nell'immediato) ad eventuali declassificazioni. I criteri si basano sulle valutazioni di ag (accelerazione orizzontale di ancoraggio dello spettro di risposta elastico) che dovranno essere eseguite in base a metodologie recenti e accettate a livello internazionale, con dati di base aggiornati (con particolare riferimento ai dati sulle sorgenti sismogenetiche, ai cataloghi dei terremoti, alle leggi di attenuazione del moto del suolo, ecc.); con procedure di elaborazione trasparenti e riproducibili, che evidenzino le assunzioni effettuate e le relative ragioni, poi dovranno essere rappresentate in termini di curve di livello con passo 0,025 g calcolate su di un numero sufficiente di punti (griglia non inferiore a 0.05°). Sulla base di tali valutazioni l'assegnazione di un territorio ad una delle zone potrà avvenire con tolleranza 0,025 g. L'insieme dei codici di calcolo e dei dati utilizzati dovrà essere reso pubblico in modo che sia possibile la riproduzione dell'intero processo. Le elaborazioni dovranno essere sottoposte a verifica secondo le procedure di revisione in uso nel sistema scientifico internazionale. Qualora siano disponibili differenti mappe di ag, prodotte nel rispetto dei criteri enunciati ai punti precedenti, queste dovranno essere messe a confronto e sottoposte a giudizio di esperti non coinvolti nella loro formulazione.
Quindi la relazione geologica geotecnica dovrà rispettare le “Norme tecniche per il progetto sismico di opere di fondazione e di sostegno dei terreni” che penso tu abbia ben presente e (mi raccomando) le modifiche dell'Ordinanza 3316.
Ora mi chiedo chi ti ha chiesto una relazione sismica? E cosa dovrebbe contenere? Non riesco a capire.

#39512 19/03/2004 08:16
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Credo che seguendo le indicazioni degli allegati della OPCM 3274/03 con le modifiche di cui all'OPCM 3316/03 non dovresti sbagliare: in particolare per il geologo sono importanti i punti 3 (requisiti di sicurezza e criteri di verifica) e 4 (azione sismica) delle norme tecniche, dando un'occhiata ai paragrafi riguardanti le fondazioni per ogni tipo di edificio.
Un link utile è
http://www.rete.toscana.it/sett/pta/sismica/classificazione/#documenti


Alessandro Tomaselli
geologo
dottore di ricerca in geofisica
http://web.tiscali.it/Marguareis/Marguareis/
#39513 22/03/2004 10:48
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Acchh! Non ho mai avuto il dono della sintesi. Grazie Alessandro Tomaselli. Comunque era anche un modo per ripetermi le cose come stanno e per sapere se sbaglio. Ciao Alessandro Venieri.

#39514 09/04/2004 06:54
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paulus Offline OP
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Ciao e grazie per l'esauriente risposta che mi avete dato.
Mi spiego meglio. Si tratta della ristrutturazione di un edificio di mia proprietà.
Oltre alle solite considerazioni di carattere generale e ed una valutazione della capacità portante del terreno di fondazione (che in questo caso è comunque una roccia)mi piacerebbe introdurre alcune considerazioni sulla sismicità.
Voglio fornire cioè qualche parametro tipo C (coeff. di intensità sismica)ed epsilon (coeff. di fondazione). Cosa che non si era fatta mai fin ora ma che qualche progettista sta cominciando a chiedere da quando la zona è diventata "3" da "4" che era.
Ora è meglio se la prima relazione del genere la faccio sulla ristrutturazione di un mio fabbricato cioè sulla mia pelle.
Quello che vi chiedo: come vi comportate voi, abituati a lavorare in territori ad alta pericolosità sismica ? Che genere di parametri fornite al progettista nelle vostre relazioni? I classici C ed epsilon oppure fate altre considerazioni ? Vorrei una traccia precisa da poter seguire e semmai l'indicazione di un testo pratico e semplice.
Grazie infinite e auguri di buona Pasqua.
Paolo

