...... secondo me apriremmo una discussione che non porterebbe a nulla, sopratutto non si può discutere su una notizia. I casi vanno valutati uno per uno.
Non a caso, quando si ha a che fare con zone classificate a rischio da qualsivoglia Autorità di Bacino, ci sono le norme di attuazione che prevedono cosa si può o cosa non si può fare; ma soprattutto prevedono cosa SI DEVE fare affinché un'area classificata a rischio venga "ridotta" del suo grado di rischio!
Teniamo a mente, poi, che:
1)includere o meno un'abitazione (o qualsivoglia edificio) in una zona a rischio, specie nelle zone di confine, significa far acquistare o perdere all'immobile di valore;
2) la cartografia è fatta al 25.000: uno studio al dettaglio (al 5.000 o addirittura al 2.000) valuterebbe in modo più obiettivo la reale situazione della zona;
3) per fare tutte queste belle cose ci vogliono i soldi: significa, cioè, lavoro soprattutto per il geologo... Peccato che di queste valutazioni se ne facciano un pò pochine!!
Cari colleghi non sto dicendo che bisogna costruire o ripristinare aree definite a rischio: dico soltanto (e mi ripeto!) che in situazioni di passaggio da una zona a rischio elevato ad una a rischio moderato tenendo conto della cartografia sulla quale hanno lavorato le AdB solo uno studio di dettaglio (indagini, cartografia, ecc...) può stabilire in modo "definito" la reale situazione di pericolosità.