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Ho da poco comprato un programma per la verifica di stabilità di versante (slope della geostru). Ora devo procedere alla verifica di un versante con lo stato di progetto che prevede delle palazzine a schiera con fondazioni profonde.
La questione è questa: come considero il carico?
Il programma distingue tra carico distribuito e carico concentrato
Nel primo caso mi richiede X,Y, L e carico.
Nel secondo Fx,Fy e M(Kgm).

Inoltre, devo considerare anche i pali nella verifica?( mi richiede lunghezza,interasse trasversale, inclinazione, resistenza al taglio, momento rottura). Grazie

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np,
mi ricordo di avere eseguito tempo fa una analisi con edifici su pali, con slope.
Circa il sovraccarico, questo viene trasferito in profondità e non è molto significativo, una volta distribuito sull'intera area planimetria della palificata, anzi, non si sa bene neanche quanto sia perchè dipende dalla funzione di trasferimento tra fusto e base dei pali. Sono andato a rivedere il modello, e in effetti avevo provato a inserire un carico distribuito alla base, ma non cambiava gran che. Inoltre, la base della palificata si suppone sia in terreno più resistente e ad una certa profondità.
Per i pali (1 m di diametro), avevo provato a modellarli come palificate, con interasse abbastanza elevato (non è un'opera di sostegno).
In sintesi, potresti provare a inserire i singoli pali, come ordini di palificate intestate alle travi (numero di campate +1, distanze di progetto), l'interasse (normale alla sezione topografica) di progetto (distanza tra i pilastri ossia generalmente 4-6 m), parametri di resistenza otrientativi forniti dallo strutturista o piuttosto alti (ma li puoi variare).
Nel caso che avevo visto in effetti variava la distribuzione delle superfici di rottura, che generalmente non passavano più per il corpo della palificata (ma qualcuna passava tra la superficie del versante e il primo ordine di pali, dove la resistenza era minore e il taglio maggiore).
Insomma, il gruppo di pali, anche con interassi non piccoli, secondo gli algoritmi applicati dal software sembra aumentare la resistenza al taglio del volume di terreno interessato. Nel mio caso non esisteva alcuna superficie di rottura critica prima dell'inserimento della palificata. Nel caso la palificata "cancellasse" una superficie critica, allora il modello sarebbe da rivedere con maggiore dettaglio e molta cautela.
Ti consiglierei pertanto di non immettere alcun carico (oppure carichi lievi alla base della palificata), ma di inserire i pali e fare alcune prove con e senza di questi; puoi controllare anche le tensioni tangenziali (fornite per ogni superficie) e che siano compatibili con la resistenza dei pali. Il tutto sottoposto al giudizio geotecnico di congruenza con la realtà.
Ogni situazione è diversa ma credo che, dopo qualche ora (o giornata!) trascorsa in simulazioni avrai afferrato appieno i dettagli del tuo modello.
Ripeto, il mio è stato un caso isolato, forse qualche altro collega esegue di routine questo tipo di verifiche con edifici su pali e sa dare altre informazioni più dettagliate.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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mcoy potresti essere più chiaro circa "In sintesi, potresti provare a inserire i singoli pali, come ordini di palificate intestate alle travi (numero di campate +1, distanze di progetto), l'interasse (normale alla sezione topografica) di progetto (distanza tra i pilastri ossia generalmente 4-6 m), parametri di resistenza otrientativi forniti dallo strutturista o piuttosto alti (ma li puoi variare).
Nel caso che avevo visto in effetti variava la distribuzione delle superfici di rottura, che generalmente non passavano più per il corpo della palificata (ma qualcuna passava tra la superficie del versante e il primo ordine di pali, dove la resistenza era minore e il taglio maggiore).
Insomma, il gruppo di pali, anche con interassi non piccoli, secondo gli algoritmi applicati dal software sembra aumentare la resistenza al taglio del volume di terreno interessato. Nel mio caso non esisteva alcuna superficie di rottura critica prima dell'inserimento della palificata. Nel caso la palificata "cancellasse" una superficie critica, allora il modello sarebbe da rivedere con maggiore dettaglio e molta cautela.
Ti consiglierei pertanto di non immettere alcun carico (oppure carichi lievi alla base della palificata), ma di inserire i pali e fare alcune prove con e senza di questi; puoi controllare anche le tensioni tangenziali (fornite per ogni superficie) e che siano compatibili con la resistenza dei pali. Il tutto sottoposto al giudizio geotecnico di congruenza con la realtà.
Ogni situazione è diversa ma credo che, dopo qualche ora (o giornata!) trascorsa in simulazioni avrai afferrato appieno i dettagli del tuo modello.
Ripeto, il mio è stato un caso isolato, forse qualche altro collega esegue di routine questo tipo di verifiche con edifici su pali e sa dare altre informazioni più dettagliate." grazie

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Però penso che si travisi di molto il senso della modalità di calcolo se si inserisce il concetto di palo che è molto al di fuori dell'equilibrio limite.
Si tratta solo di forze che vengono inserite sul pendio, con tutte le conseguenze...
Un conto è la grafica del programma un conto l'algoritmo.
BIsognerebbe affrontare il problema considerando via via le parti che vengono messe in sicurezza, e scartadole man mano.