#39515 09/04/2004 07:24
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Paulus,
l'epsilon non credo faccia più parte della nuova normativa, poichè si tratta di un coefficiente di amplificazione locale del sito che non ha più ragione di essere con l'avvento del nuovo S (coefficiente di amplificazione del sito su base stratigrafica)
epsilon può assumere il valore di 1 o di 1.3, in condizioni sfavorevoli.
epsilon (e C) vengono utilizzati per ricavare il Kh, componente orizzontale della sollecitazione sismica, il quale a sua volta influenza il fattore inclinazione del carico, utilizzato nella formula di Hansen, o altre equivalenti, per la capacità portante. Per fondazioni non alte l'eccentricità che ne deriva è in genere trascurabile.
Maggiore il Kh, maggiore l'inclinazione della risultante del carico, minore la capacità portante.
Altre formule sono state sviluppate con il carico sismico in mente, puoi trovare qualcosa nei più recenti messaggi del forum geotecnica.
Se vuoi iniziare a fornire parametri sismici secondo la nuova legge dovresti anche
stabilire quale sarà lo spettro teorico di risposta del terreno, in base alla situazione stratigrafica, reale o presunta.
E anche introdurre la verifica allo slittamento della fondazione.
Tuttavia, mi sembra che la nuova normativa entrerà in vigore ad ottobre,la vecchia è tuttora valida.
Un testo con dei capitoli molto pratici, altri più complessi ma esplicativi è quello curato da Crespellani:
Ingegneria geotecnica in aree sismiche
(o qualcosa di simile), ricordo la copertina rossa ma non ce l'ho a portata di mano.
Ricapitolando, per adesso in area sismica vengono effettuate le stesse verifiche delle aree non sismiche, introducendo peò il coefficiente Kh nelle formule (capacità portante, stabilità di versanti e muri).
Il cosiddetto metodo pseudostatico.
Per i cedimenti forse ci sono metodi specifici, ma ancora non mi preoccupo di applicarli, e non conosco nessuno che li applichi.
Va comunque sempre valutato il potenziale di liquefazione in stratigrafie favorevoli al fenomeno.
Buon lavoro e ricambio gli auguri.
cool cool cool
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#39516 06/05/2004 20:04
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Allora.
Ho redatto una scheda con tutti parametri sismici secondo la nuova normativa. Ovviamente senza fare alcun calcolo. Tuttavia al geometra serve una valutazione classica secondo la vecchia normativa ancora in vigore introducendo una "riduzione sismica" sul carico ammissibile.
Il calcolo della cap. portante con la formula di B.Hansen andrebbe quindi fatto come suggerito da Mccoy (un grazie a te) in troducendo i fattori "I" (inclinazione del carico) e trascurando pure l'eccentricità. Il problema è che nelle formule degli "I" compaiono "H" e "N" per la determinazione dei quali occorre il Ka e il Kv, rispettivamente, essendo H = Kh*w e N = W*(1-Kv). Queste formule l'ho prese da Marsan-Romeo "La relaz.geoogica".
Ora mi-vi chiedo 2 cose:
1) pur sapendo da cosa dipendono i due K quali sono le formule per il loro calcolo? Magari staranno sulla vecchia normativa ma non sono riuscito a trovarla. Gentilmente meccoy o altri, potreste inviarmele per favore ?
2) il peso W dell'edificio come va considerato ? come una pressione cioè mettendoci i valori di quanto l'edificio scarica per cmq, dati dal progettista ?
3) potrei avere un esercizio di esempio ?
Lascio la mia e mail: paulusae@inwind.it
Ringrazio tutti
Paolo

#39517 07/05/2004 11:01
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Paulus,
ti risponderò con calma più oltre, soltanto vorrei evidenziare 3 punti:

1-Il carico è inteso come forza peso e non come pressione
2-Se la fondazione è poggiata su roccia dimentica pure la riduzione sismica per la capacità portante: a meno che non stai costruendo un grattacielo o una torre la capacità portante ammissibile su roccia (vulcaniti?) è sempre enorme e >>>>> dei carichi degli edifici.
3- Una delle trattazioni più dettagliate, in italiano, della capacità portante si trova su Bowles: Fondazioni, progetto e analisi

Perchè non invii phi e c della roccia, nonchè carico massimo stimato ? così ti mando direttamente la soluzione del problema.
cool


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#39518 07/05/2004 20:23
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Ciao Mccoy
La roccia di fondazione è una calcare organogeno grossolano. Per quanto appreso dalla lettura di alcune fotocopie del Bowles (compererò il testo quanto prima), in via cautelativa mi sembra sensato assumere phi=35° e C=5Mpa (50 Kg/cmq.
Il carico max stimato è 1,3 kg/cmq. Il geometra mi ha dato un valore preliminare.
Il magazzino è fondato sulle mura perimetrali più uno centrale, tutti portanti, con uno spessore di 2m. Quindi si può assumere una fondazione nastriforme con B=200 cm. Poi lo stesso calcolo devo farlo per una fondazioncina rettangolare (diciamo 3*2 m) relativa ad un ripostiglio esterno.
Certo la riduzione sismica, in tali condizioni, è superflua ma vorrei farla ugualmente per prenderci confidenza visto che ormai siamo in zona 3 e la maggior parte dei lavori capitano su terreni.
Ti ringrazio per la estrema disponibilità. Se vuoi perderci tempo ti prego comunque di indicarmi come operare sopratutto per i Ka e i Kv e come risolvere la questione del W che anch'io pensavo fosse il peso della struttura e non una pressione. Così, potrò operare da solo quando il geometra mi manderà i valori precisi del carico massimo e le dimensioni esatte delle fondazioni rettangolari.
Saluti
Paolo

#39519 07/05/2004 21:47
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Paulus,
calcirudite massiccia o fratturata??
se massiccia, cautelativamente phi 35°, c 300 KPA (good rock di bienawski)
se fratturata, cautelativamente phi 15°, c 100 KPa
(poor rock di Bienawski).

H = W * Kh
Kh = S * I * C * R * epsilon * beta * gamma
non ho sotto mano il DM di riferimento, credo sia il 19 01 96 (aggiorna il 03 88)- cito le date a memoria e sicuramente mi sbaglio.
S nel tuo caso = 6, pertanto C = 0.04 (C = (S-2)/100) e gli altri coefficienti sono pari all'unità, tranne forse beta. con beta = 1.2 (non mi chiedere perchè, sto leggendo dal mio programma)
Kh = 0.048
A questo punto hai H e W (o V) da inserire nelle formule per ricavare i coefficienti di inclinazione i.
L'inclinazione diminuisce la capacità portante perchè distorce su di un lato la superficie di rottura, diminuendone l'estensione.

La formula di hansen, per roccia fratturata darebbe nelle tue condizioni e con V stimato a 1500 KN Qamm = 400 KPa circa con D = 0.2 m e B= 10 m.
Per la roccia poco fratturata Qamm = 8 MPa circa nelle stesse condizioni
La formula di Stagg e Zienckewickz proposta da bowles dà valori ancora maggiori.
Mi rendo conto che la spiegazione non è chiarissima, senza disegni e formule sott'occhio, ma l'importante è ricavare Kh per ottenere H, V lo fornisce il progettista o lo stimiamo, anche se approssimato non cambia tanto.
Buon lavoro.
cool smile


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