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sto cercando informazioni relativamente alla presenza di arsenico (in grandi concentrazioni) nell'unita delle sabbie di asti e dei depositi fluviali (probabilmente villafranchiano) che si rinvengono sopra tale unità.
il sito in esame si trova nella città di torino.
qualcuno sa darmi indicazione circa eventuali studi in Letteratura che dimostrino la presenza di tale sostanza come elemento geochimico (naturale) e non dovuto ad episodi di contaminazione?
grazie!
maurizio
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Ciao Maurizio la tua domanda mi interessa molto. Cosa intendi per grandi concentrazioni? Le concentrazioni di cui parli sono relative alla matrice ambientale suolo o alle acque sotterranee? Ti faccio questa domanda perchè nel sottosuolo di Torino sia il Villafranchiano che le Sabbie di Asti sono ubicate sotto la coltre dei depositi quaternari, la cui potenza è generalmente pari ad alcune decine di metri, quindi sicuramente sotto il livello statico dell'acquifero. Ciao Stefano
Stefano Zanarello
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ciao c'è un studio arpa (emilia r.) sul chimismo delle acque nella rete dei pozzi di monitoraggio della p.padana provenienti da acquiferi profondi forse a contatto con le unità marine sepolte. Mi sembrava che si trovassero elevate concentrazioni di As come facies idrogeochimica peculiare. La zona credo fosse il reggiano-parmense (???) Ti consiglio di cercare in rete
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si tratta di terreno, alla profondità anche di 30 metri. siamo nella zona sud di torino, in zona confluenza torrente sangone-po. il terreno a cui mi riferisco dovrebbe essere alla base del primo acquifero. grazie ciao Originariamente inviato da s.zanarello: Ciao Maurizio la tua domanda mi interessa molto. Cosa intendi per grandi concentrazioni? Le concentrazioni di cui parli sono relative alla matrice ambientale suolo o alle acque sotterranee? Ti faccio questa domanda perchè nel sottosuolo di Torino sia il Villafranchiano che le Sabbie di Asti sono ubicate sotto la coltre dei depositi quaternari, la cui potenza è generalmente pari ad alcune decine di metri, quindi sicuramente sotto il livello statico dell'acquifero. Ciao Stefano
maurizio
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Hai ragione HardSock, c'è uno studio di Zavatti (ARPA - ER) sull'arsenico della bassa pianura reggiana, ma la conclusione è che l'arsenico è legato alla presenza di depositi torbosi (ambiente riducente)
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Ciao, ci sono tanti studi che dimostrano che l'arsenico e' presente naturalmente e non come risultato di un inquinamento. Ad esempio, l'arsenico si trova nella pirite (dove sostituisce il ferro) e nella arsenopirite. Se si verifica un'ossidazione di questi minerali, l'arsenico si puo' liberare nell'acqua di falda e raggiungere concentrazioni elevate per la salute (ovviamente se le condizioni lo permettono). Quasto capita ad esempio quando la falda si abbassa a seguito del pompaggio. Non conosco la geologia della zona di cui parli, ma sicuramente ci saranno delle indicazioni sulla natura di queste sabbie e sulla loro composizione. Spero che questo ti possa essere di aiuto.
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Scusa, ma dove hai trovato indicazioni stratigrafiche che ti fanno supporre la presenza delle Sabbie di Asti sotto il t. Sangone, di solito le stratigrafie e gli stratigrafi non si lanciano mai in queste attribuzioni? E' una tesi di laurea la tua o qualcosa d'altro? La formazione torbosa di cui parla C. Caleffi potrebbe essere l'orizzonte torboso wurmiano che affiora nel letto del torrente Chisola (rif. articolo 198x, D. Tropeano, IRPI TO). Vero a 30m c'è la base dell'acquifero "quaternario" e sotto il terziario inproduttivo per decine se non quasi centinaia di metri. Ciao.
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