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Sto predisponendo la richiesta per l'autorizzazione allo scavo di due pozzi per due committenti con terreni attigui, distanza tra i due probabili pozzi circa 250 m, al genio civile mi dicono che è possibile richiedere l'autorizzazione previa relazione tecnica dalla quale si evinca che i due pozzi non si "diano molto fastidio"tra loro ed un ubicazione circa parallela tra loro rispetto alle linee di deflusso della falda. Premetto l'area è molto ricca di sorgenti e la quota di rinvenimento della falda si attesta a circa 30 metri per poi risalire fino a bocca pozzo, come già accade per un altro pozzo non molto distante (500 m).
Io ora chiedo e mi auguro che qualcuno mi possa aiutare: c'è un metodo, magari di calcolo, che mi possa permettere preventivamente di stimare la distanza minima tra due pozzi in modo che tra loro si diano "il minor fastidio " possibile?
grazie


Occhio che i geologi sono tutti strani mi disse un giorno un Architetto non sapendo di parlare con uno di loro
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un qualunque pozzo in emungimento crea, come saprai, un cono di depressione che si estende in funzione della portata, delle caratteristiche dell'acquifero (trasmissività permeabilità).
se nell'ambito del cono di emungimento vi ricade un secondo pozzo anch'esso in emungimento, al suo interno si registrerà una depressione data dalla somma della depressione dovuta all'emungimento proprio e quello dovuto al primo pozzo (principio di sovrapposizione).
quindi povresti fissare il regime del pozzo e calcolarti il raggio d'influenza (ossia la distanza dal pozzo in cui la depressione dovuta al suo emungimento si annulla) per quella fissata portata.

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Originariamente inviato da Deffuiaia:
Sto predisponendo la richiesta per l'autorizzazione allo scavo di due pozzi per due committenti con terreni attigui, distanza tra i due probabili pozzi circa 250 m, al genio civile mi dicono che è possibile richiedere l'autorizzazione previa relazione tecnica dalla quale si evinca che i due pozzi non si "diano molto fastidio"tra loro ed un ubicazione circa parallela tra loro rispetto alle linee di deflusso della falda. Premetto l'area è molto ricca di sorgenti e la quota di rinvenimento della falda si attesta a circa 30 metri per poi risalire fino a bocca pozzo, come già accade per un altro pozzo non molto distante (500 m).
Io ora chiedo e mi auguro che qualcuno mi possa aiutare: c'è un metodo, magari di calcolo, che mi possa permettere preventivamente di stimare la distanza minima tra due pozzi in modo che tra loro si diano "il minor fastidio " possibile?
grazie
Ciao Gaetano, fermo restando quanto di dice il collega gaiagaia, se ancora non esistono pozzi è un pò dura dimostrare che essi non abbiano o non potranno avere interferenza; puoi simulare qualcosa attraverso le classiche formule sui pozzi presenti su tutti i libri, tenendo conto di un'eventuale abbassamento di livello x la potenza della pompa y ecc....ecc.....
Un caro saluto
P.S.: è da circa vent'anni che mi chiedo se poi hai mai comprato la Moto Morini....... laugh laugh laugh
Ciao e buon lavoro

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Per deffuiaia:
Senza offesa, ma credo che la risposta di grannisi sia un poco semplicistica: dalle mie parti prima si fà la richiesta di ricerca di acqua (che chiaramente c'è visto che sai già la profondità dell'acquifero) e in fase esecutiva della ricerca di esegue il pozzo ex novo; a questo punto la ditta esecutrice del pozzo esegue le varie prove di portata (fino ad una portata massima che supera quella di esercizio) mentre tu potresti eseguire le prove di risalita (che dovrebbero darti la trasmissività dell'acquifero); a questo punto puoi calcolarti la distanza minima affinchè il secondo pozzo non influenzi il primo ed il gioco è fatto.
Consiglio "PROSPEZIONI IDROGEOLOGICHE" del Celico per trovare tutte le formule che ti occorreranno per calcolare il tutto.

