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Per l'ennesima volta spengo il televisore con un misto di angoscia e disgusto. Ancora una volta vedo illustri colleghi tirati fuori dalla naftalina in occasione della fiera che segue ogni triste evento italiano. Catastrofe annunciata? Si poteva prevedere? Di chi è la colpa? E la Protezione Civile che fa?
Frotte di giornalisti sciacalli che accorrono sui resti delle povere vittime a mostrarci volti affranti e disperazione, a violare l'intimità di dolori familiari… e mai che facessero le domande giuste alle persone giuste.
Per l'ennesima volta capisco come doveva sentirsi la mitica Cassandra; ancora una volta mi sento un medico che arriva a fine mese facendo il pedicure: potrei salvare vite e invece prevengo le unghie incarnite.
Finalmente tornerà di moda la zonazione sismica, così come erano tornati di moda il dissesto idrogeologico, il pericolo Vesuvio, il fascicolo del fabbricato. Chissà quale illuminato legislatore proporrà l'ennesimo provvedimento tardivo da ignorare tra un paio di mesi.
Disfattismo? Non credo. E' solo l'amarezza di vedere gente che muore per l'incuria e l'ignoranza. E' solo l'aver discusso per anni con tecnici e politici senza vedere un barlume di ragionevolezza.
Ma non vi preoccupate: vedrete che adesso non potranno proprio fare a meno del geologo. Adesso si che lavoreremo tutti…

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Non credo che cambierà molto,probabilmente ora quei comuni verranno riclassificati ma ormai il danno è fatto e comunque c'è da dire che anche se la zona fosse stata classificata sismica non penso che avremmo visto edifici edificati a regola d'arte,aveva ragione Boschi qualche anno fa,la gente preferisce spendere soldi nelle mattonelle firmate invece che in strutture antisismiche e quando all'ignoranza abissale di interi strati sociali in materia di prevenzione si unisce la bieca ignoranza e arroganza di un ceto politico inetto che crede di poter rimandare in eterno il regolamento di conti con il territorio disastrato che noi tutti ormai abbiamo sotto gli occhi allora possiamo solo aspettare la prossima catastrofe,quale sarà? Sicilia Orientale?
Trapanese? Calabria? Appennini? Roma? (sotto il Vaticano c'è una faglia per chi non lo sapesse )
Marche? Alpi? Potrei continuare ma penso che già possiamo tirare ad indovinare.


Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Vorrei proporvi una riflessione.
Quello che accade non dipende solo dall'assenza di un quadro normativo ma da come le poche leggi esitenti vengono applicate ed anche dalla qualità del prodotto che Noi tecnici in generale offriamo.
Quale sicurezza possiamo infatti offrire alla collettività quando si redigono relazioni geologiche per pochi euro, formalmente anche accurate ma spesso vuote di contenuti e prive di qualsiasi indagine in sito?

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Se le relazioni geologiche fanno schifo perchè gli uffici preposti non le rinviano al mittente?
Nel momento in cui gli enti di controllo obbligheranno tecnici e ditte a dare la qualità allora potremo farci pagare di più.Ma questo non avverrà mai in quanto nessuno paga per i propri errori, quando la colpa è di tutti nessuno è colpevole


Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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geo hai perfettamente ragione.

Nessun tecnico degli organismi preposti ai controlli paga per aver avallato eventuali errori, semmai paga il "progettista".

Aggiungi che spesso questi tecnici non sono certamente un pozzo di scienza e non certamente per colpa loro.

La preparazione universitaria, come abbiamo ribadito più volte, è estremamente carente dal punto di vista pratico e questi poveri ragazzi vengono assunti sulla base di concorsi i cui programmi (preparati naturalmente da docenti universitari) ricalcano quello che ai miei tempi era l'esame pre-laurea di "cultura generale".

Non parliamo poi delle normative e leggi regionali.

Spesso si perdono nel richiedere una marea di documenti assolutamente inutili perdendo di vista le problematiche specifiche.

Stendo infine un velo pietoso sulla classificazione sismica del territorio italiano.

Come al solito si risolve con un problema puramente burocratico, a 1o metri di distanza (a seconda di dive passa il confine comunale)un edificio va costruito rispettando le norme sismiche l'altro no.

Io che ho lavorato molto all'estero, quando mi trovavo in zone dotate di una sismicità anche se minima, dovevo dfare un'analisi accurata del rischio simico.

Perché non si adotta questo sistema anche in Italia? Forse perché pochi o nessuno è in grado di farla? O perché nessuno dei nostri tecnici è in grado di capirla?

