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Mi hanno richiesto di verificare la possibilità di realizzare un impianto di riscaldamento sfruttando energia geotermica. Essendo completamente a digiuno di queste applicazioni, vorrei sapere, ovviamente per quanto concerne gli aspetti prettamente geologici, che tipo di indagini preliminari per verificare la compatibilità dei terreni (penso per esempio alla conducibilità termica)con la possibilità di realizzazione di tali impianti. Se qualcuno avesse già effettuato gli studi preliminari e il progetto poi e mi volesse dare qualche informazione diretta o qualche riferimento a pubblicazioni specifiche da consultare glie ne sarei molto grato. grazie a tutti
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Iscritto: Mar 2005
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per quanto ne so io, non credo ci siano delle indagini preliminari fattibili (ma se qualcuno me li sa indicare ben lieto di impararli). Prova a contattare più ditte che di questi lavori ne fanno tutti i giorni; per esempio ho sentito parlare bene di http://www.geotermiasrl.it/default.htm MA NON GARANTISCO NULLA!!! mi immagino che la ditta voglia sapere: litologie attraversate, grado di fratturazione, presenza di faglie, acqua... lo so che non è una risposta pertinente al 100% alla tua domanda ma è un punto di inizio..io perlomeno comincerei così... facci poi sapere cosa hai scoperto...
Max Pautasso
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Iscritto: Jun 2006
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A me è capitato di occuparmi delle indagini per la realizzazione di un impianto a pompa di calore geotermica. Dal punto di vista della progettazione, i parametri geologici da considerare sono: Le caratteristiche geologiche degli strati del terreno;la conducibilità termica e la capacità di stoccaggio termico del terreno;la temperatura del suolo;la profondità della falda freatica; velocità e direzione delle acque sotterranee (assenza di flusso freatico è condizione per una buona capacità di stoccaggio dell’energia durante la fase di rigenerazione del terreno). Tieni conto però che normalmente questi impianti lavorano su fori di sondaggio di circa 100 m di profondità quindi non è economicamente fattibile un sondaggio di indagine in fase di progettazione; quello che avevo fatto io era stato di inquadrare i litotipi presenti sulla base della geologia del sito sui primi 100 m, andando poi a vedere i cuttings quando bucavano a distruzione per vedere che non venissero fuori cose strane; avevo poi trovato dei riferimenti bibliografici che mettevano in relazione la conducibilità termica delle rocce essenzialmente con il loro peso di volume. Se ti occorre il riferimento (nel senso che ti devi occupare di impianti proprio del tipo che ti ho descritto) fammi sapere che vado a ripescarlo e te lo mando. Ciao
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al saie2 di bologna c'era una ditta che proponeva la possibilità di stimare la capacità termica dei terreni attraverso una loro metodologia di indagine,se non erro commercializzavano le sonde della geosaving,una ditta svizzera,ecco una domanda ma allora la presenza di falda è controproducente,pensavo il contrario,ecco un settore dove noi geologi potremmo farci valere
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Per geo la questione della falda è legata appunto alla fase di rigenerazione del terreno cioè, in sostanza, l'impianto sottrae calore al terreno in inverno e glielo restituisce in estate (l'impianto infatti funziona sia per il riscaldamento invernale che per il condizionamento estivo). La presenza della falda ostacolerebbe la fase di rigenerazione estiva del terreno (quando gli dovresti rendere il calore che gli hai sottratto) perchè l'acqua "si porterebbe via" il calore che invece tu vuoi restituire al terreno. Spero di essere stata chiara anche se il gergo farebbe inorridire un termotecnico!
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ma se la temperatura della falda è sempre più o meno la stessa come mai lo ostacola,mi spiego,se la temperatura è di 18 gradi significa che noi potremmo avere questa temperatura sia d'estate che di inverno nella casa fornita di pompa,se mi sbaglio correggetemi in quanto non so bene come funziona una pompa di calore
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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la falda ed una certa circolazione idrica in un terreno sufficientemente permeabile favorisce la rigenerazione "termica" del terreno, ovvero il suo mantenimento alla medesima temperatura.
per la geotemia da valutare se fare sonde geotermiche (di lunghezza oltre 100 metri) oppure un semplice pozzo dal quale estrarre acqua e mandarla direttamente alla pompa di calore...
g
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