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Per deffuiaia: Vedi il testo che ti propone il collega tacs, non puoi sbagliare, tale testo accompagnato dal corso, mi ha permesso di fare l'esame specifico direttamente con il prof. Celico e di superarlo egregiamente, di superare l'esame di stato nella materia specifica con presidente della commissione lo stesso prof. e di superlo discretamente e infine mi permette di seguire numerose trivellazioni con risultati apprezzabili. Saluti.


Fuggire la realtà non rappresenta una soluzione.
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M cosa dioce esattamente la legge Regionale?

Se non esiste è valida la legge nazionale che prescrive una relazione e valutazione preliminare per effettuare la ricerca, vale a dire la perforazione del pozzo con relative prove di portata,ed una relazione finale per ottenere la "concessione" vale a dire l'autorizzazione as emungere determinate portate, stabilite in base alle caratteristiche dell'acquifero, della distanza da altri pozzi, manufatti vari, ecc.

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Vi ringrazio per la collaborazione, proverò a cercare il testo suggeritomi, il metodo di valutazione (vedi Tacs)mi potrebbe stare bene, ma il mio dubbio permane, al momento devo allegare una relazione tecnica alla richiesta per lo scavo dei pozzi e non ho alcun dato tecnico dei pozzi limitrofi; dell'unico pozzo (fantasma), esitente a 500 m circa, non ho dati e mi pare difficile poterne avere, non conosco neanche la profondità, ma solo come si dice in campagna "che è molto ricco d'acqua".

La Legge regionale è la stessa della nazionale ovvero il T.U. delle acque del 1933.
saluti
P.S. A grannisi, altro che motomorini, mandami la tua email mi farà molto piacere contattarti.
saluti a Carmelo ed al cugino


Occhio che i geologi sono tutti strani mi disse un giorno un Architetto non sapendo di parlare con uno di loro
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La legge citata da te, è un R.D. e non un T.U., tale R.D. n° 1775/1933 è integrata dalla L. n° 36/1994 (legge Gallo) e dal D.lgs n° 152/1999 (Degreto Ronchi), che costituiscono l'intera normativa di riferimanto! Saluti.


Fuggire la realtà non rappresenta una soluzione.
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Poiché la legge prevede che l'autorizzazione alla perforazione venga concessa "a scopo di ricerca" subordinando la concessione alle risultanze delle indagini, la tua relazione (che accompagna la richiesta) può esere anche riferita alle conoscenze generiche sulla stratigrafia e sull'idrogeologia della zona.

Nella relazione dovrà esser chiaramente indicato che il completamento e l'utilizzo del pozzo sono subordinati alle risultanze dell'indagine.

In ogni modo nelle condizioni da te indicate 250 m. di distanza dovrebbero essere più che sufficenti per non avere interferenze.

Una soluzione potrebbe essere (se te lo fanno fare) effettuare prove di emungimento Step Draw Down ed a portata costante sul pozzo esistente.

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non dici nulla sul tipo di acquifero.

"l'area è molto ricca di sorgenti e la quota di rinvenimento della falda si attesta a circa 30 metri per poi risalire fino a bocca pozzo, come già accade per un altro pozzo non molto distante (500 m)."

da questa frase si potrebbe intuire che si tratta di un'acquifero in pressione, dove, contrariamente agli acquiferi freatici, ogni perturbazione dovuta a pompaggi si manifesta in tempi molto rapidi, e teoricamente a distanza infinita.

i due pozzi nuovi dovresti ubicarli tenendo conto anche della posizione (e del pompaggio) del pozzo esistente, minimizzando le interferenze fra i tre pozzi.

metodi: conti 'a mano', come ti hanno già suggerito, oppure, se hai un minimo di dati essenziali sulla piezometria e sull'acquifero (K o T), con un modello (in questo caso anche analitico).

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