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Mi spiace cari colleghi, ma scontiamo anni di nostra incuria e di poca fiducia riposta nella nostra stessa professione.
Fatichiamo a trovare una collocazione tecnica accanto alle altre figure professionali coinvolte nella redazione dei progetti e nella realizzazione delle opere, veniamo aiutati da una normativa obsoleta che ci rende simili ad una tassa da pagare ed infine, quelle rare volte che ci viene data la possibilità di misurarci ad armi pari con gli altri tecnici facciamo perlopiù figure meschine.
La bella relazione che produciamo viene archiviata dai progettisti che, pagata (non sempre)la "tassa", si risolvono da soli i problemi derivanti dall'interazione delle loro strutture con i terreni.Di fatto siamo tagliati fuori dalla "vita tecnica" italiana.
Ad ogni modo molti di noi cercano di modificare lo stato delle cose, proponendosi non come elaboratori di relazioni a norma di legge, ma come parti integranti di un progetto.
Non dispero e tendenzialmente sono ottimista, ma quando la terra che calpestiamo ci ricorda le nostre responsabilità con eventi terribili ed evitabili come quello di S.Giuliano di Puglia, allora francamente mi cadono le braccia.
geofdv

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Non sono completamente d'accordo con te.
Trovo che uno dei problemi principali sia il fatto che il 95% dei progettisti non sappiano come utilizzare i dati che gli forniamo; per loro ignoranza. Quindi spesso dobbiamo farci carico di problemi loro se vogliamo fare un lavoro utile.
Se è vero che ci sono geologi che producono documenti di facciata ci sono molti colleghi che si dispiacciono di non entrare nella fase progettuale per manifesta ignoranza altrui.
Prendi un caso contingente che mi sta capitando.
Si tratta di un dimensionamento delle piogge.
Io fornisco i dati sulla pioggia di progetto con TR15 anni per quel sito, faccio uno studio di permeabilità con prove di infiltrazione, misuro la falda e la trovo a 2m soli dalla superficie.
L'Ufficio tecnico dopo che io in una prima fase suggerisco la dispersione in trincea, mi impone il pozzo perdente (sottointendendo che devo entrare nella falda) come si disperda se c'è già acqua è un mistero. Poi il progettista non è in grado di dirmi quanta acqua arriva al pozzo al secondo. Infine devo anche dimensionare il pozzo perchè lui non è in grado.
Vedi bene che le lacune non le abbiamo solo noi.

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Stai attento è assolutamente vietato dalla legge immettre direttamente acque di qualsiasi origine in falda attraverso un pozzo perdente!!!!

Inoltre fai attenzione a quello che dici. Un una falda può essere ricaricata attreverso un pozzo, la velocità di assorbimento dipendono dal carico idraulico e dalla trasmissività dell'acquifero e non certo dalla "portata" del pozzo.

Per favore studiate un minimo di idrogeologia ed aggiornatevi sulla legislazione prima di imbarcarvi in argomenti poco conosciuti.

Fate almeno come tanti altri colleghi che quando hanno dei dubbi lo chiedono.

Capisco siete giovani, avete bisogno di lavorare, l'università non vi ha dato una preparazione sufficente, ma........!!!!!!!!

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x geo e VM
scusate ma di quali organismi di ccontrollo parlate?
Vi ricordo che la Campania solo dopo 20 anni !!! (dal 1983) ha finalmente adottato un sistema di controlli sui progetti che prima venivano semplicemente depositati al Genio Civile in attesa non si sa di cosa....

Per quanto riguarda infine la qualità del prodotto credo che l'assenza di controlli non sia una giustificazione plausibile, in quanto l'etica pofessionale richiede a mio avviso che ci si debba sempre sforzare di offrire il massimo possibile in termini di contenuti tecnico-scientifici, indipendentemente dal sitema di controlli e sanzioni esitente: vorrei ricordare a me stesso e a voi tutti che da una nostra "cazzata" puo dipendere la vita di molte persone. Non vi sembra che individuare il colpevole dopo un catastrofe sia una ben magra consolazione?.

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Hai ragione. I cosidetti organismi di controllo (commissioni edilizie, genio civile) non controllano un tubo.

Per quanto attiene l'autocontrollo dovuto allpetica professionale sarei d'accordo se.....

troppi furbi o purtroppo troppi impreparati (non per colpa loro ma del sistema universitario e del sistema di iscrizione all'ordine) non facessero troppe cavolate che poi si ritorcono contro la nostra professione

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