"Prosunt omnia quae obstant"
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Massimo,
se io sono stato ermetico, tu sei l'oracolo di Delfi!!!

Non conosco l'algoritmo del programma, nè il modello utilizzato per la verifica in presenza di pali, per cui non posso neanceh essere troppo certo della ragionevolezza o meno dei risultati.

np,
non devi fare altro che farti dare la pianta dei pali dallo strutturista, e inserire nel programma tante palificate quante sono le file dei pali presenti nella sezione del fabbricato che consideri. La distanza tra queste, da progetto, la vedi immediatamente con l'input grafico (le coordinate x e y ti appaiono in fondo a sinistra), mentre come interasse devi dare quello di progetto tra pali nella stessa fila (palificata). Interasse che nel tuo caso sarà non minore di 4 m. Le caratteristiche di resistenza le conosce il progettista. Del carico non mi preoccuperei.
Però bisogna esaminare il pendio con e senza pali, perchè ai lati dell'edificio esiste quest'ultima condizione.

Il carico? sicuramente grava sul concio (o sui conci) ma a che altezza di preciso non è noto. Se grava al di sotto della potenziale superficie di rottura, non ha effetto pratico.


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Se date un'occhiata a questo link:
http://geoscience.wes.army.mil/SardisDam_Hall.PDF

è un esempio a grande scala di consolidamento di una diga in terra esclusivamente con pali (sez. quadrata in c.a. di 60 cm di lato, ad interasse minimo di 2.7 m, massimo di 4 m).

sono stati impiegati ben 2594 pali, con analisi agli elementi finiti e l'intervento di alcuni luminari (Idriss di Berkeley).

Un problema dell'intervento della Sardis Dam è stata la presenza di spessi strati liquefacibili, per cui hanno dovuto verificare i pali oltre che al taglio anche a momenti flettenti di significativa entità.

Alla fine, l'intervento di bonifica è servito; morale, nel suo piccolo, anche una palificata al di sotto di un edificio può avere qualche effetto benefico. A questo punto io però, dopo una analisi preliminare dei tagli lungo le potenziali superfici di rottura, accertata l'esistenza di sollecitazioni non trascurabili, consiglierei pali di grande diametro e bene armati e blindati al taglio e alla flessione.


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Mi rimane difficile immaginare un'azione di taglio lungo i pali come se fossero incastrati alle due estremità sopratutto in terreni con resistenza al taglio inferiore a quella dei pali (cemento armato) addirittura plastici o soggetti a liquefazione.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Ciao mccoy!
Ho provato a seguire il tuo ragionamento!
Solo non riesco ad attivare l'azione dei pali.
Io li ho inseriti da Imput numerico e li ho messi in modalità "attivata". ma la verifica di stabilità non varia per nullarispetto a quando non ci inserisco i pali.
il manuale dice di inserirli con "imput grafico" e cliccare il pulsante attiva ma non lo trovo.
mi potresti aiutare?

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OK! il punto precedente l'ho risolto: era un errore che facevo io nella modalità di applicazione. adesso ho altre due questioni da chiedere:

1) ho un suolo di categoria B in zona 2. Il programma di calcolo mi inserisce direttamente questi dati:
coefficiente di azione sismica orizzontale 0,156 e coefficiente sismica Verticale 0,078.
Ma non riesco a capire dove li prende questi dati.

2) se in stato di fatto ci sono delle supefici non verificate significa che il terreno frana.
se poi con i pali queste superfici scompaiono significa che i pali intervengono positivamente sulla stabilità del pendio.
Ma la spinta di quello che frana su di essi si considera?


Grazie

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Guarda che non credo che il programma riesca a modellare un palo, per il metodo che utilizza, ovvero equilibrio limite, in genere mette semplicemente una colonna con una coesione notevole o un forza, tutto li; è per questo che si ritiene scorretto insererire dei pali o altre opere in questo tipo di programmi in cui tu hai forse un bel disegnino cui sta dietro una notevole semplificazione.
Diverso è il caso se il programma ha proprio un modulo a parte dedicato alla stabilizzazione con pali di cui nella bibliografia troverai gli autori di riferimento.
COntatta la ditta...


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